How to destroy the web 2.0 look - Parte 2

web 2.0

Come promesso ecco il seguito del mio precedente post dedicato agli stili post 2.0 dei siti web. La riflessione è partita da un articolo pubblicato su Snap2Objects, che appunto si pone l'obiettivo di indagare sui nuovi fermenti della grafica web, e di sotterrare alcuni canoni dello stile 2.0 che ormai sono diventati inflazionati e noiosetti.

Nell' articolo non si inventa un web "tre zero", e non si suggeriscono teorie avveniristiche, ma semplicemente si consiglia di riprendere "vecchie" soluzioni grafiche e di ricontestualizzarle in modo moderno e consapevole degli standards (cosa che è già in corso e che sta rivitalizzando molte web galleries).

Gli elementi che Mao, autore dell'articolo, consiglia di recuperare sono: look retro-vintage, palette di colori scure o calde, texture organiche, font grunge, ornamenti, headers ricchi. Tutti elementi che vanno in contrasto con il "classico" 2.0 style fatto di pulizia estrema, colori pastello, sobri sfondi di linee diagonali, semplici gradienti, ampi spazi bianchi, etc..

Ecco esempi attuali di look vintage:

vintagevint2

Qui sotto trovate un header ricco e layeroso (Darklightart):

darklight

E qui il notissimo header di Velasco:

velasco

Come vedete si torna a parlare di complessità tipografica, di utilizzo di grandi composizioni grafiche, ma sempre in ottica post 2.0, ovvero esprimendo personalità ricca e distintiva, ma inquadrandola in codice pulito, in formattazione interamente via css, in (spero) corretto utilizzo delle intestazioni (h1,h2,etc...), e sfruttando le immagini di sfondo che di fatto non turbano la struttura della pagina.

Questo vuol dire metabolizzare il 2.0 e farlo proprio, e non vuol dire torniamo indietro. Semplicemente è arrivato il momento, ora che i css offrono più caratteristiche e che le sappiamo usare anche meglio, di andare oltre i layout grafici puliti e spartani, dato che siamo in grado di gestire esperienze grafiche più complesse senza perdere in correttezza semantica, pulizia del codice (x)html o usabilità in generale.

Ecco, forse il discorso usabilità potrebbe diventare centrale in questa trasformazione, nel senso che avere codice pulito e usabile non implica ovviamente che il prodotto finito sia davvero usabile e accessibile, e questo dovremmo averlo imparato.

Qui forse sta la sfida più interessante, ma necessaria, dato che il web del 2007 deve ovviamente partire da una consapevolezza degli standards, ma allo stesso tempo deve saper sfruttare appieno la propria potenza espressiva senza rimanere eccessivamente imbrigliato.

Che ne dite, possiamo aprire una discussione su questo?

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