Italia Design_kit di LucidiPevere

Tess

Italia: Design_kit è un'iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenera ogni volta che un intervistato suggerisce il nome del suo successore.

Gli ospiti di oggi sono Paolo Lucidi e Luca Pevere di Lucidipevere di Udine, invitati da Daniela Maurer.

Descrivete chi siete, cosa fate e come vi piace farlo.
Paolo: Mi chiamo Paolo Lucidi ho 34 anni. Creo, viaggio, conosco un sacco di persone e realtà diverse… in una parola mi “diverto” (tantissimo).
Luca: Mi chiamo Luca Pevere ho 31 anni. Faccio il curioso ovunque mi trovi e adoro parlare con chiunque possa insegnarmi qualcosa. La sintesi di ciò che siamo e facciamo l’abbiamo pubblicata su Lucidipevere.com per chi volesse sapere di più.

Italia- Design_kit _ di LucidiPevere
Mobius supersoft Repeat

Parlateci di un’esperienza che ha influenzato in modo particolare lo stile e l’anima del vostro lavoro.
Paolo: Un aneddoto vero e proprio non c’è. Respiro l’atmosfera creativa da quando ero ragazzino anche per via degli studi che ho fatto. A pensarci bene il tutto è avvenuto in modo quasi naturale. I libri, certo, mi hanno aiutato, uno fra tutti “da cosa nasce cosa” di Bruno Munari.
Luca: Da figlio unico quale sono, ricordo che da piccolo ho sempre cercato di creare (o ricreare) qualcosa da me con quello che avevo. Mi annoiavo a giocare con qualcosa di pronto perciò esploravo materiali, strumenti, forme, ecc. Con gli studi ho approfondito questa mia attitudine e le persone da cui ho imparato questo mestiere, Clino Trini Castelli e Marco Ferreri, credo mi abbiano dato l’impronta che oggi ho. Un piccolo insegnamento che ricordo sempre con piacere è un breve dialogo con Achille Castiglioni in Triennale, che sorridente con la sua voce roca mi ha detto: “Ricordati di progettare sempre pensando a chi userà i tuoi oggetti”.

Presentateci il vostro progetto più interessante, quello a cui tenete di più, quello che più vi rappresenta.
Il progetto della sedia Plana per Kristalia è sicuramente quello in cui ci riconosciamo maggiormente. Questo perché il committente - nonostante i molteplici vincoli tecnici e commerciali che si possono trovare durante la fase dell’industrializzazione – ci ha sempre lasciato la libertà di agire come meglio credevamo. Sebbene Plana sia stata ridisegnata più e più volte a seguito di ripensamenti e riflessioni, siamo riusciti a mantenerne vivi idea e carattere iniziali e, cosa molto importante, a curarne ogni più piccolo dettaglio: dagli accessori alla grafica riportata sotto il sedile. Possiamo dire che è stato un progetto di sintesi perfetta tra il nostro gusto e le necessità del committente. Nella gallery che abbiamo preparato per questa intervista trovate anche Core che ha appena vinto il Red Dot Design Award 2009 e sarà inclusa nel Red Dot Design Museum, Essen.

Progetti per il futuro o sogni nel cassetto.
Paolo: Il sogno nel cassetto è già realizzato: vivo di design. Progetti per il futuro: poter estendere questa mia passione anche all’estero e verso nuove tipologie merceologiche.
Luca: Condivido con Paolo il sogno nel cassetto. Spesso, anche a fronte di una delusione professionale, mi piace ricordarglielo per tenere alto il morale. Per quanto riguarda il futuro mi piacerebbe riuscire a lasciare anche solo un piccolo segno nella storia del design.

Qual'è il tuo ‘superpotere’ per far fronte ai momenti di difficoltà.
Anche all’anima più solare e spensierata questa professione riserva sempre dei momenti di difficoltà e delusione, per questo oggi sono ancor più convinto e contento di poter condividere con il mio amico-socio questa avventura. Ci si aiuta a vicenda. Se uno è giù, l’altro fa il giullare e viceversa!

Raccontaci per quale icona del design faresti follie.
Paolo: DAW (Dining Height Armchair Wooden Base) di Charles & Ray Eames, 1950
Luca: SLOW CHAIR di Ronan & Erwan Bouroullec, Vitra, 2007. Mi ci immagino seduto sopra in inverno di fronte a un caminetto acceso mentre schizzo qualche piccolo disegno sulla mia moleskine.

Quale consiglio daresti ad un giovane designer alle prime armi.
Paolo: credere con forza e costanza nei sogni senza farsi sedurre dall’immagine patinata né schiacciare dalla macchina commerciale.
Luca: restare con i piedi per terra e ricordare sempre che un bel oggetto resterà sempre tale chiunque lo metta in produzione.

Who’s next?
Il designer di oggi ha scelto per noi l’ospite misterioso della prossima intervista. Prossimamente su designerblog.

Carioca Core Tess

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