Autarchy, da Forma Fantasma i prodotti sostenibili ai tempi dell'embargo

Autarchy, l'installazione di Forma Fantasma

Produrre beni durevoli, sostenibili e calibrati sui bisogni di una comunità. Questo lo spirito, decisamente al passo coi tempi, con cui il duo di Forma Fantasma ha inaugurato il progetto Autarchy allo scorso Salone del Mobile.

L'idea nasce così: in un ipotetico scenario di embargo autoinflitto, una comunità produce da sola e con le proprie risorse gli oggetti di cui ha bisogno. Nascono così delle ciotole per il consumo dei cibi: prodotte da una miscela di farina e scarti agricoli, i piatti testimoniano come dal basso e con pochi materiali di partenza è possibile ottenere un prodotto bello e sostenibile. Sempre in questo spirito, sono ripensate le classiche scope di saggina, riprogettate per ottimizzarne l'usabilità.

Impeccabile, come abbiamo già avuto modo di dire, la composizione formale della loro istallazione, una celebrazione della semplicità che di semplice ha solo l'apparenza, e che incarna piuttosto uno stile decisamente "rurale patinato". Nella gallery, anche alcune immagini che mostrano il making of della collezione.

Autarchy, l'installazione di Forma Fantasma al Salone del Mobile 2010

Autarchy, l'installazione di Forma Fantasma
Autarchy, l'installazione di Forma Fantasma
Autarchy, l'installazione di Forma Fantasma

Autarchy, l'installazione di Forma Fantasma
Autarchy, l'installazione di Forma Fantasma
Autarchy, l'installazione di Forma Fantasma
Autarchy, l'installazione di Forma Fantasma
Autarchy, l'installazione di Forma Fantasma

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