Lema, intervista al Presidente Angelo Meroni

Come si riconosce la vera qualità nel design? Andando a vedere da vicino i dettagli e le finiture di un mobile. Ma non solo. Ci sono aziende che operano ad altissimo livello, dove industria e artigianalità trovano il punto di incontro perfetto.

E allora, per rendersi davvero conto di cosa ci sia dietro uno scaffale, un armadio, una cucina di finissima fattura, per di più calibrata nelle dimensioni e nei colori a seconda del gusto e delle esigenze personali, niente di meglio di una bella chiacchierata con il presidente di Lema, Angelo Meroni. Siamo andati a intervistarlo per voi. Prendetevi un po' di tempo e gustatevi le chicche di saggezza di un grande industriale del design italiano.

Quali sono gli elementi che secondo lei contraddistinguono Lema sul mercato?
Lema storicamente è nata come azienda di sistemi, fin dall'inizio si è sempre evoluta al passo con i tempi e negli ultimi cinque anni si è ulteriormente trasformata; ora ha una collezione molto vasta che comprende anche oggetti non sistemici come tavoli, tavolini, scrittoi, sedie, poltroncine, madie e, da quest'anno, anche i divani (quattro modelli disegnati da Francesco Rota, Gordon Guillaumier e Christophe Pillet). Ciò che ci contraddistingue è l'accuratezza del servizio e della personalizzazione; tutto questo ha fatto crescere Lema. Siamo stati i primi a produrre uno scaffale da tagliare e personalizzare secondo le esigenze del cliente; e in seguito abbiamo sviluppato l’offerta armadi inventando Armadio al Centimetro. La personalizzazione è una forma mentis per noi, ed è naturale inserirla in ogni nostro prodotto: nei tavoli per esempio, abbiamo prodotti di collezione che vengono fatti al centimetro e laccati in 40 colori diversi. Andiamo incontro al cliente in ogni sua esigenza grazie ad una struttura interna altamente qualificata che risponde velocemente a qualsiasi modifica di prodotto. Le variazioni e le novità non ci spaventano!

E poi nella parte contract, si segue ulteriormente il discorso della personalizzazione...
Infatti questa nostra qualità ci aiuta moltissimo anche nel contract, per esempio nel mondo dei multi-apartment, abitazioni per un target alto che vengono vendute semi arredate con armadi e cucina molto comuni all’estero. Nel settore alberghiero, poi, il progetto parte da zero e soddisfare tutte le richieste del cliente è essenziale. Soprattutto quando si ha a che fare con strutture complesse come i 5 stelle e gli hotel di lusso, che sono il nostro mondo.

Secondo lei la durevolezza può essere la parola chiave per affrontare la crisi economica?
Le esigenze sono cambiate, a prescindere dalla crisi economica. Sicuramente i consumatori sono sempre più attenti alla qualità dei loro acquisti e alcune fasce di mercato preferiscono forse soluzioni più economiche e soprassiedono sulla qualità. Allo stesso tempo c’è ancora un consumatore attento che preferisce spendere bene e avere un oggetto bello e ben fatto. Noi comunichiamo sempre una grande attenzione da questo punto di vista e in questo i nostri punti vendita sono cruciali. I rivenditori Lema e i nostri agenti veicolano la qualità dei nostri materiali e delle lavorazioni in modo che sia chiaro che la qualità, sul lungo periodo, paga.

Una delle sfide di maggiore attualità nel mondo del design è quella di una compatibilità ecologica. Ritiene che sia un elemento tenuto in considerazione oggi?
Per quanto riguarda il nostro settore ancora poco, purtroppo: si guarda l’estetica, il prezzo, conta l'emozione. Si dà per scontato che chi produce un progetto rispetti le basi delle regole ecologiche di legge. Credo che molto dipenda dal fatto che i consumatori che si fanno guidare da queste esigenze non siano ancora la maggioranza, per quanto riguarda l’arredo. Sono convinto, però, che dobbiamo adeguarci per essere competitivi. Soprattutto perché nei mercati esteri c’è una grande attenzione a questi temi. Per questo noi usiamo legni certificati FSC, rispettiamo le norme internazionali e abbiamo appena costruito il nuovo capannone utilizzando pannelli fotovoltaici che lo rendono energeticamente autosufficiente.

