Max Mara, lo showroom reinventato dalla luce

Lo showroom Maxmara a Milano

La luce come parte fondante della progettazione di uno showroom. Ne sa qualcosa chiunque abbia abbandonato frettolosamente un camerino (peraltro senza acquistare) per colpa di una luce un po' troppo sadica. Ma anche chi, dall'altra parte della barricata, sa quanto una luce corretta in una vetrina possa sollecitare la vendita di un prodotto.

Con questo spirito in mente il gruppo Max Mara ha affidato la riprogettazione del proprio showroom milanese, quattro piani per un totale di 1400mq, ad un pool di esperti guidati da Duccio Grassi, a capo dell'omonimo studio di architettura, e Mario Nanni, progettista poetico di ambienti luminosi.

Il risultato? Uno spazio rivisitato nelle sue proporzioni ed esaltato da un uso consapevole della luce. La vetrina, ad esempio, è illuminata anche durante il giorno, per annullare i riflessi sul vetro, mentre di notte catalizza l'attenzione con una luce che illumina i campi lunghi senza però rinunciare alla valorizzazione di alcuni tra vestiti e accessori.

Gli abiti in esposizione, come nel caso di quelli da sposa, sono valorizzati invece da luci nascoste dietro a quinte che esaltano l'effetto teatrale dell'allestimento. Nei luoghi di attesa, come davanti al camerino o all'ascensore, è stata favorita una luce soffusa, più vicina alla penombra, per creare degli angoli di disintossicazione dalla luce. Nei camerini, invece, una luce morbida si accende soltanto nel momento in cui qualcuno la occupa. Grande attenzione anche all'abbattimento dei consumi, grazie all'impiego di lampade a fluorescenza e a Led.

Via | Domus

Il nuovo showroom Maxmara a Milano

Lo showroom Maxmara a Milano
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