Designerblog intervista Alberto Caiola



Conosciamo meglio oggi Alberto Caiola, designer che ha preso parte all'evento Young Designer Home.

1) Parlaci di te: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.

Alberto Caiola: Mi sono laureato al Politecnico di Milano nel 2005 in industrial design, e subito dopo ho iniziato a collaborare con lo studio Cibic&partners di Milano.
Entrato in contatto con Fabrica, il centro di ricerca e sviluppo di Benetton, dove lavoravano amici, rimasi incantato da questo scenario anticonvenzionale e capii in un attimo che avevo bisogno di un laboratorio dove potermi muovere liberamente. Dopo un'attenta ricerca e su consiglio del principale collaboratore dello studio, il buon Tommaso, decisi poco dopo di trasferirmi in Olanda per seguire il master in conceptual design presso la Design Academy Eindhoven.
Qui compresi l'importanza del gruppo che come insieme di persone altamente motivate crea quel giusto mix di genuina tensione-competizione assolutamente costruttiva e indispensabile alla ricerca e alla sperimentazione.
In più la mescolanza di persone provenienti da tutto il mondo con background culturali e scolastici assolutamente insoliti simboleggia l'anima di questo luogo.
Tornai in Italia e lavorai per un periodo presso Antonio Iraci & Partners nel retail e nella progettazione di interni per poi collaborare con il Centro di ricerca Cibicworkshop a Vicenza.
In questo momento sono concentrato nella realizzazione di allestimenti e prodotti per le aziende oltre che a produzioni sperimentali più limitate che fanno riferimento ad altri circuiti.

2) Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?

Alberto Caiola: Molti..
Achille Castiglioni è stato una rivelazione ancora prima dell'università quando gaurdavo lezioni di design su Rai Educational.
Ugo Gregoretti conduceva il programma e raccontava il lavoro di questi grandi maestri; ne ho avuto subito una grande fascinazione.
Tra questi ancora Ettore Sottsass, per la sua poetica e il suo coraggio e Aldo Cibic, nel cui studio ho avuto la fortuna di trovarmi finita l'università. Qui ho imparato un po' a vivere oltre ad essere estremamente determinato.

3) Come nascono i tuoi progetti e da dove prendi l'ispirazione per dar vita alle tue creazioni?

Alberto Caiola: All'inizio nasce tutto da una ricerca libera. Parto da degli indizi, dei concetti, colleziono immagini e memorie, ragiono per collegamenti di idee, poi inizio a schizzare. "Look at things with unusual eyes", è una frase storica che ritengo particolarmente significativa; è da questo principio che nascono idee dagli esiti imprevisti che se finalizzate possono poi tradursi in progetti interessanti.


4) Il progetto a cui sei più legato e perchè?

Alberto Caiola: Beh...Sono legato a tutti in maniera differente, ma di sicuro quello che mi ha segnato di più è stato la sedia liquida. Mi sono riempito le braccia di poliuretano e per giorni è diventata una seconda pelle..

5) Il designer più sopravvalutato della storia?

Alberto Caiola: Credo che alcuni oggi vengano investiti da un onda mediatica che serve a sfamare il design dello star-system. Se sono bravi riescono a sfruttarla senza scadere.

6) L'oggetto più inutile della storia? E quello senza cui non potresti vivere?

Alberto Caiola: Ricordo che anni fa mi è stato regalato un porta occhiali calamitato da camicia.. non credo di avere mai aperto la scatola.
L'oggetto più significativo è un piccolo cavallo di Troia che tengo sul mio tavolo..è un cavallino di legno con le ruote, uno di quei giochi per bambini che si usavano un tempo. Sta li a ricordarmi che a volte le strade non convenzionali possono rivelarsi le più vincenti.

7) Un desiderio che speri di realizzare entro il 2010?

Alberto Ciola: Vorrei diventare un onironauta...Ultimamente ho letto un testo che tratta di meditazione e spiritualità; il fatto di prendere consapevolezza dei propri sogni e poterli modificare a piacere vivendo una seconda vita fatta di pura immaginazione mi eccita.
Mi piace l'imprevisto...e per questo dimentico sempre la porta aperta: mi piacerebbe viaggiare e continuare a conoscere. Sono molto curioso.

Alberto Caiola

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