De Padova: le novità presentate al Salone del Mobile 2017, le foto

De Padova ha presentato le sue novità in occasione del Salone del Mobile 2017: da Studiocharlie a Michele De Lucchi, da Piero Lissoni a Naoto Fukasawa, passando per Elisa Ossino e Keiji Takeuchi. Scopri di più qui su Designerblog.

De Padova ha presentato le sue novità in occasione del Salone del Mobile 2017: da Studiocharlie a Michele De Lucchi, da Piero Lissoni a Naoto Fukasawa, passando per Elisa Ossino e Keiji Takeuchi.

Studiocharlie ha realizza 3Millimetri e Cielo-Terra. Il primo è un tavolo in acciaio che supera il traguardo dei 4 millimetri della versione precedente.L’acciaio si presta a sostenere la sfida rilanciata di un tavolo realizzato da un unico foglio sottile solo 3 millimetri. Modellato come carta, mostra nei bordi laterali, nei tagli studiati e nell’incavo delle gambe, la magia tecnologica e meccanica dello spessore ridotto, che lo rendono schietto e lineare. Cielo-Terra, con una doppia linea luminosa, distribuisce la luce per tutta la sua altezza, a qualunque altezza, dal pavimento al soffitto. Ruotando completamente sul suo asse, varia l’illuminazione dell’ambiente. Una lampada lineare, di nessun ingombro, capace di portare la luce molto in alto. Pensata come naturale evoluzione in altezza della tipologia luminator, appare come un sottile palo regolabile che collega il pavimento al soffitto, dotato di due sorgenti luminose azionabili separatamente o unitamente. Caratterizzata da un tubolare alluminio nel quale si integrano barre LED che illuminano l’ambiente con una possibile rotazione sul suo asse. Le due barre LED sono utilizzabili svincolate tra loro o contemporaneamente per ottenere differenti effetti d’intensità luminosa nell’ambiente circostante.

Anche Pietro Lissoni è l'autore di due creazioni, Margherita poltrona che completa la serie M16, e Mosaïque che disegna l’ospitalità e il relax, secondo le proprie abitudini, creatività e spazi. Più bassa, Margherita mantiene tutte le caratteristiche estetiche e qualitative della sedia con i braccioli accoglienti, compresa l’impagliatura del sedile, in alternativa all’imbottitura rivestita di pelle o cuoio. Assume diverso carattere, secondo la scelta della finitura della struttura di frassino: sbiancato più genuino, il più classico o metropolitano nero, l’esotico o agreste rosso.
Per via delle diverse misure dei moduli, di profondità e lunghezza, Mosaïque si può disporre contro la parete o al centro stanza, con il pregio confortevole di schienali bifacciali e braccioli. Diventa un’isola o una piattaforma, se corredato dei contenitori accessori di legno, utilizzabili come braccioli e terminali, con piani in essenza o, in contrasto materico, di marmo o metallo. O, ancora, con finiture esclusive.

Donzelletta di Michele De Lucchi, discende dalla più tradizionale e sinuosa Donzella. Più agile e regolare nei profili, che esaltano la caratteristica V dello schienale, è la nota che lega passato e presente negli eterogenei ambienti contemporanei. Nota di Elisa Ossino, invece è familiare per la sua essenzialità grafica, che la rende bidimensionale. Un archetipo. Solo un segno poetico che svela la sua funzionalità, con i due tavolini sullo stelo, nel modello da terra. E con le aste snodabili e riposizionabili, che proiettano il cono di luce dove occorre, anche in quello da muro.

Naoto Fukasawa è l'autore di SO, essenziale e indispensabile. I pochi elementi che la compongono richiamano la parola giapponese, che le dà il nome: essere semplici. Il rigore al servizio dell’ergonomia e di un’eleganza silenziosa, è accentuato dalla combinazione del legno, tinto grigio, con il cuoio.
SWISS 17 di Mirto Zocca è un servizievole tavolino con il piano tondo o ovale, che nasconde nell’asta telescopica della base una maniglietta per regolare l’altezza. È un classico rivisitato. Inaspettato, nell’unione dell’acciaio con il legno di rovere. Cambia completamente volto, nella versione total black. Infine, TWIG di Keiji Takeuchi vede alla base il concetto di ricchezza nella semplicità della forma. L’incrocio asimmetrico di due tubolari di alluminio forma una lampada performante, dove la riduzione formale è pensata all’insegna della funzionalità. Il diffusore ruota su se stesso per direzionare la luce secondo le esigenze.

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