Angelo Mangiarotti:“La felicità viene dalla correttezza”

Il Maestro Angelo Mangiarotti-ritratto

Angelo Mangiarotti è stato "invitato", nella storica dimora Casa Testori, alla quarta edizione di Giorni Felici che prevede da quest'anno una nuova formula: 20 artisti sono chiamati da altrettanti artisti ad allestire le stanze della casa, in un gioco reciproco di presentazioni.

Scomparso lo scorso luglio, Angelo Mangiarotti è stato uno degli ultimi grandi maestri del design italiano. La passione per la scultura, specie negli ultimi 20 anni, aveva influenzato il suo lavoro restituendoci una dimensione elegante e poetica del design di prodotto.

Il Maestro Angelo Mangiarotti
Il Maestro Angelo Mangiarotti-ritratto
Il Maestro Angelo Mangiarotti-Eccentrico
Il Maestro Angelo Mangiarotti-Lito 1
Il Maestro Angelo Mangiarotti-Lito 2

I tre lavabi della linea Lito, interamente realizzati attraverso lo scavo di un blocco di marmo bianco di Carrara che si piega con morbide curve, sono tra i progetti più rappresentativi dell'ultima produzione del grande Maestro.

Come anche i due bellissimi modelli del tavolo Eccentrico, disegnati nel 1979, realizzati in marmo bianco di Carrara o nero Marquinia. La superficie ellittica del piano è inserita in modo asimmetrico su una gamba cilindrica inclinata, schiacciando e chiudendo con il proprio peso l'incastro con il giunto, altrimenti aperto. Un record di equilibrio costruttivo.

Significativi anche la sedia Tre3 e il tavolo Incas.

Tre3, rilettura di una tipologia di seduta che avvicina lo ha avvicinato all’opera di Carlo Scarpa-grande maestro del Novecento- è una comoda e stravagante sedia con tre gambe a sezione rettangolare, una posteriore centrale e due anteriori ai lati unite da una struttura trasversale a T molto solida, che risulta stabile quanto una tradizionale sedia a quattro gambe.

Incas, ideato per applicare il principio degli incastri della collezione Eros a un materiale diverso: la pietra extraforte. I piani dalle forme squadrate appoggiano su gambe a forma tronco-piramidale con sezione trapezoidale, cosicché solo i due piani inclinati sopportano le sollecitazioni dovute al peso.

Ma probabilmente il pezzo più importante è il lampadario Giogali, disegnato nel 1967. Il nome deriva dal veneto giogher, che indica il laccio usato in campagna per legare il carro al giogo. L’elemento base di questa grande composizione è un anello piegato che, agganciandosi in serie, forma catene di cristallo, a loro volta componibili a piacere su strutture metalliche standard o realizzate su richiesta specifica.

Il Maestro Angelo Mangiarotti-Lito 3
Il Maestro Angelo Mangiarotti-sedia Tre3
Il Maestro Angelo Mangiarotti-tavolo Incas
Il Maestro Angelo Mangiarotti-lampadario1
Il Maestro Angelo Mangiarotti-lampadario2

Via | ATCasa

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