Italia: Design_kit di Francisco Gomez Paz

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Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.

L’ospite di oggi è l'Industrial designer Francisco Gomez Paz, nato in Argentina che vive e lavora a Milano, invitato da Rodrigo Torres.

Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Sono nato in Argentina 33 anni fa, dopo la laurea in Industrial Design mi sono trasferito in Italia per fare il Master in Design alla Domus Academy nel '99, da allora vivo e lavoro a Milano collaborando con aziende italiane quali Artemide, Danese, Driade, Olivetti, ed altre. Mi piace iniziare il progetto da un foglio bianco, senza linguaggi formali predeterminati e preconcetti; cerco di far transitare il progetto da dove mi diverto di più: quella stretta frazione fra l'invenzione ed il design, dove sono le idee e le soluzioni progettuali e tecnologiche a determinare il risultato formale.

Parlaci di un’esperienza che ha influenzato in modo particolare lo stile e l’anima del tuo lavoro.
Sicuramente il fatto di avere un padre architetto mi ha fatto vivere sin da piccolo dentro la cultura progettuale, questa esposizione precoce all’attività progettuale mi ha affascinato e mi ha fatto avvicinare al design molto presto. Poi naturalmente Milano, la città che mi ha accolto e della quale ho tanta stima, mi ha regalato diversi incontri fortunati che hanno influenzato il mio lavoro, persone come Paolo Rizzatto ed Alberto Meda, ma anche aziende come la Danese.

Presentaci il tuo progetto più interessante/a cui tieni di più/che più ti rappresenta.
Forse la sfida più grande è stata la chaise longue Apero, un prodotto che è nato dalla voglia di fare qualcosa per il mio paese d’origine, riscoprendo i valori della cultura e l’artigianato del nord dell’Argentina, una regione tagliata completamente fuori dalla mappa del progresso. Un progetto iniziato con una ricerca su tecniche e materiali locali e finito con la produzione di una serie limitata che è stata premiata e venduta in diverse parti del mondo. Utilizzando una tecnologia praticamente abbandonata, il cuoio non conciato lavorato in umido, ho creato una struttura flessibile in grado di sopportare la tensione provocata dal cuoio una volta asciutto, ho dovuto fare diverse prove prima di trovare quella più adatta, ci sono voluti alcuni anni di intenso lavoro ed il contributo di persone molto valide, ma è stato un lavoro molto gratificante, non solo per i risultati ottenuti ma anche per la sua dimensione sociale.

Progetti per il futuro.
Finalmente è ora di ripensare il sistema che abbiamo creato intorno a noi, partendo dalla base, cioè dal fatto che esso non è infinito. Sono convinto che siamo davanti ad una grande opportunità, il design è un magnifico strumento capace di dare soluzioni ai problemi in modo olistico, abbiamo il dovere di usare questa forza per affrontare argomenti che finora sono stati trascurati, perché ritenuti lontani dal profitto. La difficoltà sta nel trovare aziende che assecondino questa visione. L’ anno scorso abbiamo progettato insieme ad Alberto Meda la Solar Bottle e nonostante le numerose gratificazioni e premi che il progetto ha ricevuto (primo premio al’Index Award, esposta al MOMA, ecc) non abbiamo ancora trovato un partner aziendale adatto, per portare avanti commercialmente il progetto. Nonostante questo ho fiducia nel fatto che riusciremo a trovare realtà industriali disposte ad investire in un futuro più sano e pulito per tutti e quindi sto guardando il futuro in questa direzione.

Qual'è il tuo ‘superpotere’ per far fronte ai momenti di difficoltà.
Non credo sia un superpotere, in ogni caso la forza di volontà e la fede.

Raccontaci per quale icona del design faresti follie.
Non sono una persona attaccata agli oggetti, quindi faccio fatica a desiderarli al limite della follia. Quelli che non ho e che comprerei volentieri, sono la poltrona PK22 di Poul Kjaerholm e la lampada Arco di Achille e Pier Giacomo Castiglioni.

Quale consiglio daresti ad un giovane designer alle prime armi.
Questo lavoro è uno stile di vita, bisogna dedicarsi con passione e dedizione, lavorare tanto e divertirsi altrettanto.

Who’s next?
Il designer di oggi ha scelto per noi l’ospite misterioso della prossima intervista. Prossimamente su designerblog.

Design_kit di Francisco Gomez Paz
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7 sarmiento 8 ovidio 9 metro

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