Italia Design_kit di en&is design

en&is design

Italia: Design_kit è un'iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenera ogni volta che un intervistato suggerisce il nome del suo successore.

Gli ospiti di oggi sono i product e graphic designer Enrico Bosa e Isabella Lovero dello Studio en&is design di Milano, invitati da Daniela Maurer.

Descrivete chi siete, cosa fate e come vi piace farlo.
Siamo un giovane e dinamico studio. Ci occupiamo di product design e di grafica. Lo studio nasce due anni fa unendo le esperienze pluriennali di Isabella Lovero e Enrico Bosa, maturate in prestigiose aziende come Sector Group e Swarovski Internazionale d’Italia per Isabella, e Studio Giovannoni Design per Enrico che ha la possibilità di sviluppare progetti per aziende come Alessi, Deborah Italia, Magis, 3m, Veneta Cucine, Edra. Queste esperienze ci hanno portato ad affrontare diverse tipologie di oggetti, dall’homewear, all’allestimento stendistico, a gioielli e orologi. Ogni progetto ha inizio dall’analisi di nuovi modi di utilizzo, del mercato, il tutto unito ad una ricerca formale che esprima la funzione.

Italia Design Kit di en&is design
en&is_Totem en&is_Crashed en&is_2use en&is_Bambù

Parlateci di un’esperienza che ha influenzato in modo particolare lo stile e l’anima del vostro lavoro.
Sia Enrico che io abbiamo studiato disegno Industriale al Politecnico. Questo percorso di studi ha sicuramente consolidato le basi del nostro metodo di lavoro che guarda al progetto in modo pragmatico, un atto volto a migliorare la quotidianità tramite degli oggetti utili e funzionali. Pensiamo sia difficile parlare di uno stile, siamo all’inizio di un lungo percorso e riteniamo che questo sia una scoperta, un’evoluzione che consolida con gli anni. Possiamo dire che l’anima del nostro lavoro è cercare di creare degli oggetti che possano dare emozioni, essere vivi. Ci piace partire da un concetto funzionale e trovare un modo di sintetizzarlo attraverso delle forme che ne comunichino l’essenza.

Presentateci il vostro progetto più interessante, quello a cui tenete di più, quello che più vi rappresenta.
Un progetto a cui siamo legati è Totem. Nasce da un’idea della Triennale di Milano e la Regione Lombardia di creare un punto d’incontro tra giovani designer e piccole e medie imprese. Inizia così la nostra collaborazione con l’azienda Posaterie Eme che storicamente produce posate in acciaio, e che vuole creare un nuovo prodotto capace di aprire una nuova fetta di mercato. La proficua collaborazione con Egidio Mori e Ivana Bortolotti ci consente di studiare un sistema di contenitori multiuso che una volta impilati creano un unico oggetto centrotavola. Questo per permettere all’utente di poterlo tenere esposto anziché stipato in un armadio. I progetti che più ci rappresentano sono tutti gli schizzi, i concetti chiusi nel cassetto che non abbiamo ancora avuto modo di sviluppare.

Progetti per il futuro o sogni nel cassetto...
Il progetto nel cassetto è di continuare a crescere e collaborare con aziende intraprendenti e fiduciose nei confronti delle cose nuove. Ci piace fare di ogni vincolo il punto di forza di un prodotto. Stiamo collaborando con un’azienda che produce manichini per l’abbigliamento, è un progetto che ci consente di unire la grafica al design e troviamo stimolante le nuove sfide, i diversi vincoli che ogni progetto pone e che diventano determinanti per la sua definizione.

Qual'è il vosto ‘superpotere’ per far fronte ai momenti di difficoltà.
Il superpotere è l’alchimia del gruppo. Lavorare in coppia è molto stimolante dal punto di vista progettuale in quanto c’è un costante confronto e allo stesso tempo nei momenti di difficoltà uno dei due mantiene sempre l’ottimismo per dare il giusto peso a ciò che accade, al contrario, presi da facili entusiasmi c’è sempre chi riesce a tenere i piedi ben piantati a terra. L’importante è essere fiduciosi in ciò che si fa e che si farà.

Raccontaci per quale icona del design faresti follie.
Il panorama del design è ricco di figure che potremmo prendere come riferimento. Sicuramente tra questi Kostantin Gricic, Giulio Iacchetti, Patricia Urquiola. Apprezziamo la minimale discrezione degli oggetti “anonimi” di Castiglioni.

Quale consiglio daresti ad un giovane designer alle prime armi.
Impegnati e lavora a scuola, perché quello sarà l’inizio. Noi stessi ci sentiamo alle prime armi. Per fare questo mestiere ci vuole tanta passione, curiosità e voglia di mettersi continuamente in gioco.

Who’s next?
Il designer di oggi ha scelto per noi l’ospite misterioso della prossima intervista. Prossimamente su designerblog.

  • shares
  • Mail