Minameis: Phase2 Aerosol Armageddon

Continua il blogging dell'esposizione sul writing milanese Mi name is di Triennale Bovisa, con il materiale del catalogo in edizione limitata: qui un pezzo di Phase 2, pioniere e attivista hip hop che ha inventato molti degli elementi base del lettering soft e wildstyle in uso tutt'oggi. Tra le altre cose, è stato insieme a Vulcan dietro alla prima fanzine di aerosol art, TIGHT. Il suo libro bilingue Writing from the underground è uscito nel 1997 per Stampa Alternativa.

(english follows)

Aerosol Armageddon

SOVRASTANDO IL FENOMENO

Quello che stiamo per fare è tornare indietro. Molto indietro, indietro nel tempo, nella Cultura Aerosol, nel cuore di New York City, quando le uniche cose ad esistere erano delle firme. Firme di ogni tipo, firme con numeri, nomi seducenti, dritte, curvate e perfino deformate in calligrafie individuali e ineguagliabili. Nomi come Julio 204. Taki 183. Joe 182. Baby Face 86. Joe 136. Rican 619. Coco 144. Tan 144. Jesus Christ 135. Kotex 135. Eel 159. Jr II. Tony 184. Pollo136. Crazy Cross 136. Tex III. Cap 127. Cay 161. Junior 161. Pete I. Slip I. Frank 207. SJK 171. Pollo 136. Spic 54. Rat. Lupe 51. Be 51. Sees 63. Turok 161. Jec Star. Papo 184. Stitch I. Barbara 62. Eva 62. Michelle 63. Undertaker Ash. Dino Nod. Dino Don. The Boss. Namit. Tye 24. App Super Hog. WG. El Cid. SLY II. LEE 163d!. Barmaid 36. Larry 936. Mean Gene O.P. Eddie 181. Kool Herc. Uncle Rich. Sweet Yokes 71'. Johnny 800. Natu 132 1/2. Lionel 168. Pito 168. La maggior parte di loro aveva un’eredità etnica di tipo latino, afro-latino e africano. Erano, in verità, i figli e le figlie del ghetto.
I nomi che usavano erano conosciuti per essere stati nomi di battesimo o soprannomi che si erano auto conferiti. I numeri potevano essere casuali, o potevano rappresentare una strada o anche indicare se eri stato il 1° o il 2° a usare quel nome.
Erano giovani adolescenti che venivano da famiglie operaie. Che vivevano in un periodo di presa di coscienza culturale ed etnica, di pregiudizi razziali e di agitazione sociale. Avevano scelto di praticare uno “sport”, che loro stessi avevano creato dal nulla e che lentamente si era sviluppato in un movimento basato principalmente sul “mettere il proprio nome in giro”. “In giro”, significava essere capaci di piazzarlo praticamente ovunque, in qualsiasi posto pubblico, sebbene con alcune restrizioni.
Non era bello, né appropriato dipingere sui muri delle chiese, su finestre, su proprietà e imprese private o superfici analoghe, spazi che non rispondono ai criteri di scelta del territorio dettati l’attitudine di un writer. Il rispetto era la regola fondamentale e scrivere sopra altri nomi era considerato un peccato mortale.
Un po’ consapevolmente, un po’ a livello inconscio, l’atteggiamento mentale di molti era “noi contro di loro”. Per “loro” si intendeva la società che, più spesso che no, mostrava una barriera di insana preoccupazione nei confronti delle motivazioni e dell’esistenza stessa di questa gente. All’epoca, più spesso che no, i writer (come originariamente chiamavano loro stessi) sviluppavano quindi tra loro un livello di unione altissimo, specie tra coloro che si scambiavano informazioni e materiale e che non vedevano l’ora di incontrarsi e poter girare con quelli che riconoscevano come i maestri.
Di conseguenza quando il writing, una volta segregato nelle strade, trovò la sua via sotterranea per raggiungere un’altra arena pubblica (ovvero la metropolitana di NYC, il suo sistema ferroviario e i vagoni della metropolitana), il terreno era ormai pronto per il fenomenale emergere di una cultura in costante evoluzione, che è cresciuta e si è diffusa molto oltre l’immaginazione di chiunque e oltre ogni possibile aspettativa.
Mentre l’idea del writing diventava visionaria e più creativa, si cominciarono a raggiungere obiettivi che andavano oltre le semplici firme, spostandosi all’interno di confini artistici che si sono dimostrati illimitati. Le firme si svilupparono in creazioni chiamate “master pieces” e cominciò ad intravedersi un livello di tecnicismo superiore, che sarebbe stato chiamato semplicemente “stile”.
Sebbene si possa dire che tecnicamente è impossibile dare una definizione definitiva di arte, quelli che si spinsero oltre, creando un qualcosa che andava al di là dello scrivere il proprio nome, sapevano senza alcun dubbio di essere dei veri e propri artisti. E che quello che facevano a “livello stilistico”, cioè scrivere per sviluppare una “scienza dell’architettura visiva delle parole”, doveva essere riconosciuto come una forma d’arte.
Facendo un salto in avanti. Dalle metropolitane, il writing si trovò dentro e fuori dalle gallerie d’arte durante gli anni ’70, con una recrudescenza negli anni ’80, mentre la sua evoluzione tecnica ed estetica continuava lungo tutto il XX secolo. Anni in cui, nel frattempo, riemergeva all’estero attraverso nuove mostre, tour hip hop e altre forme di sfruttamento e documentazioni storiche non accurate, o ancora tramite informazioni di non affiliati auto-proclamatisi “moderni Cristofori Colombi”. Gente che si spaccia per salvatrice, nonché a volte a motivo stesso dell’esistenza della cultura, mentre in verità non ha fatto altro che sfruttare al massimo la propria “partecipazione” imparziale. Non c’è dubbio che l’esposizione della cultura da parte di questi individui (per qualunque motivo) sia stata fatta secondo regole tutte loro e spesso con più impegno nel cercare di creare drammi, piuttosto che riportare i fatti nella loro realtà. Atteggiamento che ha contribuito alla cattiva ricostruzione e all’interpretazione mitologica delle verità di questa cultura.
In un quadro più grande, e nella realtà, sono state la tenacia e la spiritualità della generazione dei giovani di ieri dell’intera nazione (dalla costa est a quella ovest), a lasciare un marchio indelebile attraverso la loro forma di espressione unica. Seguendo il percorso del Jazz e del R’n’B, quella generazione ha creato spontaneamente un cordone ombelicale che li unisce a tutte le generazioni di giovani, permettendo di soddisfare il loro “bisogno” di adottare ed adattare la cultura a se stessi, senza necessariamente tener conto di dove ha avuto origini, di che radici ha o del motivo stesso della sua esistenza… In definitiva, è l’arte ad essere più grande della vita, a parlare per sé e ad alimentarsi da sola.
Bisogna riconoscere che, oltre alla cortina di fattori sopra menzionati, sono stati sicuramente il magnetismo, la magnificenza visiva, la connessione personale tra gli individui e la pura grandezza dell’esistenza stessa del writing, che hanno creato il baccano che ha fatto sì che oggi ogni città o paese sul pianeta, grande o piccolo che sia, abbia in qualche modo il suo movimento, sia che il writing e la cultura aerosol si manifestino in modo elementare o ad altissimi livelli. E sorprendentemente, com’era in principio, esiste sempre in qualche modo un legame tra writer e writer, indipendentemente di chi o cosa siano o da dove provengano.
Questa è semplicemente un'altra testimonianza della forza della cultura aerosol e del writing e della nostra esistenza. Sebbene ormai questa pratica sia stata bollata da più di trent’anni come una moda passeggera e senza significato è sopravissuta più che brillantemente, perché si dà il caso che esista e che piaccia in maniera spontanea, senza che nessuno abbia dovuto calcarci la mano, e continua a crescere e a fiorire, nel bene e nel male. Sarà per la sua bellezza o per la sua bruttezza, ma sicuramente ha dimostrato che la sa esistenza non può essere negata. Una di queste testimonianze giace in questo catalogo sullo sviluppo del movimento a Milano, in Italia, che va avanti da più di vent’anni e continua crescere, per il gusto di darsi da fare e mettersi alla prova, per la visione e l’elevazione dello stile e la dipendenza all’onore mistico che c’è nello scrivere e nel rispettare un nome…

