Salone del Mobile 2016 Milano: intervista a Massimo Moltrasio, la nuova collezione Oscar di Somma

In occasione della Milano Design Week 2016, Designerblog ha incontrato e intervistato Massimo Moltrasio, art director del Gruppo Gabel, per Somma. Leggi l'intervista esclusiva su Designerblog

In occasione della Milano Design Week 2016, Designerblog ha incontrato e intervistato Massimo Moltrasio, art director del Gruppo Gabel, per Somma. La nuova collezione Oscar, ispirata al gusto degli anni Venti e Trenta, all’opulenza discreta e funzionale di quegli anni, ai decori e alle linee delle case d’epoca, reinterpretati con una gamma cromatica di grande effetto è infatti firmata da Massimo Moltrasio. Oscar è una collezione dal fascino senza tempo, che riempie la casa di rasi di cotone, pizzi e velluti, lane preziose e morbide spugne, con uno stile che è ancora oggi all’avanguardia e con l’indiscutibile qualità delle materie prime, tessiture, stampe, confezione e dettagli artigianali interamente Made in Italy, che da sempre caratterizzano le proposte di Somma

Quali sono le novità che presentate per il salone del mobile 2016?

"Al Salone, per Somma, presenteremo Oscar, una collezione di biancheria per la casa dal fascino senza tempo, che fa rivivere uno stile estremamente contemporaneo, tra lusso ed essenzialità, accostando calore e comfort ad un grande rigore formale. La storia che ha portato alla nascita di questa collezione è piuttosto particolare. Mettendo ordine nei locali di una storica tessitura serica comasca, oggi chiusa, di proprietà di mio nonno, ho trovato un vecchio registro rilegato in pelle, che ha rivelato un vero e proprio tesoro: campioni e prove per la realizzazione di tessuti, bellissimi, interamente dipinti a mano. Un campionario meraviglioso, che mi ha fornito infiniti spunti d’ispirazione, spalancando la porta su un mondo di gusto tipico del periodo tra le due guerre e che ha sicuramente influenzato le case borghesi dell’epoca, gli arredi, i decori. Insomma, è una collezione che nasce dal cuore, dall’emozione di una scoperta inaspettata, di un legame impalpabile ma molto forte con la propria storia."

Come si sposano oggi a suo avviso creatività e commercio?

"Conoscendo il mercato cui ci si rivolge e andando spesso a vedere negozi e distributori verificandone esigenze e desiderata. La sola creatività purtroppo spesso non funziona, e questo vale soprattutto nel nostro settore."

Una delle sfide di maggiore attualità per le aziende oggi é quella della compatibilità ecologica. Ritiene che sia un elemento tenuto in sufficiente considerazione? 

"Somma, e più in generale il Gruppo Gabel, hanno sempre dimostrato un’attenzione particolare per l’ambiente. Tutti gli impianti produttivi del gruppo utilizzano esclusivamente energia pulita, proveniente da fonti rinnovabili. Ad esempio, l’unità produttiva di Gorizia sfrutta l’energia fornita dalla centrale idroelettrica di nostra proprietà, sul fiume Isonzo."

Qualità è sinonimo di longevità?

"Sì, soprattutto se si è scelto di restare una manifattura italiana come noi. L’esperienza e il saper fare, insieme all’amore e alla passione per il nostro lavoro, si traducono nella massima qualità, garantita dalla gestione diretta di tutta la filiera produttiva, dal filato alla confezione."

Cosa significa per lei design? 

"Novità, genio e sorpresa. Mi pare però che oggi la parola sia utilizzata spesso a sproposito."

Ci segnala un giovane designer da tenere d'occhio?

"Il nostro ufficio stile, molto giovane e cosmopolita, ed io lavoro solo con loro."

E un maestro da non scordare?

"Per quanto riguarda me e il nostro settore, mio padre, Giuseppe Moltrasio, che fondò il gruppo Gabel nel 1957, di cui Somma 1867 fa parte. L’anno prossimo festeggeremo i 60 anni di Gabel e i 150 anni di Somma. Nell'arredamento e nella progettazione un altro comasco, Ico Parisi. Nell’architettura, Vittorio Gregotti che ha ideato e progettato il nostro headquarter."

Il primo oggetto di design che ha comprato?

"Un tavolo di Ico Parisi, appunto."

Come vede il futuro del design?

"Tante opportunità e tanto da fare."

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