Italia: Design_kit di Giorgia Graziadei

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Italia: Design_kit è una nuova iniziativa di designerblog, una serie di interviste, che si propone di creare una geografia del panorama del giovane design italiano, evidenziando quali sono le icone di riferimento della nuova generazione e le direzioni intraprese dalla nuova creatività. Il bello di questa mappa è che si autogenererà. Ogni intervistato infatti farà il nome del suo successore.

L’ospite di oggi è la Graphic designer Giorgia Graziadei, che al momento vive e lavora nella cittò spagnola di Zaragoza, invitata da Jasmina Kaluderovic.

Descrivi chi sei, cosa fai e come ti piace farlo.
He He He! Sto imparando ad essere una grafic designer, ho concluso da 2 anni l'università e al momento lavoro a Zaragoza,España, per l'agenzia di grafica C2 Comunicación. Ho seguito studi di grafica e design del prodotto facendo esperienze in entrambi i settori. Non mi piace la monotonia, cambiare spesso argomento e campo di lavorare mi stimola molto, ogni volta è una full immersion in un nuovo mondo.

Parlaci di un’esperienza che ha influenzato in modo particolare lo stile e l’anima del tuo lavoro.
La prima esperienza di lavoro è stata allo studio DNA con Jasmina Kaluderovic, mi ha insegnato metodo di lavoro e stile di presentazione, utilissimi durante gli anni d'università. Altra cosa che ha influenzato molto il mio modo di lavorare è stato un professore dell'università, Antonino Benincasa, dal quale appresi moltissimo e al quale sono molto grata. Dove sto lavorando ora sto imparando tutti i processi della grafica e una lingua nuova, questo per me ha un valore enorme.

Presentaci il tuo progetto più interessante.
Alla facoltà di design ho sviluppato 2 progetti a cui, tra gioie e dolori, voglio bene:
 Pappilan una mostra ideata da me e realizzata in collaborazione con molti designer internazionali. Appresi molto, tra viaggi, relazioni sociali ecc.
Altro progetto che io adoro fu la tesi: credo sia più un amore soggettivo che oggettivo, per tutto l'interesse personale che riposi nella ricerca ed in ogni fase d'ideazione. Il progetto si chiama Poster-a-Porter. Un progetto al limite tra comunicazione, prodotto e moda; si tratta di poster in stoffa che si trasformano in abiti con semplici tagli e chiusure: comunicazione che ci veste e non vestiti che comunicano.

Qual'è il tuo ‘superpotere’ per far fronte ai momenti di difficoltà.
Superpotere ...mmm... credo la positività e l'analisi delle priorità: quando c'è un lavoro bisogna farlo nel male o nel bene e se analizzi solo i lati positivi, risulta tutto molto più semplice.

Raccontaci per quale icona del design faresti follie.
Pagherei per tornare negli anni 30 e lavorare 'alla corte' di Coco Chanel; femminista che rivoluzionò la moda, la sua linea, semplice, comoda ma con un eleganza fuori del tempo. Farei follie per qualcosa che non si può comperare: è la genialità che e sta in un oggetto o in una grafica, per tutto ciò che ha un valore economico ci sono i soldi e prima o poi non sará cosi inarrivabile.

Quale consiglio daresti ad un giovane designer alle prime armi.
Oddio, io sono una designer alle prime armi, però da quel poco che ho visto e conosciuto so che è facile abbandonare questo lavoro, perché soprattutto all'inizio non hai riscontri economici e personali. Non so gli altri, pero io non potrei fare altro lavoro che questo, bisogna crederci; quindi posso solo consigliare di credere in ciò che si fa.

Who’s next?
Il designer di oggi ha scelto per noi l’ospite misterioso della prossima intervista. Prossimamente su designerblog.

Design_kit di Giorgia Graziadei
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