Bokja è un patchwork di stoffe e culture

Bokja è un nome che se ci seguite con attenzione probabilmente avete già sentito, parlandovene in diverse occasioni. Bokja nella lingua turca è il nome dato alle preziose stoffe con cui si era soliti avvolgere i tesori, o la dote di una sposa. Bokja nella lingua internazionale ormai significa il duo libanese composto dalle designer Huda Baroudi & Maria Hibri. Bokja è ormai l'arredamento fatto con un patchwork di stoffe e culture.

Nel video potete vedere Bichaghaf, una serie televisiva che indaga le vite di libanesi apparentemente comuni, ma che inseguendo la loro passione hanno trovato il successo nella loro vita. Ogni episodio mostra le intuizioni iniziali, le vite personali e professionali, oltre alle altre persone come parenti, amici e colleghi che ruotano attorno ai protagonisti. Del design di Bokja ve ne abbiamo parlato, questa volta quindi ci concentreremo sulla vita di queste due interessanti designer, e chissà che non sia d'ispirazione per qualcuno.

Hoda Baroudi è madre di due figli, nata a Sidone in Libano. Laureata presso l'Università Americana di Beirut, sempre lì ha conseguito un master che non la preparò direttamente per il design -anzi- bensì per il mondo della finanza e delle banche.
Maria Hibri invece è nata a Beirut ed è madre di tre figli. Sempre presso l'Università Americana di Beirut nemmeno lei ha studiato per ciò che oggi l'ha resa famosa, ma letteratura araba e giornalismo.

Maria Hibri in cuor suo ha sempre avuto un forte interesse per l'arredo degli anni '50 e '60, potendolo coltivare quando per un periodo della sua vita ha fatto la commerciante di antiquariato. Hoda Baroudi invece fu nel 1990, durante un viaggio in Asia centrale, che ebbe l'illuminazione. In quell'occasione scoprì quanto amasse l'arte, i mestieri e la tradizione legata alla cultura tessile, eredità che si possono trovare tutt'oggi in quel che rimane della cultura dell'Impero Ottomano.

Nove anni dopo le due si incontrano, e nel 2000 nasce Bokja: il risultato dell'attenzione, dell'amore e della cura per la cultura, l'arte e l'estetica di quell'angolo di mondo, presto messo ancor più in contatto con tutto il restante. La storia del duo Bokja è quindi una successione di incontri, che fa del patchwork non solo un modo di mettere assieme delle stoffe, ma anche uno stile per progettare, vivere e recuperare poltrone e divani da qualsiasi mercato, antiquariato, o vecchio proprietario.

Bokja è inoltre l'unione di due mondi apparentemente inconciliabili, il passato e il moderno, tenuti assieme dalla bellezza di stoffe dai gusti passati, e da composizioni assolutamente attuali, tanto che i loro lavori non solo popolano le case di sempre più persone, ma stanno anche giungendo in uffici di prestigio.

La storia di Hoda Baroudi e Maria Hibri testimonia come il design celi e mostri infiniti mondi, spesso casuali come per Bokja, ma non per questo meno di successo. L'ammirazione va all'operato di due donne che in un contesto per niente facile sono riuscite a uscire fuori dai confini del tempo, dei preconcetti e di ogni difficoltà, tutto ciò grazie al design.

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