La luna è il cortometraggio della Pixar che commuove il mondo

Ci si commuove facilmente in casa Disney. Qualche giorno fa vi parlavo di Paperman, anche se non proprio benissimo, ma oggi il riscatto avviene grazie a La luna, il nuovo cortometraggio della Pixar. Se ve le steste chiedendo non ho ricevuto nessuna minaccia, ma davvero credo nella bellezza del corto che ha tutti i numeri per continuare a vincere premi e apprezzamenti.

La luna è una favola che racchiude in un minuto e mezzo l'importanza della crescita, e al tempo stesso l'essenzialità di continuare a meravigliarsi, il tutto narrato come fosse una fiaba: con una piccola grande morale, e un immenso incanto. I protagonisti, oltre ovviamente alla luna, sono tre: un nonno, un papà e un nipote, ma la storia si concentra su quest'ultimo.

Il piccolo viene portato in mezzo al mare, e già si intuisce che avverrà qualcosa di magico. Di lì a breve infatti sorge enorme dalle acque la luna, fino a rimanere in cielo. Al bambino viene consegnata una scoppola, quasi un rito di iniziazione alla vita adulta, un oggetto che determina chi è grande da chi non lo è, una tradizione che si presuppone antica e importante.

Avvengono però i primi bisticci tra il nonno e il papà, perché il primo vorrebbe che il nipote lo calzi in un modo, mentre il secondo in un altro ancora. Alla fine il nipote troverà, com'è giusto che sia, il suo modo di indossarlo. A questo è dato l'onore di salire su una lunga scala per raggiungere per primo la luna, e fissarvi in un piccolo cratere l'ancora. La magia tra l'altro è tale che non si capisce esattamente se l'ancora sia per la barca o per la luna, muovendosi un poco anch'essa.

Il bambino è meravigliato dallo scoprire che la luna sia piena di stelle dorate, e d'altronde lo siamo anche noi spettatori, divertiti dal trovarvi tante stelle come foglie in autunno. Per i due veri adulti però è solo un lavoro, che infatti consiste nello spazzare quelle stelle, anche qui chi in un modo, chi in un altro, continuando a litigare su quale sia il migliore. Perla di poesia è il far corrispondere al padre baffuto lo spazzolone che ricalca appunto i suoi baffi, e al nonno barbuto una grossa scopa che rifà il verso alla sua barba.

A un certo punto giunge una stella enorme dal cielo, che si conficca con la punta sulla luna. I due grandi non sanno come spostarla, le provano tutte, ma è il piccolo che ha l'intuizione: vi sale sopra, e con un piccolo martello la frantuma in mille altre piccole stelle. Il rallenty sottolinea la magia. Il bambino è divertito, e finalmente i due genitori sollevano le folte sopracciglia in uno stupore ritrovato.

Già solo queste vicende basterebbero per lasciarci divertiti ed entusiasti da questa storia davvero originale, quando come se non bastasse avviene la scoperta finale: a luna spazzata, di questa si vede solo uno spicchio. Erano le stelle dorate a riempirla di luce la notte, ed è il lavoro di questi tre solitari a regalarci le fasi lunari.

Quella che sembrerebbe essere una creazione tutta americana, ha invece la mano di Enrico Casarosa, regista e animatore italiano. Enrico Casarosa ha voluto portare un paradossale rinnovamento nell'immagine proposta, ossia ritornare in qualche modo a quel calore e quelle imperfezioni date dalle texture realizzate a mano, con le bellissime variazioni cromatiche date dagli acquerelli. Ovviamente il tutto gestito in maniera impeccabile dai software. La soluzione finale la vedete da voi. Un modus operandi che effettivamente ci ricorda proprio quella di Paperman.

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