Patrick Jouin, la Sostanza del Design al Centre Pompidou

Patrick Jouin al Centre Pompidou

Patrick Jouin ha i modi gentili e modesti (potremmo persino dire timidi) di chi non ha nulla della star. Non che gli manchino i titoli per tirarsela: a 37 anni, infatti, ha già firmato alcuni tra i progetti recenti a più alta visibilità della Francia, come il ristorante Jules Vernes, al secondo piano della Tour Eiffel, o la bicicletta Vélib, che circola in migliaia di esemplari per le strade di Parigi. Ora, l'ultima celebrazione è quella del Centre Pompidou, che gli dedica una personale dal titolo La substance du design, aperta fino al 24 maggio.

L'esposizione, organizzata con il sostegno di G.H. Mumm, che ringraziamo per l'invito, racconta bene un approccio al progetto incentrato su un dialogo incessante e senza sconti con il committente, interlocutore insostituibile per rendere il prodotto non una forma di esaltazione narcisistica, ma un bene a servizio dell'utente finale. Il tutto, senza perdere di vista l'ergonomia e non sottraendosi a sperimentazioni dall'esito tutt'altro che scontato.

Tra i pezzi in mostra, troviamo il risultato di molte collaborazioni instaurate negli ultimi anni, come la sedia Thalya per Kartell (realizzata con la tecnica, qui utilizzata per la prima volta, dell'iniezione a gas), il Pastapot per Alessi, i lampadari Mercure, Reed e Ether per Murano Due e, infine, Georges, il secchiello per lo champagne realizzato in esclusiva per G.H.Mumm.

Un progetto, quest'ultimo, sviluppato per assecondare le esigenze dei camerieri, oltre quindi al mero effetto estetico sulla tavola: la bottiglia, infatti, si incastra senza possibilità di movimento sul fondo del secchiello, che può essere trasportato agilmente con sole tre dita (complice anche il peso limitato dovuto alla scelta del policarbonato). Tra i segni distintivi, poi, la rivisitazione del nastro rosso che è il segno distintivo dell'etichetta del Cordon Rouge, un vero tocco di French Touch ispirato alla fascia, nobile e un po' glamour, della Légion d'honneur.

Da segnalare, infine, l'interessante video di presentazione a grandezza naturale che apre l'esibizione, dove è lo stesso Patrick Jouin a spiegare il suo lavoro, illustrando il suo approccio creativo e restituendo allo spazio del museo un senso scambio e confronto proprio di una ritrovata agorà del design.

Patrick Jouin al Centre Pompidou

Patrick Jouin al Centre Pompidou
Patrick Jouin al Centre Pompidou
Patrick Jouin al Centre Pompidou

Patrick Jouin al Centre Pompidou
Patrick Jouin al Centre Pompidou
Patrick Jouin al Centre Pompidou
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