Design da collezione, gallerie e beni rifugio a Design Miami 2012

Design Miami 2012, tutte le novità della grande fiera del design da collezione

Il design contemporaneo è un bene rifugio? A giudicare dai pezzi limited edition che vi proponiamo in questa gallery dovremmo dire di sì. Che si tratti di Studio Job (immagine qui sopra), di Delfina Delettrez o di Gio Ponti. E non certo per la prestazione funzionale necessariamente spendibile, quanto per il valore intrinseco di un bagaglio simbolico, di un lusso da esibire, di una firma prestigiosa da far fruttare nel tempo.

Ma dove sta di casa il design da collezione, l'unico che anche in tempi di crisi sembra resistere alle batoste di un mercato altrimenti vacillante? La risposta dovreste oramai conoscerla, proprio perchè nel tempo abbiamo già avuto modo di parlarvene. L'appuntamento, in corso in questi giorni dal 5 al 9 dicembre, è Design Miami, costola di Design Basel nata da un'idea di Ambra Meddda e ora guidata dalla curatrice Marianne Goebl.

Design Miami 2012, tutte le novità della grande fiera del design da collezione
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Design Miami 2012, tutte le novità della grande fiera del design da collezione

Sperimentazione, collezionismo e un certo gusto per una vistosità sopra le righe sono tra le caratteristiche che hanno imposto questo format come un vero e proprio riferimento per il mondo del design come per quelli limitrofi dell'arte, della creatività, e perchè no anche del jet set, per l'occasione sempre pronto ad ingrossare le fila della frizzante vita sociale della capitale della Florida. Tra esposizioni, dibattiti e avvenimenti off, l'attenzione è tutta per i progetti più innovativi nel mondo del mobile, delle lavorazioni del vetro, del gioiello d'autore, a patto che naturalmente non abbiano niente a che vedere con la produzione seriale, ma anzi propendano verso una intrigante esclusività.

Ancora, non mancano le conferenze con i grandi nomi, e non mancano soprattutto le gallerie che più di altre si fanno promotrici del design del secondo Novecento, con un riferimento particolare a tutto il modernismo. Quest'anno, ci sembra interessante sottolinearlo, una corrente all'apparenza più forte per numeri e visibilità e probabilmente per una ragione non marginale: proprio perchè meno fluttuante rispetto alle mode del momento, si rivela più assestata nelle sue quotazioni finanziarie, presentando di conseguenza un migliore appeal a livello di investimento.

Tra le partecipazioni italiane, particolarmente nell'occhio del ciclone, vantiamo buoni rappresentanti del design a tre zeri nostrano. C'è Erastudio, che propone l'omaggio a Thomas Jefferson e alla democrazia americana di quel grande maestro che è Gaetano Pesce: suo il tavolo a forma di bandiera a stelle e strisce, anche se -bisogna pur dirlo- ci ricordiamo qualcosa di molto simile anche per i 150 anni dell'unità d'Italia. Presente all'appello il gruppo torinese Nucleo, rappresentato dalla Galleria Gabrielle Amman, e anche Fabrica, che fima un progetto molto spendibile, una linea in vetro di vasi portafrutta dalla struttura talmente evanescente da sembrare disegnata.

Da segnalare i progetti più anomali e per questo più curiosi, tra i quali ci è piaciuto particolarmente quello di Swaroski Crystal Palace, che con il designer Asif Khan e la sua installazione Parhelia ci propone nuove suggestioni luminose ispirate a questo raro fenomeno atmosferico. Il tutto nei termini di un'esperienza, prima che di un effetto decorativo.

Design Miami 2012, tutte le novità della grande fiera del design da collezione

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