Dai Netsuke ad Hello Kitty


Da qualche anno ci siamo abituati anche quì in Italia a vedere degli strani animaletti antropomorfi appesi con dei laccetti ai telefonini, alcuni di questi personaggi sono diventati delle vere e proprie icone, è il caso di Hello Kitty che da quasi mezzo secolo fa da testimonial per cartelle, linee d'abbigliamento accessori e materiale di cartoleria con un giro d'affari bilionario. Quello dei Mr.Product è diventato un vero e proprio business in Giappone con agenzie specializzate nella creazione, registrazione e successiva vendita di contratti di licenza per l'utilizzo di questi buffi ma redditizi personaggi. Se da noi l'abitudine di decorare accessori di uso quotidiano con queste iconcine pop è un fenomeno di moda e d'importazione questo non si può dire per il Giappone dove l'utilizzo di animaletti decorativi d'avorio diventa popolare già nel periodo di Edo (1603-1867). Questi oggetti intagliati a mano servivano ad abbellire la tabacchiera legata in vita, è importante sottolineare che non avevano nessuna funzione se non quella decorativa. Con Meiji (1868-1912) e l'apertura delle frontiere che per quasi trecento erano rimaste chiuse si diffusero anche in Giappone abiti e costumi europei con la successiva estinzione dei Netsuke, è a partire dal secondo dopoguerra che ritornano alla ribalta con le sembianze di popolari character manga e anime e la successiva diffusione come fenomeno di costume su scala mondiale.

Suggerimenti per la navigazione: Cliccate sul secondo ideogramma partendo dall'alto, vi appariranno una serie di ideogrammi in verde all'interno di rispettivi rettangoli, a ciscuno corrisponde una photo gallery, la prima parte sono animali, poi character dalle sembianze umane fino ad elementi naturali. L'ideogramma in alto su fondo bianco vi riporta all'homepage.

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