Designerblog.it intervista Alberto Brogliato



Come vi avevamo anticipato non molto tempo fa, Young Designer Home è l’evento che porterà alla ribalta una serie di giovani talenti del mondo del design e che avrà luogo a Vicenza nei giorni 16 e 17 gennaio 2010.
Noi di Designerblog lo stiamo seguendo da vicino e in particolare stiamo cercando di conoscere più a fondo i suoi protagonisti.
Per questo abbiamo deciso di proporvi delle interviste rivolte proprio ai giovani partecipanti all'evento e il primo designer che vi vogliamo presentare oggi è Alberto Brogliato, di seguito ecco l'intervista a lui dedicata:

1) Parlaci di te: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.

Alberto Brogliato: Mi sono laureato qualche anno fa (non ricordo mai quanti siano) presso lo IUAV di Venezia, con specializzazione in design del prodotto.
Fresco di laurea specialistica ho iniziato a lavorare per Euro3Plast, un’azienda vicentina che aveva come obiettivo la creazione di una linea di prodotti di arredamento in plastica con un DNA fortemente creativo...e il sodalizio deve ancora finire!
Attualmente sto gestendo assieme all’art director dell'azienda la quarta collezione di PLUST Collection, con alcuni prodotti da me firmati a catalogo ed alcune collaborazioni illustri che mi hanno dato molte soddisfazioni. Obiettivi futuri? Aprire uno studio?

2) Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?

Alberto Brogliato: I miei punti di riferimento nel mondo del design non sono oggetti né correnti di pensiero, ma alcuni designers che hanno saputo interpretare e addirittura plasmare il nostro gusto del bello.
I nomi? Beh, da Joe Colombo a Panton, da Sapper a Ron Arad, da Zanuso a Marc Sadler,
da Castiglioni a Philippe Starck, da Marc Newson a Jonathan Ive, da Marcel Breuer a Chris Bangle.
E potrei andare avanti ancora…

3) Come nascono i tuoi progetti e da dove prendi l'ispirazione per dar vita alle tue creazioni?

Alberto Brogliato: Sarà che non sono ancora un designer affermato e quindi non posso permettermi di disegnare quel che voglio sapendo che qualcuno risolverà al posto mio gli infiniti problemi che sorgono dal bozzetto all’oggetto in produzione, ma il mio modo di progettare è strettamente basato sui vincoli.
Target, esigenze commerciali, limiti produttivi, dimensioni, articoli già presenti nel mercato e costi non sono che alcuni dei tantissimi vincoli che determinano le caratteristiche di un progetto.
Io non faccio altro che metterli tutti dentro un enorme calderone, e, a forza di mettere vincoli e paletti, il progetto comincia a prendere forma (non è molto poetico come procedimento, ma ho imparato a mie spese che raramente le cose poetiche sono anche fattibili).
Poi, una volta che le caratteristiche principali sono definite, cerco di dare al progetto/oggetto un qualcosa in più, un plus, qualcosa che ne giustifichi l’acquisto tra la selva di oggetti analoghi.
Intendiamoci, a volte ci si riesce, a volte meno…



4) Il progetto a cui sei più legato e perchè?

Alberto Brogliato: Un progetto mio? Sicuramente l’ultimo, la poltroncina Gumball.
Mi sta particolarmente a cuore perché sono riuscito (a mio parere) a dare ad un oggetto comunissimo come una seduta in plastica un qualcosa in più, quel qualcosa che incuriosisce e può fare in modo che l’utente ne sia colpito.
Positivamente o negativamente, ma comunque colpito.

5) Il designer più sopravvalutato della storia?

Alberto Brogliato: E’ sempre brutto non parlar bene di qualcuno, ma se proprio devo farlo nominerò Karim Rashid.
Forte personalità, per carità, ma incarna quell’estetica eccessiva ed ostentata che sta facendo dimenticare alla gente ciò che una volta si chiamava “bel design”.
Karim Rashid o lo ami o lo odi. Io non lo amo.
Il cerchio quindi si restringe.

6) L'oggetto più inutile della storia? E quello senza cui non potresti vivere?

Alberto Brogliato: Sarò scontato, prevedibile e poco originale, ma devo dare a Cesare quello che è di Cesare: a mio parere l’oggetto di design più inutile della storia è e sarà sempre il Juicy Salif di StarcK. Preferibilmente la versione da collezione, quella che si corrode a contatto con i limoni…
L’oggetto di design senza il quale non potrei vivere è probabilmente il bustino paraschiena di Marc Sadler per Dainese. E lo dico nel vero senso della parola, mi ha salvato l’osso sacro più di una volta…

7) Un desiderio che speri di realizzare entro il 2010?

Alberto Brogliato: I desideri sono impalpabili, leggeri e fragilissimi. Basta poco perché si rompano irreparabilmente.
Il desiderio che ho per il 2010 non l’ho ancora svelato a nessuno, e, spero non me ne vogliate, penso che non lo farò ancora per molto.
Posso dire solo che la vita non è fatta solo di design e il desiderio che ho espresso non ha molto a che fare con esso...

Grazie mille ad Alberto e un ringraziamento particolare a Youngdesigner.it.

Alberto Brogliato

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