I 'monologhi' di Anders Brekhus Nilsen

Anders Brekhus Nilsen

L'abito non fa il monaco e non bisognerebbe giudicare un libro dalla copertina eppure, sarò prevenuto, ma non mi aspettavo di trovare una foto troppo diversa da quella presente sulla pagina della bio di Anders Brekhus Nilsen. A voi il piacere di controllare. Intanto, qualche informazione su questo bravissimo autore.

Ha studiato illustrazione e installazione all'Università del New Mexico di Albuquerque e ha mollato la scuola d'arte di Chicago (la città dove vive attualmente) per mettersi a disegnare fumetti. Ha pubblicato tre libri con la leggendaria Drawn & Quarterly e i suoi lavori sono stati esposti ovunque, con recensioni entusiaste sui magazine più prestigiosi. 'Solito' iter di quelli da tenere sott'occhio, insomma.

Cosa rende Nilsen uno degli autori più interessanti, richiesti e apprezzati degli ultimi anni? Sicuramente il suo talento e il 'respiro' delle sue tavole. Grandi spazi bianchi e una specie di attualizzazione della scuola franco-belga (Hergé è dietro l'angolo) nello stile dei fumetti. Le illustrazioni poi sono un misto irresistibile di innocenza e inquietudini.

Nei contenuti, invece, una ricerca autobiografica continua su se stesso, fino all'essenzialità di The Monologuist: sagome come pittogrammi, disegni astratti in rosso e nero e una serie di riflessioni surreali inserite nei balloon. Un diario molto poco ragionato, crudo e sincero. Ironico e illustrato con un minimalismo continuamente invaso da tutto l'universo immaginario di Nilsen.

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