Salone del Mobile 2013: da Kartell il bagno in plastica by Laufen

Oggi alla fiera ISH di Francoforte, ma ad aprile arriverà anche a Milano per il Salone del Mobile l'innovativo progetto firmato da Ludovica e Roberto Palomba, che unisce le competenze dell'azienda svizzera Laufen, leader nella produzione di ceramiche per il bagno di fascia alta, al marchio italiano Kartell, conosciuto a livello internazionale per la produzione di mobili e complementi d'arredo realizzati in plastica.

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Da una parte quindi la creatività, colorata e ironica, della family company che da oltre 60 anni ha segnato la storia del design e rivoluzionato l’arredamento introducendo il materiale plastico. Dall’altra la rigorosa affidabilità dell'azienda svizzera che da 120 anni è sinonimo di innovazione nella produzione di sanitari in ceramica.

L'innovativo bagno in plastica progettato da Ludovica e Roberto Palomba

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Da questa fortunata unione nasce Kartell Collection by Laufen, che si sviluppa attraverso le sinergie combinate dei due marchi e comprende un sistema completo per l'arredo bagno dove i lavabi, i rubinetti, i piatti doccia, le vasche, i contenitori e gli accessori si integrano tra loro con grande flessibilità. La geometria severa dei pezzi in ceramica si stempera nella leggerezza variopinta degli elementi in plastica. Le trasparenze vitree del policarbonato disegnano spigoli secchi, mentre i materiali plastici ambrati delineano le linee morbide e rotonde dei complementi. Accantonati i colori primari, le sfumature scelte per questa nuova collezione si declinano sui toni della terra come i caldi aranci e gialli delle sabbie, i bianchi candidi e glaciali e i freddi blu siderali.

All’insegna del design e della qualità totale, il bagno Kartell by Laufen introduce il nuovo e rivoluzionario SaphirKeramik, un materiale che consente performance fino ad oggi impensabili (raggio di curvatura degli angoli fino ad 1-2 millimetri) e che permette di produrre lavabi estremamente leggeri e sottili come lame. Un materiale che non si scalfisce, resiste agli urti, agli agenti chimici dei detergenti e al calcare.

Un progetto sostenibile, con un approccio cradle to grave – dalla culla alla tomba – che prende in considerazione l’impatto produttivo totale. Rispetto per l'ambiente, riciclabilità dei materiali, necessità di non sprecare energia e acqua e limitare le emissioni di Co2 nel trasporto.

Finalmente un prodotto che esce da una logica usa e getta e che considera etico, da parte dell’industria e di chi progetta, porsi il problema di ciò che avviene a monte e a valle del prodotto.

VIA iDesignMe

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