How to destroy the web 2.0 look - Parte 1

how to destroy the web 2.0 look

Come distruggere il look 2.0 del web, questo è il nome di un provocatorio e interessante articolo che ha attirato la mia attenzione. Il discorso parte qui da molto lontano, descrivendo i trend artistici come materia in eterna contrapposizione, citando ad esempio la fine del minuzioso stile gotico in favore della riscoperta della purezza neoclassica. E arrivando al web dei nostri giorni è palese l'evoluzione dallo stile dei primordi, fatto di marquee scorrevoli, banner lampeggianti, applets, al candore del look 2.0 caratterizzato da spazi di più ampio respiro per il testo, gradienti, linee diagonali ed effetti glow di vario tipo.

In passato abbiamo parlato di web 2.0, e alcuni dei lettori hanno ritenuto questo trend un "movimento" legato puramente alla programmazione, ma non è così dato che il 2.0 ha un'estetica rigorosa quanto ostentata. Questo non vuol dire che mettere un bollino dentellato o un logo riflesso faccia un sito 2.0, ma di sicuro i cambiamenti delle tecnologie a disposizione e il modo diverso di fruire il web hanno richiesto una rappresentazione grafica che contraddistinguesse il nuovo.

Un sito statico richiede un tipo di impaginazione, che può arrivare a essere graficamente molto complessa e definita con precisione "millimetrica" nei minimi dettagli. Un sito dinamico che prende contenuti da un database ha bisogno di più elasticità perchè ospita contenuti variabili. Un sito che prende contenuti multimediali esterni via xml, api, rss, e tutte le "diavolerie" che oggi impazzano, ha bisogno di una libertà ancora maggiore, e di una maggiore leggerezza in termini di design e kb da scaricare.

Per forza di cose quindi (e grazie ovviamente alla strenua battaglia sui web standards) si è imposto un nuovo tipo di formattazione, più fluida, meno legata ai dimensionamenti in pixel di celle o caratteri, con un minore impatto di dettagli grafici ritenuti barocchi, e di conseguenza con un maggior carico sulle poche parti delegate alla comunicazione visiva (ad esempio oggi vediamo bellissimi siti scarni ma con headers ricchi e vivacissimi). Quindi il design 2.0 esiste ed ha avuto una sua precisa funzione, ma oggi è arrivato il momento di metterne in discussione alcuni canoni, e mi ricollego qui all' articolo.

L'inflazione di siti-fotocopia ha raggiunto ormai il limite di saturazione, e proprio la difficoltà di creare siti puliti ma allo stesso tempo ricchi di personalità ha favorito il proliferare di soluzioni spesso spartane, limitate all'uso dei soliti colori di moda a supporto di contenuto in gran parte testuale. Sebbene le galleries in questo momento ospitino diversi lavori outstanding, con grande appeal grafico (unito a consapevolezza degli standards), è giusto quindi dare uno scossone al trend degli ultimi anni e proporre un nuovo stadio per la grafica web. Anche perchè l'uso dei css, un tempo sperimentale oppure utilizzato in modo limitante, oggi è stato assimilato da tutti i web designers, che sono finalmente in grado di usare i fogli di stile come arma a proprio favore e non come "pain in the ass" come avveniva nel doloroso momento di transizione da impaginazione tabellare al nuovo tipo di markup.

In realtà lo scossone proposto nell'articolo non introduce nuovi elementi, ma si limita a riutilizzare stili grafici pre 2.0 e attualizzarli con diversa consapevolezza. Volete sapere quali sono i cambiamenti stilistici suggeriti per il web di domani? Lo saprete..nella prossima puntata, l'argomento è così ampio da sviscerare che merita sicuramente un secondo appuntamento!

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