Ciarmoli Queda: la mostra DeLightFuL ridefinisce l'abitare contemporaneo, le foto

Sono quattro i concetti chiave intorno ai quali si è sviluppa la mostra-evento firmata CQS Ciarmoli Queda Studio, DeLightFuL Spazi Essenziali: Design, Light, Future e Living per creare una visione inedita dell’abitare contemporaneo. Scopri di più qui su Designerblog.

Sono quattro i concetti chiave intorno ai quali si è sviluppa la mostra-evento firmata CQS Ciarmoli Queda Studio, DeLightFuL Spazi Essenziali: Design, Light, Future e Living per creare una visione inedita dell’abitare contemporaneo.

Quello di CQS è un approccio originale per raccontare il mondo del design e le sue tendenze, storie insolite e piene di emozioni che si intersecano e danno vita a spazi e immagini che si trasformano in esperienze da vivere. De-Light-Fu-L parte dall’assunto che lo spazio domestico contemporaneo è espressione di bisogni primordiali, autentici ed essenziali. Gli oggetti di design sono la risposta a esigenze vitali, soluzioni a domande antiche che toccano l’essenza del vivere quotidiano: dormire, mangiare, sedersi, ordinare. La mise en scène estetica del progetto si sintetizza nell’espressione “primitivo di lusso”, una definizione volutamente contraddittoria che sta a indicare che il ritorno all’essenziale può coniugarsi armoniosamente con la ricchezza di materiali confortevoli e seducenti. Design e luce sono i due protagonisti di questa esperienza e di questa mostra. Simbiotici e complementari dialogano in un continuum visivo nello spazio.

La luce è protagonista dell’intero progetto con la sua capacità di definire ambienti, suggerire atmosfere, dare nuova linfa vitale allo spazio domestico e influenzare la percezione dello spazio. L’ingresso alla mostra avviene attraverso uno stretto corridoio dalle pareti blu, un passaggio intimo e raccolto. Sulla parete sinistra, sopra a piccole mensole, tre specchi a forma di animale – una scimmia, un gufo e una volpe – richiamano l’aspetto ludico, il collegamento alla natura e il ritorno all’essenziale. Punto focale dell’ingresso a DeLightFuL, al termine dello stretto corridoio, una sedia in bronzo bianco, archetipica ed essenziale, monumentale nella sua semplicità, disegnata per l’occasione a quattro mani dal grande architetto portoghese Álvaro Siza insieme a CQS Ciarmoli Queda Studio. Il percorso si sviluppa poi in spazi liberi, non predefiniti, con scenari inaspettati generati dalla reinvenzione delle regole dell’abitare, che si fanno liquide e mutevoli: una casa senza pareti dove l’architettura e la luce, simbiotici e complementari, giocano un ruolo importante per rappresentare singoli pezzi d’arredo, accostamenti inusuali e ambientazioni sospese tra reale e virtuale. Si viene così introdotti nella prima sala, “Hall of Arts”, che ospita una serie di ambientazioni che mettono in dialogo l’interno e l’esterno, lo spazio pubblico e quello privato.

L’idea di ambienti che si compenetrano, mutandosi a vicenda, è sottolineata da dieci porte colorate e trasparenti, che rivelano, modificandone l’apparenza, una serie di oggetti, sedute e lampade, a loro volta di tanti diversi colori. Sulle pareti si nota una forte presenza di numeri e grafica, con l’utilizzo di un particolare font disegnato da Ciarmoli Queda Studio per l’occasione: un tratto estremamente contemporaneo, un esplicito omaggio alle architetture di Zaha Hadid e che si ritrova nel logo di DeLightFuL e su alcuni oggetti presenti in mostra, tra cui una preziosa collezione di piatti. Nella seconda sala prosegue la riflessione sui diversi momenti della giornata, dalla mattina alla sera, e sulle diverse età della persona – dai bambini agli adolescenti, fino all’età adulta – con ambientazioni che partono dal risveglio del mattino al momento in cui si tornerà a letto, la sera, portando con sé il bagaglio di esperienze della giornata. Particolare attenzione viene dedicata al ritrovarsi intorno a un tavolo, un gesto che si riscontra in tutte le culture e in tutte le epoche e racchiude in sé molti significati: tre tavole e tre ambientazioni raccontano mondi diversi – Las Vegas, Shanghai ed Egeo – sottolineando differenze, stili e aspetti comuni, per suggerire un ideale comune denominatore che supera i confini di ogni tipo. Il design contemporaneo torna a modellarsi intorno alla persona, reagendo a proposte preconfezionate con la massima personalizzazione, adeguandosi a bisogni e desideri fluidi e in costante cambiamento.

Un’ulteriore finestra sul contemporaneo viene aperta dalla presenza costante dell’arte e della fotografia, con scatti di Yoshie Nishikawa e Paolo Alberto Gatti, che completano il racconto di DeLightFuL. Si giunge così alla terza grande sala, dedicata al cinema. Tanti divani, tutti bianchi ma tutti differenti per forma e provenienza, sono collocati in un ambiente fluido che gioca tra trasparenza e sfumature. Definiscono gli spazi tende argentate e riflettenti, che rimandano giochi grafici disegnati da luci al neon. Protagonista di quest’ultimo ambiente, il cortometraggio d’autore firmato da Matteo Garrone, ancora una volta parte integrante del progetto ed espressione dei medesimi concetti e ispirazioni, che si arricchisce di nuovi contenuti per fotografare il quotidiano e il contemporaneo. In un ambiente naturale e onirico al tempo stesso, dai tratti magici e surreali, il corto getta uno sguardo sul mondo del design e sul vivere contemporaneo, con pezzi d’arredo e personaggi che si muovono sullo sfondo di atmosfere fantasy.

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