Dal design italiano un esempio: la Alessi paga i dipendenti per i servizi pubblici

A Omegna ha sede l'Alessi, azienda di fama internazionale nel campo del design italiano, che nel 2012 ha fatturato 85 milioni. Tuttavia anche colossi del genere possono avere periodi di minore produzione, che costringerebbero alla cassa integrazione parecchi lavoratori. L'iniziativa della Alessi invece si pone come esempio per qualsiasi altra azienda, specie in tempi di crisi, perché continuerà a pagare i dipendenti, ma impiegandoli per i servizi pubblici.

Dei 340 dipendenti dello stabilimento di Crusinallo ben l'85% ha aderito all'iniziativa, e questo si è trasformato concretamente in 64 ore di lavoro a persona, per un totale di 9000 ore a disposizione del Comune, da impiegare per lavori socialmente utili. I vari dipendenti si occuperanno di ridipingere 3.200 metri quadrati di scuole, risistemare 130 metri quadrati di locali per una cooperativa di disabili (già impiegata per piccoli lavori per l'azienda stessa), nonché pulire giardini e lungolago, Michele Alessi e rappresentanti sindacali in testa.

A organizzare il tutto è servita anche Nicoletta, primogenita Alessi, fondatrice della Goodpoint, una società che supporta le aziende nel sociale. Il risultato è un doppio vantaggio: lo Stato non deve pagare la cassa integrazione, e i cittadini avranno i servizi che altrimenti in altre circostanze sarebbero stati tagliati. La stessa Adelaide Mellano, come tanti sindaci al suo posto è costretta a dare delle priorità, ma con l'iniziativa "Buon lavoro" spera di poter ampliare il numero e il genere di servizi.

Non stiamo parlando direttamente di design, ma di una bella e ottima iniziativa che da quel mondo proviene. Un mondo che spesso sembra improntato esclusivamente a una logica del guadagno, e che invece dietro ha teste e cuori di persone pronte a rimboccarsi le maniche. Un bellissimo esempio quello dove dipendenti, sindacalisti e amministratori delegati lavorano assieme per una bellissima Italia: forse questo è il migliore dei design possibili.

Via | Corriere.it

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