L'advertising della Leo Burnett sul pericolo di bere

Prima guardatevi il video, dopodiché riprendete pure a leggere. Se siete deboli di cuore quanto meno abbassate il volume, ma guardate comunque la pubblicità. Oggetto dell'advertising della Leo Burnett è una campagna di sensibilizzazione sul pericolo di bere, fatta per conto di Think! un'organizzazione governativa del Regno Unito, esattamente del Dipartimento dei trasporti.

Entrate in un pub, ordinate qualcosa da bere, e magari prima che vi servano birra e noccioline decidete di andare al bagno. Fate pipì, vi lavate le mani, e proprio quando vi state dando un'ultima sistemata al ciuffo vi esplode il vetro davanti perché qualcuno l'ha sfondato con la testa, probabilmente a causa di un incidente automobilistico dato il rumore di frenata. Voi come reagireste? Come chiunque ovviamente: sbalzando via terrorizzati.

Se vi state chiedendo se gli uomini fossero attori, sì, lo erano. Poco importa però, è evidente che una scena del genere non è progettata per quei pochi avventori che potranno frequentare un pub, ma per quella popolazione massiva di internet attraverso la quale si deve diffondere il messaggio per educare a non guidare se si beve.

Prima inquadratura, dall'alto, di scorcio, che riprende bancone e porta del bagno per contestualizzare la scena. Seconda inquadratura, dall'angolo sulla porta interna del bagno, in alto, mostrando i lavandini e lo specchio. Terza inquadratura, controcampo dei poveri increduli malcapitati che saltano all'indietro, per poi darsi alla fuga da dove sono venuti.

Tre inquadrature che emulano quelle di sicurezza, asciutte, immobili, credibili. Comunicativamente è ben progettata, e ormai è l'ennesimo advertising virale che gioca sulle presunte riprese da telecamere di sicurezza, ulteriore conferma che i destinatari siamo noi al pc, e che difficilmente dovremo temere di lavarci le mani nei locali.

Purtroppo o per fortuna anche le campagne di sensibilizzazione passano a mezzo stampa o a mezzo video, perché invece se questo advertising fosse stato reale, ossia senza gli attori per un video, ma con persone che realmente capitavano in bagno, si sarebbe toccato il punto più alto di comunicazione, ovvero quello di far vivere quasi la stessa esperienza che si intende promuovere o esecrare (come in questo caso). D'altronde non è questo quello che tenta di fare ogni pubblicità?

Più vicino dell'esperienza dei tre uomini nel video ci sarebbe stato solo un falso incidente in auto. Tuttavia anche il fatto che la scena del bagno fosse totalmente inaspettata e fuori luogo può ben riprodurre quella circostanza percepita dai tanti che pensano che un incidente non possa mai capitare a sé.

Ancora una volta questo video ci dà l'occasione per chiederci se anche una comunicazione così importante debba ricorrere allo shock. In Italia -abbiamo già avuto modo di dirlo- il massimo che viene fatto passare sono le asettiche testimonianze di personaggi famosi, con qualche grafica o immagine che vagamente riporti alla mente la strada. Se ne deduce che il pubblico italiano va sì informato, ma con garbo e senza spaventarlo.

All'estero sono di opinione diversa, lo dimostra questa campagna. Eppure è così semplice capirlo: chiedere Che impatto potrebbe avere un drink sulla vostra serata? è una domanda che chiunque può porre, riscuotendo dal massimo dell'indifferenza al massimo dell'attenzione. Quel che cambia è il tono con cui viene posta la domanda, e questo è un fattore di cui in molte comunicazioni nostrane non si tiene conto. Peccato.

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