Biennale Arte Venezia 2017: Moroso supporta Olafur Eliasson che presenta Green light – An artistic workshop

Moroso supporta Olafur Eliasson, artista invitato alla 57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, che presenta Green light – An artistic workshop. Scopri tutto su Designerblog

Moroso supporta Olafur Eliasson, artista invitato alla 57. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, che presenta Green light – An artistic workshop in collaborazione con Thyssen-Bornemisza Art Contemporary di Vienna (TBA21). Il progetto nasce in risposta alle attuali problematiche derivanti dalle migrazioni e dagli spostamenti di massa.

Moroso ha preso parte al progetto sviluppando alcuni degli arredi che sono all’interno dello spazio del workshop che si svolgerà durante i sei mesi della 57. Esposizione Internazionale d’Arte Viva Arte Viva. Nato dai comuni ideali dello studio dell’artista, Green Light – An Artistic Workshop è stato concepito come un atto di benvenuto e la luce verde della lampada assume un significato metaforico nei confronti dei richiedenti asilo e dei rifugiati. Durante i sei mesi della 57. Esposizione Viva Arte Viva parteciperanno al workshop ottanta rifugiati e richiedenti asilo, giunti in Italia di recente e provenienti da diversi paesi tra cui Nigeria, Gambia, Iraq, Siria, Somalia, Afghanistan e Cina. Essi collaboreranno con il pubblico e gli studenti volontari nella costruzione delle lampade modulari sulla base di un disegno dell’artista.

Lo spazio è diviso in tre zone: una distesa di tavoli delimita lo spazio della produzione in cui le lampade vengono assemblate; un’area con dei posti a sedere disposti a semicerchio funge da anfiteatro nel quale si tengono conferenze, lezioni e seminari; alcuni divani e delle sedie formano un angolo salotto nel quale i partecipanti possono fare una pausa e socializzare. I tavoli e gli scaffali geometrici Green Light sono stati disegnati dallo studio Eliasson appositamente per il workshop e sviluppati da Moroso. Il modulo Green Light è una forma unica, basata sul cubo e il triangolo isoscele. Le loro forme sono tratte dalla geometria dei moduli Green Light, suggerendo l’idea che questo progetto modulare possa essere applicato e adattato ad altri contesti. Insieme ai prodotti disegnati dall’artista stesso, lo spazio include anche alcune poltrone Tropicalia e dei divani Lowseat, disegnati entrambi da Patricia Urquiola, e realizzati con finiture ad hoc.

Green Light – An Artistic Workshop indaga sulle varie prospettive legate all’immigrazione, la cittadinanza, l’apolidia, l’arrivo, la memoria e l’appartenenza, stimolando scambi di conoscenze, esperienze e valori. Il progetto esplora nuovi modelli di comunità ed offre un forum per discutere gli attuali problemi geopolitici che ruotano attorno alla migrazione globale.

Green light si trova nel Padiglione Centrale ai Giardini e rappresenta uno spazio individuale e collettivo di “costruzione del mondo” che parte dall’attività pratica del laboratorio e si dirama a macchia d’olio all’interno della società. Attraverso la presentazione di un concetto di ospitalità strutturato su più livelli e in grado di abbracciare una grande varietà di persone (un artista, il suo studio, i partecipanti, le ONG partner, i visitatori, ecc.) Green light mette alla prova modelli di comunità alternativi. Al centro del progetto Green Light vi è una campagna per la raccolta di fondi di cui beneficiano le due ONG Emergency e Georg Danzer Haus.

credit image by Press Office Moroso - photo by Damir Zizic e Alessandro Paderni

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