Imagine iT: La celebrazione delle differenze culturali.


Più di 30 relatori, da 20 paesi diversi, in rappresentanza di 15 nazionalità: si definisce la lista dei partecipanti a Imagine iT, convegno internazionale, primo del suo genere in Italia, che affronta il tema delle differenze culturali a partire dal mondo della scrittura, della tipografia, del graphic design e della comunicazione visiva, in programma nell’ Accademia di Belle Arti a Bologna dal 22 al 24 marzo 2007.

Inizia così il comunicato stampa di Imagine iT, mi pare già abbastanza chiaro, ma ho voluto contattare l'amico Carlo Branzaglia, organizzatore dell'evento, per una breve intervista che ci chiarisca un po' le idee su questo interessante evento, di seguito un po' di botta e risposta tra me e lui.

Descrivici Imagine iT in poche parole

E' una classica conferenza con relatori selezionati attraverso i loro call for paper; e alcuni invitati 'speciali'. Una formula piuttosto classica nel resto del mondo; probabilmente applicata per la prima volta al settore del graphic design (ma direi del design in generale) in Italia. Il tema della celebrazione delle differenze culturali era parso fin da principio interessante da trattarsi in un paese come l’Italia, che ha dato i natali al nostro alfabeto. Si parlerà così di scrittura, di type, di grafica, di design, di comunicazione.

Parlaci degli ospiti in particolare

Sono trenta e passa, fra workshop e relazioni; non è facile. George Hardie, autore della mitica copertina di The Dark Side of the Moon. Etienne Mineur, art director per Issey Miyake. Brian Lucid, studioso emerito statunitense. Pierre Terblanche, designer Ducati; Giancarlo Iliprandi, maestro del graphic design italiano; Giovanni Anceschi, teorico di riferimento per i sistemi grafici; Rathna Ramanathan, storica della grafica indiana di stanza in Gran Bretagna; Marc Mascort i Boix, co editor di Rojo©; Jan Middendorp, l’esperto belga di type design, Heather Shaw, motion designer statunitense… senza nulla togliere ad alcuno, di tutti non si può parlare.

A chi è destinato principalmente? che tipo di designer secondo te sarebbero più interessati?

Non so. Secondo me, come al call for paper hanno risposto profili piuttosto variegati, il che rende ovviamente la cosa decisamente interessante; alla stessa maniera il pubblico potrebbe essere molto variegato. Le prime registrazioni lo confermano, e non solo perché si vanno mischiando ricercatori, progettisti, studenti… ma soprattutto perché questi stessi provengono da ambiti molto disparati della cultura del progetto, e non solo.

Perchè devo prendere la macchina e muovere il culo fino a Bologna? si paga? serve un invito per entrare?

Tu non so, io ci andrei perché è interessante. Tecnicamente parlando, è un corso di aggiornamento in pillole. Per questo si paga, come d’altra parte in tutte le conferenze di questo modello al mondo. Però, siccome appunto in Italia non se ne sono praticamente mai fatte, abbiamo tenuto costi molto contenuti, direi più o meno la metà dello standard europeo. Le iscrizioni su www.typevents.com

Grazie del tuo tempo Carlo, se hai qualunque altra cosa da aggiungere questo è il tuo momento

Vorrei solo citare che questo evento è reso possibile dalla collaborazione fra la società internazionale Typevents, nella attivissima persona di Simone Wolf, davvero determinante; e l’Accademia di Belle Arti di Bologna, che così celebra, come ormai ogni primaverea, il suo debutto (ormai triennale) nella formazione sul graphic design. E anche la presenza, nel board organizzativo, di Alessio Leonardi e Luciano Perondi.

E questo è tutto! non mi resta che consigliarvi di partecipare a questo evento se vi sarà possibile.
Segue il comunicato stampa completo dopo la pausa.


