Fuorisalone 2017 eventi: Martino Midali, tra luce e materia, l'interior design diventa arte

La luce si plasma e diventa materia, un percorso tra tecniche di interior-design che diventano arte. Scopri tutte le novità su Designerblog

Lo storico Spazio Corte Midali quest'anno, in occasione del Fuorisalone 2017, accende e spegne una luce tutta sua, fatta dei colori non colori del bianco e del nero, di texture materiche vibranti, di foto dove da un buco nero emerge un oggetto ingabbiato dalla luce.

La Maison Midali accoglie al primo piano, le istallazioni artistiche con pannelli di alluminio di "OTTAGONA-ALUMI-NUM", di Orsola Fontana e Marco Schiavon, che si ergono in un territorio che magicamente è adatto ad inglobarle, quasi le attendesse da sempre. Qui la materia riveste lo spazio, l'alluminio tintinna di metallo sonante, rimbomba nella voce di chi lo commenta, risuona dei passi di chi attraversa l'impiantito, cattura l'eco delle risate di chi cammina felice, riflette gli occhi di chi guarda soddisfatto.L'arte dialoga incisivamente con l'alluminio, lo estrae dal consueto uso quotidiano, lo intreccia con il design e lo solleva al piano nobile dell'opera d'arte.

Al secondo piano, ecco la mostra fotografica di Betta Gancia "UNA LUCE DIVERSA": le foto sono occhi luminosi che sgorgano da un piano nero, che è fatto di nulla, di un non spazio e di un non colore, dove il movimento acchiappa una luce e le impedisce di scomparire, la eternizza in un corpo, la ferma in un flash, le restituisce la dignità della permanenza. Nell'incessante altalena tra il nero del non essere, e la luce dell'essere, si sgomina il buio del dolore, del rifiuto, del silenzio.

E Martino Midali in questo intrecciarsi silente accende il contatto e si pone da trait d'union: cammina lieve nella sua 'casa dei vestiti', appendendo fagotti bianchi e neri, maglie di chiarore e d’ombra, capi segnati dal bianco e dal nero, che come vele salutano il visitatore e lo sospingono al piano superiore, dove si è attesi da una teoria di abiti che aspettano di essere vestiti per la cerimonia e sembrano salutare cortesi,  sempre fedeli al credo che l'abito diventa LUCE se è pronto ad abitare chi lo fa sentire portatore di essenza.

BETTA GANCIA, UNA LUCE DIVERSA
Le fotografie di Betta Gancia nascono da ciò che l'immagine istantanea conserva nella memoria e nell'immaginazione di chi osserva il mondo. La traduzione di questo concetto è la sua trasposizione in linee e punti luminosi che vagano all'infinito come scie sospese, senza tempo. Intermittenze di luce che provengono dalla strada e confluiscono negli spazi aperti di una percezione visiva, sintetica e seriale, vicina all'idea di una fotografia che riflette sulla fonte primaria della sua stessa natura: la luce. In mostra, immagine dopo immagine, sarà possibile vedere come lo sguardo di Betta risulta sicuro e mai improvvisato. La serialità e la ripetizione dei soggetti rafforzano l’idea alla base dell’intera sequenza, slegando ogni frammento luminoso dal suo contesto originario.

OTTAGONA, ALUMI-NUM
Ottagona esce dal campo prettamente decorativo, dando spazio alla passione e alla capacità manuale, fondendo così il suo amore per l’arte ed il design con ciò che facciamo tutti i giorni. Arriva cosi alumi-num: progetto in cui il supporto diventa opera, e l’opera diventa supporto. Tradizionale ma moderno, all’apparenza “difficile” ma con un’enorme versatilità: una sperimentazione artistica che porta al dialogo tra industria e arte.

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