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Aerosol Armageddon

Overstanding The Phenomenon

What we're going to do right here is go back. Way back. Back into time. Aerosol Culture. Inner New York City. When the only thing that existed were signatures. All kinds of signatures. Signatures with numbers fancy names, straight, curved and even swerved in individually unique calligraphics. Names like: Julio 204. Taki 183. Joe 182. Baby Face 86. Joe 136. Rican 619. Coco 144. Tan 144. Jesus Christ 135. Kotex 135. Eel 159. Jr II. Tony 184. Pollo136. Crazy Cross 136. Tex III. Cap 127. Cay 161. Junior 161. Pete I. Slip I. Frank 207. SJK 171. Pollo 136. Spic 54. Rat. Lupe 51. Be 51. Sees 63. Turok 161. Jec Star. Papo 184. Stitch I. Barbara 62. Eva 62. Michelle 63. Undertaker Ash. Dino Nod. Dino Don. The Boss. Namit. Tye 24. App Super Hog. WG. El Cid. SLY II. LEE 163d!. Barmaid 36. Larry 936. Mean Gene O.P. Eddie 181. Kool Herc. Uncle Rich. Sweet Yokes 71'. Johnny 800. Natu 132 1/2. Lionel 168, Pito 168, Most of whose ethnic backgrounds were Latino, Afro Latino And African heritages. They were indeed the sons and daughters of the ghetto.

