L'intervista - Federica Palmarin

Nonostante la modesta età Federica Palmarin ha già rimpolpato un portfolio e un curriculum di quelli che non sai da dove partire.
Fede riesce a ritrarre le situazioni più estreme con un'occhio privo di pregiudizi e con una sua naturale predisposizione al gioco e alla dimensione teatrale della vita, non volendo annoiarvi con il papiro dei suoi successi e con le nostre intuizioni sulla sua opera, la abbiamo raggiunta via mail per bere uno spritz virtuale e per parlare della sua arte.- Che definizione daresti della tua ricerca in campo fotografico?

Sacrale... Vorrei che le mie fotografie fossero dei monumenti dei soggetti rappresentati.
Mi interessa l'antropologia contemporanea,credo di esplorare la relazione che c'è tra l'apparenza esterna e l'essere, la teatralizzazione della realtà.
Eccentricità e banalità degli esseri umani sono talvolta i principali contenuti del mio lavoro.


- Nell'immaginario erotico e nella pornografia i processi di simulazione sono più evidenti, dal burlesque fino alle nuove tecnologie e le chat, la finzione oggi più che mai è protagonista. Perché secondo te la sessualità è così profondamente legata ad un corredo simbolico?

La verità spesso non è piacevole, un essere umano spogliato della fantasia e immaginazione non è divertente, spesso la verità è banale inoltre non esiste, dipende sempre da qual'è il tuo punto di vista,inventarsi un personaggio fa parte di un riscatto, un gioco.


- Tu hai documentato un'intera tournèe di una spogliarellista all'interno del circuito dei locali di lap dance, che cosa ricordi di questa esperienza?

Jessica Monti è un artista, una professionista, è capace di spostare decine di persone con il movimento di un seno... assolutamente geniale.


- Oggi si parla molto di Indie Porno, con un semplice personal computer e una webcam da casa chiunque può inventarsi un ruolo di porno star, tu hai realizzato delle photogallery per il famoso Suicide Girl. Qual'è secondo te la differenza sostanziale tra chi questo ruolo lo vive all'interno delle mura domestiche e chi lo affronta dal vivo?

L'immagine, anche la più intima è ormai dominio pubblico. La rete è Reale, non si può essere d'accordo o meno, è così e basta. Credo che la rete ci abbia riportato ad una condizione di virus, per cui gli esseri umani altro non sono che dele cellule, che si devono scambiare le informazioni, del tipo "giusto /sbagliato". Tutto ciò ci riporta ad una realtà cruda, nuda, è qualcos'altro che muove gli esseri umani a comunicare e a mettere la propria immagine su una banca dati. La solitudine poi è invece il paradosso di queste esperienze sessuali.


- Da che cosa è composto il tuo corredo fotografico?

6x6, riflettore, cavalletto, quaderno, penna,pellicole.

- Bianco e nero o colore?

Colore


- Che peso ha nel tuo lavoro il computer?

Marginale


- Hai da poco aperto uno studio a Venezia, mi racconti qual'è il tuo rapporto con questa città?

Venezia è incredibile, qui ti senti sempre un re, non mi capita altrove di aver la sensazione di possedere le città, i muri, le persone... Venezia ingrandisce l'ego e come una piovra mette a dura prova gli abitanti, è facile rimanerne ighiottiti quando è ormai troppo tardi.


- Su che cosa stai lavorando in questo momento?

In queste settimane, diversi progetti... Uno religioso piuttosto importante, nuovi approcci a tecniche di pittura e ritocco, studi di armonia e composizione del corpo umano, uno segretissimo e il basso.


- Suggerimenti a chi si stà avvicinando al mestiere di fotografo.

Guardare fotografie e dipinti, leggere il libro Lo Zen e il tiro con l'arco.


Ringrazio di Cuore Federica ed Eugenio Orsi della collaborazione.

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