28 posti, a Milano il ristorante realizzato con materiale di recupero

Non sempre aprire un nuovo ristorante significa investire in arredi costosi o in soluzioni di interiors destinate a catturare l'attenzione a scapito del cibo.

28 posti, ristorante a Milano

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Prendiamo ad esempio il caso di 28 posti, piccolo e intimo ristorante - poteva essere altrimenti con un nome così?- sorto sulle ceneri dello storico karaoke CantaMilano, in zona Navigli. L'idea che ne ha giudato l'apertura è di quelle semplici ma efficaci: riportare lo spazio al suo stato originario e utilizzare materiali di recupero per allestire gli arredi.

Succede così che per mano di Francesco Faccin, il designer che ne ha curato la progettazione degli interni, gli assi d'abete si trasformino in tavoli e mobili contenitori, come anche in boiserie low cost.

A trarne beneficio è innanzitutto la cucina intesa come vera protagonista, anche grazie alla scelta di lasciare a vista lo spazio di lavoro della chef Caterina Malerba, una vita spesa nella rielaborazione delle ricette tradizionali della sua terra.

Ma c'è anche un'altra la notizia di interesse: a realizzare i mobili (bella la Pelleossa di Faccin per Miniforms) sono stati alcuni detenuti in regime di semi libertà del carcere di Bollate, qui impegnati in un progetto di rieducazione volto a sostenerne l'imminente reinserimento attraverso il recupero di quella dignità che solo il lavoro può dare.

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