Design Apparat, quando il progetto diventa post-soviet

Design Apparat

Bulgaria, soviet, balkan folk: queste le chiavi di lettura per accedere all'universo inedito di Design Apparat, tra gli esordi da segnalare per l'edizione 2009 del Salone del Mobile.

Un mondo, quello di Apparat, che si definisce attraverso un percorso certamente originale: l'ispirazione, solo apparentemente retro, è quella del design bulgaro dell'epoca soviet, fatto di linee essenziali, funzioni univoche e forte impatto materico con la ricorrenza di legno, ferro, cemento. Il progetto, però, taglia corto con qualsiasi velleità vintage o recupero ostalgie, prediligendo una rilettura integrale di forme e suggestioni che danno vita ad una nuova sintesi di stile, organica e di classe (in tutti i sensi?), come il titolo dell'evento al Salone, "21st class objects", sembra suggerire.

Design Apparat si sviluppa attraverso il sodalizio tra due produttori bulgari, Nido e Valiyan, e il designer Mirko Tattarini di Lagos Design Studios, già attivo da tempo in quest'area dei Balcani. Ogni mobile, prodotto in filiera corta e con materiali locali presso il distretto del mobile di Sofia, catalizza in sé una piccola storia. Bo, contenitore a parete, è ispirato alla rilettura dei bowindows di epoca ottomana, mentre Secret, appendiabiti dotato di impianto di illuminazione Led, ricorda i capitonné che rivestivano le porte degli edifici pubblici, una modalità per attutire e contenere, in un mondo da guerra fredda, vizi e segreti inconfessabili.

La collezione sarà in mostra presso il Temporary Museum for New Design, sezione "Discovering other worlds, other ideas", presso gli spazi del Superstudio Più.

Via | Designandstyle

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