The names they used were known to have been birth names or self bestowed knick names. The numbers could be random or represent a street or possibly to indicate the 1st 2nd in line of that names acquisition.

They were youthful teens from working class backgrounds. Living in a time of cultural and ethnic awareness, racial predjucice and social unrest. They were part of a sport that they created that seemed to come out of no where and slowly develop itself into a movement primarily focused on "the art of getting ones name around". "Around" : meaning the ability to place it almost every and any where in public, that is, with some restrictions.

It wasn't appropriate or cool to paint on churches, windows, private property, private businesses and things of that nature being that it wasn't considered territory befitting of the criteria of their attitude. Respect was the ultimate rule and going over names was equivalent to cardinal sin.

More or less be it consciously or subconsciously, much of their mental atmosphere was "us against them". "Them", being a society that more so than not exhibited a legacy of ill concern for their existence and their peoples causes. At that time more so than not writers (which they originally called themselves) adhered to a high level of comradery amongst those who practiced their trade and looked forward to meeting each other and those who they recognized as masters of the sport. Subsequently when writing that was once secluded to the streets found it's way underground to another public arena, (the New York City subway systems stations and subway cars) a stage was set for a phenomenal and ever evolving culture to emerge, grow and difuse itself far beyond anyones imagination or expectations.

As the idea of writing became visionary and more creative it began to reach beyond simple signatures and into even more artistic boundaries that proved to be infinite. Signatures turned into larger renderings called "master pieces" and an upper echelon of what came to be know simply as "style" came into the picture. Though one can say technically speaking, art really has no definitive definition, those who saught to do more than their signature, recognized without a doubt, that they were artists and that which they did at the "stylistic level", where writing the name becomes more of "a science of visual wordly architecture", had to be reckoned with as an art form.

From off the subways writing found itself in and out of galleries in the 70's and a resurgence of such in the 80's, as it continued it's technical and asthetic evolution throughout the 21st century while within those years, surfacing abroad via more art shows, Hip Hop tours and different forms of exploitative and not so historically accurate documentation and information by non affiliated self proclaimed modern day "Christopher Columbuses", portraying themselves as saviors and a reason for the cultures reason, while they continually exploit their impartial "participation" to the fullest. There is no question that their exposing the culture (for whatever reasons) by their own means and at times with more concern in creating drama as opposed to seeing to it to relay the facts, has also assisted in the cultures truths being misconstrued and mythologically interpreted.

Still in the Bigger picture and in all reality it has been and has come to be the tanacity and spitituality of one nations (East and West coast) youth of yesterday making an irremovable mark through their unique form of expression and nuturing it, which by it's allure a la Jazz and R N B, naturally creating an unseen and inseverable ambilicalcord tying them to other generations of youth everywhere and their want and "need" to adapt and adopt the culture for themselves regardless of it's origins, the roots of the it's birth and reasons for it's life. Ultimately it is the art that is larger than life, speaks for itself and holds it's own.

One should recognize that overall in the midsts of all other aforementioned factors, in effect it has been the magnetism, visual magnificence, one to one connection of individuals and the sheer magnitude of writings existence that has somehow created such a "noise" that practically every major city and country on Earth has some type of major or evident movement of their own, where writing and aerosol culture exists at either its basic or higher levels of it's practice. And amazingly as it was in the beginning, somewhat of a connection of relativeness exists from writer to writer in spite of who and what they are or where they are from.

This is simply another testament to the power of aerosol and writing culture and our existence. Although it has been written off for 30 plus years as fad and of no significance it has more than survived sheerely because it happens to exist and naturally appeal to others minus any enforcement upon them, as it continues to grow and flourish for better or for worse. Be it in it's beauty or it's ugliness, undeniably it has proven that it's existence cannot be denied. One such testimony lies within this catalog of the ongoing movement in Milan Italy, of which it's beginnings go back 20 plus years and continues to flourish, for the sake of the sport of getting around and getting up, the vision and elevation of style and the mystical addictive honor of writing and respecting the name.......

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