Più di 30 relatori, da 20 paesi diversi, in rappresentanza di 15 nazionalità: si definisce la lista dei partecipanti a Imagine iT, convegno internazionale, primo del suo genere in Italia, che affronta il tema delle differenze culturali a partire dal mondo della scrittura, della tipografia, del graphic design e della comunicazione visiva, in programma nell’ Accademia di Belle Arti a Bologna dal 22 al 24 marzo 2007.

Nelle conferenze, si va da autori che hanno fatto la storia del graphic design come George Hardie (sua la copertina di The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd) e Piero de Macchi (autore del carattere tipografico delle nostrane Pagine Gialle), a protagonisti della comunicazione contemporanea come Etienne Mineur (membro dello studio francese Incandescente, e designer per Issey Miyake), Mirko Pajé (direttore creativo di Mediaset), Andreu Balius (fondatore del barcellonese Typerware). Poi, studiosi di levatura internazionale come Brian Lucid (Massachusetts College of Art) e Giovanni Anceschi (IUAV Venezia).

Molti partecipanti, in accordo al tema, sono a loro volta migranti, mix culturali attivi in paesi diversi da quelli di nascita: come Jan Middendorp, studioso belga di type design residente a Berlino, cui è affidato il Key Note Speech; James Clough, inglese, grande esperto di tipografia residente in Italia da più di trent’anni; Meena Kadri, docente di design neozelandese di origine indiana; Rathna Ramanathan, ricercatrice sul graphic design indiana di stanza in Gran Bretagna.

Molti altri ancora i nomi in programma; primo fra tutti Leonardo Sonnoli (Tassinari/Vetta), membro del board di AGI , Alliance Graphique Internationale, la prestigiosa associazione internazionale che patrocina Imagine iT. Che peraltro gode anche del supporto di molte associazioni in tutto il mondo: TDC Type Directors Club (Usa), AGD Allianze Deutscher Designer e F2F FaceToFace (Germania), Alliance Française des Designers (Francia), ADI Associazione per il Disegno Industriale e AIAP Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva (Italia).

Non meno attraenti i nomi attivi nei workshop, e le loro tematiche: dalla narrativa generata dalla audience dell’inglese Timothy Donaldson al concept della rivista catalana Rojo; dalla Slam Poetry (performance tipografiche) delle statunitensi Kristin Hughes e Deborah Shmerler al rapporto fra graffiti, street art e grafica affrontato dai giovanissimi italiani di Meat.

“La eccezionale risposta al call for paper – racconta Carlo Branzaglia, che per l’Accademia di Belle Arti di Bologna organizza l’evento – è senz’altro dovuto all’idea di parlare di culture come frutto di mestieri, di tradizioni (recenti o antiche) pragmatiche. Che trovano il loro dna nella scrittura e nella comunicazione visiva. E l’Italia, patria dell’alfabeto latino che tutto l’occidente adotta, è la sede ideale per affrontare il tema.”

“La riuscita dell’operazione – specifica Simone Wolf, socia di Typevents, la società internazionale che con l’Accademia di Bologna organizza Imagine iT – è anche frutto dell’inedito mix fra una società di servizi innovativa, attiva nel campo della cultura come Typevents, e una istituzione dalla tradizione pluricentenaria come l’Accademia di Belle Arti di Bologna. E in qualche modo anche la conferenza rispecchia questo mix fra tradizione e innovazione.”

Da non dimenticare le mostre, a corollario dell’evento: fra le quali Italian Renaissance, curata da Kalimera, panoramica sul graphic design contemporaneo italiano ispirata all’omonimo volume edito da Red Publishing; Prove di lettura, antologia fotografica sul tema del libro con lavori di studenti dell’Accademia, curata da Gianni Gosdan; Fun Font, piccolo omaggio al lavoro prototipico in Italia sul type design informatico del recentemente scomparso Piermario Ciani.

I programmi, le tariffe di iscrizione, le conferenze gratuite aperte al pubblico sono pubblicate sui siti:

www.typevents.com e
www.accademiabelleartibologna.it

Le iscrizioni si raccolgono qui.

Per maggiori informazioni
Valentina Spina
c.branzaglia@accademiabelleartibologna.it
cell: + 39 333 2163761

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