Negli ultimi cinque, dieci anni si sta assistendo a una democratizzazione del design, secondo lei il cliente finale arriva a comprare un pezzo con costi più livellati sull'acquisto?
È evidente, a mio parere, che il mercato ha sempre meno spazio per prodotti dai costi astronomici, ma sicuramente il rapporto qualità/prezzo è una priorità per i marchi e per i clienti. Si cerca sempre di realizzare prodotti esteticamente gradevoli e in linea con la filosofia aziendale con una particolare attenzione al prezzo finale. In questo i designer sono sempre molto disponibili, a volte anche mettendo a freno la loro grande creatività per venire incontro alle nostre più prosaiche esigenze commerciali!

La tecnologia e i materiali innovativi hanno portato o porteranno a una nuova estetica di prodotto?
L’arredo di design deve comunque seguire delle regole derivate dall’artigianato, cosa che Lema fa da sempre. Le macchine aiutano a essere un pochino più veloci, ma le procedure sono quelle di una volta ed è quello che garantisce un risultato di qualità. Ultimamente sui legni si è fatto qualcosa di diverso: grazie a nuovi procedimenti che affumicano, si danno delle finiture diverse in modo che il legno sia più ricco, più materico rispetto a una volta. Anche nei melaminici ci sono novità: le nuove presse riescono a dare la venatura del legno con dei risultati estetici eccezionali. In questo siamo molto simili all’alta sartoria: è nella componente umana che sta il nostro successo.

Quali sono i paesi esteri di riferimento per Lema e quanto contano per il mercato?
La nostra presenza in Estremo Oriente, soprattutto Cina e India, si sta rafforzando sempre di più: sono mercati che rappresentano delle sfide interessanti e stimolanti. La sfida sta soprattutto nel dover calibrare l’offerta soprattutto nel settore casa. Le abitudini domestiche di culture così diverse dalla nostra, per quanto la globalizzazione abbia attecchito, non possono essere sottovalutati. Per fare un esempio, in Cina l’altezza massima dei mobili è 80cm quindi gli scaffali o i contenitori alti hanno meno riscontro. Abbiamo anche una crescente presenza nel settore immobiliare con la nostra divisione Contract che sta sviluppando molti arredi su misura per importanti progetti di architetti internazionali, soprattutto nel multiapartment.

Come sta andando il distretto lombardo del design?
La crisi è potente e chi non ha saputo differenziare negli anni scorsi, oggi soffre molto: o perché ha investito solo sul mercato italiano, oppure solo sulla casa. Non è un mistero che il distretto stia soffrendo e molti punti vendita non sono riusciti a rimanere nel mercato. Sono convinto, però, che il nostro modo di vedere la produzione e il design in generale ci garantisca ancora un grande vantaggio competitivo e che possiamo reagire. C’è ancora moltissimo da fare, ma il dinamismo migliore viene solitamente dai periodi di crisi.

Quanto e come internet ha aiutato le strategie di comunicazione e di marketing della vostra azienda? Come vede il futuro?
Internet aiuta molto: è, e sarà, fondamentale, ma i siti devono essere chiari e immediati. Il web è uno strumento potentissimo che permette di comunicare al mondo in tempo reale gli aggiornamenti relativi a nuovi prodotti, progetti, aperture, eventi; il catalogo e il listino messi online possono essere scaricati immediatamente ed è un servizio che aiuta molto i rivenditori e quindi il cliente finale. Anche alcuni prodotti si vendono online, ma per la personalizzazione online bisogna aspettare ancora. Noi siamo stati tra i primi del settore a provarci con il Configuratore; “Configura il tuo armadio” aiuta il cliente a progettare il suo armadio, tenendo conto delle sue esigenze. Il mondo va avanti, ma le domande del cliente sono tante e non sono cambiate; noi dobbiamo essere lì, di persona, a rassicurarlo e fargli capire che troveremo la soluzione giusta per tutte le sue esigenze.

Iniziativa realizzata in collaborazione con Lema


Lema Showroom

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