Uno spot Belga denuncia i pericoli dei social network

Da poco sta girando per internet uno spot Belga che denuncia i pericoli che possono derivare dal far girare i propri dati, le proprie emozioni e pensieri sui social network, siti che stanno diventando sempre più un'estensione della nostra vita, abbondantemente integrata a essa, e forse anche indipendente dalle nostre volontà.

Lo schema utilizzato è quello di una candid camera, dove i mal capitati sono diversi, e alla fine gli si svela il trucco. Al concludersi dello scherzo però non c'è granché da ridere, perché il messaggio arriva forte e chiaro: La vostra vita si trova interamente online, e potrebbe essere usata contro di voi.

La parola utilizzata trova è intelligentemente ambigua, perché non vuol dire soltanto che ci siano i dati online, asetticamente, ma che essendoci possono essere cercati, e quindi presi e utilizzati per chissà quale scopo.

Al di là del crudo messaggio in sé è interessante osservare il clichè utilizzato per quella che è una pubblicità progresso. Trovandoci di fronte a una comunicazione tale, sarà venuto a molti il dubbio se le persone impiegate fossero attori o reali passanti. Molti si saranno risposti che erano persone qualunque, perché tutto ci dice che è una candid camera, ossia una finzione con gente reale.

Il messaggio che immediatamente passa è questo: persone vere partecipano a un evento finto. Che almeno l'evento sia percepito come finto voglio darlo per scontato. Eppure se ci si presta un briciolo in più di attenzione, non potremo che giungere alla conclusione che certamente anche le persone utilizzate siano attori.

In un sapiente rincorrersi di finzione della finzione, lo spettatore è disorientato, ed è confuso su cosa sia davvero reale, forse prendendo per buono anche che ci siano delle persone incappucciate che realmente gli stiano controllando la vita.

Indubbiamente lo spot ha avuto successo e ha colpito dove doveva, ma probabilmente sarebbe potuto essere un po' più chiaro. Sarà che sono prevenuto nei confronti del pubblico italiano, specie per le pubblicità che gli vengono somministrate, in cui i concetti sono imboccati, ma d'altronde basti far caso alle reazioni che ha suscitato nel grande pubblico della rete, dove in molti si sono lanciati in vari commenti dove prendevano tutto per reale.

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