Italia Design_kit di Daniela Maurer

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Italia: Design_kit è un'iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenera ogni volta che un intervistato suggerisce il nome del suo successore.

L’ospite di oggi è la designer Daniela Maurer da Milano, invitata da Chiara Moreschi.

Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Sono una giovane progettista da sempre interessata al mondo della progettualità. Lavoro a Milano e mi occupo principalmente di design del prodotto, ma mi interesso anche di grafica e allestimento. Nel design mi affascina la possibilità di intervenire in punta di piedi nella vita quotidiana di ogni persona cercando di migliorarla con progetti che ne interpretano le necessità, i sogni, le esigenze. E’ questa spinta positiva e discreta sempre tesa a portare del bene negli altri ciò che mi interessa e che tento di perseguire con il mio lavoro. Con uno sforzo d’immedesimazione del designer nell’utente finale che lo porta a progettare per gli altri come per se stesso.

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Parlaci di un’esperienza che ha influenzato in modo particolare lo stile e l’anima del tuo lavoro.
Più che di un’esperienza dovrei parlare di una serie di incontri che hanno caratterizzato il mio modo di essere e di vivere il mio lavoro. Sono sempre stata affascinata dalle possibilità progettuali della creatività e, nella ricerca della forma di espressione a me più idonea, ho intrapreso degli studi artistici. Fin dai tempi delle superiori ho avuto quindi la fortuna di incontrare personalità che, dal punto di vista progettuale, mi hanno dato molti stimoli. Sono arrivata al design senza sapere esattamente cosa volesse dire fare design. So solo che nel momento in cui ho sentito un mio professore delle superiori raccontare dei progetti di un certo Munari, ne sono stata profondamente colpita, al punto di abbandonare l’idea di fare l’architetto ed iscrivermi a Disegno Industriale. E dopo l’università ho incontrato Marco Ferreri, con cui collaboro, architetto, designer, progettista che non rincorre l’oggetto urlato, ma è maestro degli oggetti corretti e chiari. Ed è stato allievo di Munari.

Presentaci il tuo progetto più interessante, quello a cui tieni di più, quello che più ti rappresenta.
Devo molto a Gspot, fabbrica di design contemporaneo, marchio nato poco più di un anno fa dall’esperienza, dall’entusiasmo e dalla passione di Massimo Giovanardi, che ha fortemente voluto scommettere su giovani designer della mia generazione per lanciare i primi prodotti di questo marchio che sta poco a poco facendosi strada nel campo del design. Per Gspot ho disegnato Dandy, un portaombrelli a forma di ombrello, oggetto che riveste di importanza, fino a renderlo protagonista, un prodotto solitamente relegato ad angoli bui della nostra casa. E’ un oggetto nel quale dialogano ironia e funzionalità, e forse per questo è uno dei progetti che meglio rappresentano il mio modo di essere: sognatrice e concreta allo stesso tempo.

Progetti per il futuro.
Il progetto su cui sto investendo molto per l’immediato futuro è Dismettiamola!, un evento ideato ed organizzato insieme ad altri 4 amici designer della mia generazione: Andreas Boccone, Philippe Cordola, Chiara Moreschi e Angela Ponzini, per il prossimo Salone del Mobile (Aprile 2009). Dismettiamola! È un concorso ad inviti in cui 40 giovani designer, tra i 25 ed i 30 anni circa, sono stati chiamati a confrontarsi sul tema della dismissione dei rifiuti. I progetti saranno sottoposti ad una selezione da una giuria di designer affermati e critici del design da noi invitati, per poi essere prototipati ed esposti durante la settimana del Salone del Mobile alla Fabbrica del Vapore. Il nostro scopo è quello di riunire la nostra generazione per consolidare la realtà di un gruppo di persone che lavora nel campo del design con consapevolezza nell’approccio progettuale, realizzando oggetti capaci di far riflettere e indirizzare l’utente ad assumere atteggiamenti sostenibili e responsabili. Spero che l’esperienza di Dismettiamola! possa essere la prima di una serie di eventi in cui noi giovani designer ci mettiamo in relazione per confrontarci, ognuno con la propria individualità, su un tema comune di rilevanza sociale.

Qual'è il tuo ‘superpotere’ per far fronte ai momenti di difficoltà.
Vedere i momenti di difficoltà come delle prove da superare per poter migliorare e fare esperienza. E la fede.

Raccontaci per quale icona del design faresti follie.
Difficile fare una selezione, sicuramente tutte le lampade di Castiglioni, la Valentine, la Falkland di Munari e la sedia Foglia di Ferreri.

Quale consiglio daresti ad un giovane designer alle prime armi.
Avere costanza ed umiltà senza scordarsi di cercare sempre di divertirsi nel fare questo lavoro.

Who’s next?
Il designer di oggi ha scelto per noi l’ospite misterioso della prossima intervista. Prossimamente su designerblog.

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