Biennale Arte Venezia 2017: "Solo", la personale di Thomas Braida curata da Caroline Corbetta

In occasione della 57. Esposizione Internazionale d’Arte, Thomas Braida, giovane pittore italiano torna nella sua Venezia con una mostra personale curata da Caroline Corbetta, in un allestimento concepito per le storiche stanze del cinquecentesco Palazzo Nani Bernardo. Scopri tutto su Designerblog

In occasione della 57. Esposizione Internazionale d’Arte, Thomas Braida, giovane pittore italiano, torna nella “sua” Venezia con una mostra personale, curata da Caroline Corbetta, in un allestimento concepito per le storiche stanze del cinquecentesco Palazzo Nani Bernardo. Thomas Braida, prima del suo estemporaneo trasferimento a Torino, ha trascorso tredici anni a Venezia, dove si è diplomato all’Accademia delle Belle Arti e, nel 2013, era tra i giovani talenti veneziani che hanno spopolato nei giorni della vernice della Biennale di quell’anno col Padiglione Crepaccio at yoox.com.

Ora Thomas torna a Venezia, da solo. Solo, di fronte al suo lavoro e all’ammaliante retaggio della città con una mostra personale che li mette in dialogo. Il progetto espositivo, intitolato SOLO, si sviluppa nell’affascinante infilata di stanze del piano nobile di Palazzo Nani Bernardo che culminano con un affaccio mozzafiato sul Canal Grande; in questo scenario si inseriscono una cinquantina di opere di Braida, molte delle quali realizzate ad hoc.

Tra queste anche delle sculture che l’artista definisce comunque pittura: «Tutto è pittura per me. È come qualcosa di vivo che autonomamente se ne vuole uscire dal quadro, che se ne fotte. Tutto è pittura nel senso che guardo tutto attraverso il colore. Che tutto è fatto di colore».

Nel continuo rimando tra riferimenti pop e cultura “alta”, tra mitologia e storia, tra cronaca e narrazione, la ricerca di Braida spicca per uno stile originale che pur citando brani della tradizione pittorica europea, in particolare dell’iconografia Rinascimentale e Barocca, spazia tra tanti, eterogenei riferimenti, come racconta l’artista: «Da piccolo, a Vienna, ero rimasto molto affascinato dalle farfalle nelle bacheche del museo di storia naturale. Avevo tre anni e me lo ricordo ancora benissimo. A volte penso che mi sarebbe piaciuto essere un poeta francese tipo Verlaine; o un pittore come Grosz nella Germania degli anni Venti; ma anche Goya». I personaggi spesso grotteschi delle sue opere e la materia pastosa della sua pittura - che talvolta tracima dalla tela per trasformare oggetti d’uso quotidiano e grumi di argilla in sculture- trovano il loro posto tra settecentesche tappezzerie di seta e urne di alabastro di epoca romana, tra statuine di Meissen e tavoli di malachite. Imbevuto di storia, eppure iper contemporaneo, l’immaginario di Thomas s’innesta nei preziosi decori e arredi di Palazzo Nani Bernardo in un susseguirsi di contrapposizioni e di armonie, come se i suoi lavori appartenessero a quei luoghi da sempre ma, allo stesso tempo, aprissero degli imprevedibili squarci narrativi nel decadente splendore della Serenissima.

In occasione della mostra, viene presentato il decimo numero delle monografie d’artista SOLO. Dedicata a Thomas Braida, la pubblicazione contiene un testo della curatrice Caroline Corbetta e un’intervista di Maurizio Cattelan. SOLO è un progetto editoriale della Collezione AmC Coppola (Art Director Paolo De Biasi).

Image by Press office - photo credit courtesy the artist and Monitor, Rome and ph.Nuvola Ravera

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