Salone del Mobile 2016 Milano: intervista a Davide Diamantini, imprenditore e fondatore di Karman

In occasione della Milano Design Week 2016, Designerblog ha incontrato ed intervistato Davide Diamantini, imprenditore e fondatore di Karman che ci racconta le novità della collezione 2016. Leggi qui l'intervista esclusiva

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In occasione della Milano Design Week 2016, Designerblog ha incontrato ed intervistato Davide Diamantini, imprenditore e fondatore di Karman che ci racconta le novità della collezione 2016. Nel cuore di Brera in via Solferino, 1 all’interno della nuova Boutique Manuel Ritz, Karman ha presentato infatti le sue ultime novità durante la Milano Design Week. Una partnership tra due brand con più di un punto in comune: creatività, sperimentazione, cura per il dettaglio, ricerca tra tradizione ed innovazione, ma soprattutto due aziende marchigiane fiere dell’eccellenza italiana che rappresentano.

Ci racconta la storia di Karman (che ha tra l'altro da poco festeggiato il suo decimo compleanno)?

"Il decimo anno di Karman per me ha rappresentato non tanto un punto di arrivo ma anche e soprattutto un punto di partenza per intraprendere ed affrontare sempre nuove sfide. Karman in questi anni (nata nel 2005) ha cercato di trovare una sua identità, attraverso il suo design, la sua creatività, la sua provocatoria comunicazione e attraverso l’energia e la passione di tutti i collaboratori che ne fanno parte."

Quali sono le novità che presentate in occasione del Salone del Mobile 2016?

"In termini di quantità la collezione 2016 è formata da tredici famiglie. Riguardo invece i materiali quest’anno siamo usciti con il legno in quanto funzionale a precise esigenze storico-stilistiche nonché scelta sostenibile dal quale non si può né si vuole prescindere e con la resina mista alla polvere in marmo con NOTREDAME, prodotto che da subito ha suscitato l’interesse di tutti."

La forza di un brand come Karman?

"Il nostro prodotto, anche se ancora non conosciuto in molti Paesi, ha una sua anima, una sua identità, estremamente riconoscibile anche attraverso la sua forte comunicazione. L’immagine che vogliamo dare è quella di guardare a quelle cose e a quei personaggi che spesso si trovano dietro le quinte ma in verità sono quelli che hanno le caratteristiche per essere SPECIALI. E lo stesso vale per i luoghi. Un teatro abbandonato, una vecchia barbieria, un ex-lanificio e una vecchia filanda. Ci piace dargli ancora un PAROLA (farli parlare ancora).
Così ogni shooting diventa un momento in cui una nuova storia prende piede, spesso nata magari durante un viaggio in macchina con i miei più stretti collaboratori, Matteo Ugolini, direttore creativo ed Edmondo Testaguzza, responsabile dell’ufficio tecnico. Ecco, questo è lo spirito che anima la nostra azienda."

Il primo oggetto di design che hai comprato?

"Il Merdolino di Alessi, che tutti conosciamo disegnato negli Anni ‘90 da Stefano Giovannoni. Proprio perché mi piace attorniarmi di oggetti piacevoli che sono funzionali ma che magari rendono la vita più piacevole, anche quando usi lo “scopino da bagno”!"

Come si sposano oggi a tuo avviso creatività e commercio? 

"La difficoltà è proprio quella di dover coniugare il design e la creatività con il prodotto e la vendita e trovarne il giusto equilibrio. Talvolta ci piace osare con i nostri prodotti e in quel caso siamo consapevoli di rischiare e di metter a dura prova il nostro cliente o il nostro follower come si dice oggi in gergo".

(provocazione) Il design potrebbe diventare mai un fenomeno globale come la moda (o lo è già)?

"Lo è già….A mio avviso moda e design camminano insieme. Vi sono prodotti di design che sono diventati orami una icona, un trend e che hanno fatto  la storia del design italiano."

A quali nuovi bisogni cerca di rispondere oggi il design? 

"Rassicurare ed emozionare oltre che rispondere alla funzione per cui nasce."

Una delle sfide di maggiore attualità per un progettista é quella della compatibilità ecologica. Ritieni che sia un elemento tenuto in sufficiente considerazione? 

"Questo tema sta entrando sempre di più nella nostra vita, dunque anche il lighting design inevitabilmente deve andare in quella direzione."

Qualità è sinonimo di longevità?

"Sì, un prodotto se è fatto con buoni materiali deve sapere anche durare nel tempo."

Cosa significa per lei design? 

"Design è passione, design è arte, design è emozione. E’ la capacità del designer di creare un connubio tra funzionalità e bellezza estetica. Design è scoprire ogni volta l’anima nascosta che sta dietro ad un oggetto, come una lampada. Pensi che serva solo per illuminare ma in realtà c’è molto altro dietro…"

Ci segnala un giovane designer da tenere d'occhio?

"Non posso non nominare Matteo Ugolini, direttore creativo di Karman e designer della maggior parte dei prodotti, ma soprattutto la persona con cui ho iniziato questo progetto."

E un maestro da non scordare?

"Achille Castiglioni".

In che modo i social network e i blog stanno cambiando il design?

"La comunicazione online non solo sta cambiando il modo di comunicare del design ma anche la nostra vita quotidiana. Ed in questo momento il web costituisce la prima vetrina di tutte le aziende. E come tutte le vetrine va allestita bene. Credo fortemente che questi mezzi, se utilizzati e sfruttati bene, possano portare tanto ad un’azienda e soprattutto danno la possibilità di dialogare con il cliente, di ascoltare il suo feedback, di dare e ricevere informazioni. Questa è la grande novità."

 
Come vede il futuro del design?

"Oggi più di prima il design è entrato nelle nostre case in maniera disarmante. Il pubblico è sempre più affascinato dalla forma delle cose, dalla sua bellezza, dal suo colore, appunto dal DESIGN di un prodotto talvolta anche dimenticandosi della sua funzione…"

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