Italia: Design_kit di Fabio Stacchini

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Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.

L’ospite di oggi è l'Industrial designer Fabio Stacchini dello Studio DNA di Trento, invitato da Jasmina Kaluderovic.

Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
Sono dinamico e pieno di voglia di fare. Mi piace il contatto con le persone sia piccole che grandi. Da 4 anni faccio parte del team della DNA società di Product & Strategic Consulting. Oltre alla attività professionale mi occupo della didattica. Sono docente e responsabile all’Istituto d’arte di Trento in Virtual Design, l'unico liceo in Italia con questa specializzazione. Ho avuto una istruzione in Car Styling a Modena e poi il mio interesse si è espanso a tutti i campi dell’industrial design. In particolare sono affascinato dall’ambiente virtuale e dalle sue enormi potenzialità e applicazioni. Collaboro per lo sviluppo delle nuove tecnologie in ambiente virtuale, come ad esempio visualizzazioni in real time ed immersive in stereoscopia attiva. A mio parere non c’è mai fine alla voglia di fare, di evolvere ed innovare, l’unico limite è in se stessi. Continuo a viaggiare tra creatività e progettazione, un connubio difficile ma affascinante proprio per questo.

Parlaci di un’esperienza che ha influenzato in modo particolare lo stile e l’anima del tuo lavoro.
Situazioni emotivamente coinvolgenti sono all’ordine del giorno nella mia vita, per questo spesso è difficile definire quando quello che stai facendo o vivendo è “comune” o speciale perché il livello standard è decisamente molto alto. Indubbiamente ad oggi, qualcosa di indelebile è stato quando 4 anni fa ho deciso di mettermi in gioco totalmente. Ho lasciato il studio di design di Rimini dove svolgevo attività di Product Manager ed ho cominciato la collaborazione con la DNA di Trento, nella quale ho trovato un team affiatato e mia moglie Jasmina. Paure, incognite hanno lasciato il posto a qualcosa di veramente speciale, forte ed unico.

Progetti per il futuro.
Difficile scegliere, per me ogni progetto è nuovo ed esclusivo. In ogni caso seleziono il progetto FIAT PANDA, 1990 realizzato durante gli studi. Ho sviluppato una nuova utilitaria su meccanica Fiat Panda. Il progetto è stato esposto alla fiera “Il Lingotto di Torino”. Una indimenticabile e splendida esperienza in un mondo affascinante come quello delle auto. La Doccia per cucina di Bossini – Zucchetti per la quale ho curato Product Design & Engineering, è un progetto del quale vado particolarmente fiero. Ancor oggi dopo 12 anni questa doccia multifunzione estraibile da cucina è ancora in produzione e la si trova spesso nelle riviste di design. E’ stato un prodotto nel quale sono riuscito a coniugare estetica, funzionalità e innovazione. E ancora il progetto Star Bike per Panata Sport , nel settore fitness. Da anni per diverse label multinazionali curo i prodotti dedicati ai locali pubblici. Sono particolarmente affezionato ai prodotti realizzati per Heineken e Pepsi Cola . Per il futuro? Tante cose sia in Dna sia a scuola. Un esempio? A fine ottobre presentiamo al Festival della creatività di Firenze, il progetto di una location realizzata interamente in ambiente Second Life, a cui farà seguito un nuovo progetto sempre in ambiente SL di “Virtual Managers”, per chi ha un Avatar, Land True Heart 104,39,25. E questo è nulla!!! buon divertimento…

Qual'è il tuo ‘superpotere’ per far fronte ai momenti di difficoltà.
Il mio superpotere ho deciso di sposarlo. Il legame così unico che mi lega alla mia dolce metà è ciò che oggi mi basta per superare ogni situazione.

Raccontaci per quale icona del design faresti follie.
Tra le diverse icone in mente è difficile scegliere, in ogni caso mi piace guardare avanti con la consapevolezza del passato. Comunque e a rischio di sembrare banale ribadisco la risposta precedente, la mia icona lo l'ho sposata.

Quale consiglio daresti ad un giovane designer alle prime armi.
Siamo noi stessi a fare la differenza insieme a tanta fortuna. Lo standard non esiste. La passione, l’emotività, l’umiltà, la voglia di mettersi in gioco e il talento creano l'effetto “WoW”. Auguri!!!

Who’s next?
Il designer di oggi ha scelto per noi l’ospite misterioso della prossima intervista. Prossimamente su designerblog.

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