Salone del Mobile 2016 Milano: intervista ad Andrea Margaritelli, direttore marketing di Listone Giordano

Designerblog ha incontrato ed intervistato Andrea Margaritelli, direttore marketing di Listone Giordano, che in occasione della Milano Design Week 2016 presenta nuove sperimentazioni sulle superfici lignee. Leggi l'intervista esclusiva su Designerblog

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Designerblog ha incontrato ed intervistato Andrea Margaritelli, direttore marketing di Listone Giordano, che in occasione della Milano Design Week 2016 presenta nuove sperimentazioni sulle superfici lignee nate dalla collaborazione con Lorenzo Bragato per Inkiostro Bianco Lab.

Quali sono le novità che presentate per il salone del mobile 2016?

"Il Salone del Mobile è ormai per Listone Giordano un appuntamento ricorrente e atteso con il mondo della progettazione. Un'occasione di confronto in cui lanciare degli sguardi in avanti, meno convenzionali, sul tema delle superfici in legno.Quest'anno, in stretta collaborazione con Inchiostro Bianco, presenteremo in anteprima la nuova collezione Undici, che esplora con personalità ed eleganza il tema della decorazione. Un terreno molto stimolante, dove la chiave di successo sta tutto nella ricerca del delicato equilibrio tra due diversi emisferi, che molto ricordano i processi alla base del nostro pensiero creativo: libertà espressiva e ponderato rigore."

Quanto conta oggi l'innovazione tecnologica per la vostra azienda?

"Sempre molto. Il tema dei materiali, finiture, tecnologie costruttive offre continuamente nuovi spazi di ricerca sul versante del miglioramento delle prestazioni del prodotto. Ma sono convinto che il termine innovazione, per un prodotto autenticamente italiano come il nostro, sarà sempre più legato alla cultura della progettazione a tutto tondo, che abbraccia anche i tanti gradi di libertà ancora inesplorati in termini di forme, composizioni, rimandi e significati."

Come si sposano oggi a suo avviso creatività e commercio?

"Nel settore dell'arredamento, specialmente legato ai grandi marchi del design italiano, la fusione tra i due termini è ormai un fatto consolidato, un binomio indissolubile. Il mercato non solo sa riconoscere, ma ricerca e premia le migliori espressioni del talento. Una condizione particolarmente felice. Del resto non è forse il fertile scambio tra committenza e autori ad aver segnato da sempre le più grandi stagioni artistiche? Nel campo delle finiture di interni, e più nello specifico delle superfici in legno, l'incontro è stato solo più recente e ha lanciato nuove sfide all'intera filiera. Dalla produzione alla distribuzione. In questo Listone Giordano, con la collezione Natural Genius, si è trovato ancora una volta ad anticipare i tempi e a tracciare nuovi sentieri."

In che modo i social network e i blog stanno cambiando il design?

"In fondo non credo che stiano cambiando il design. Almeno, non direttamente. Stanno piuttosto scardinando con grande rapidità le più consolidate abitudini della comunicazione, che erano talmente radicate da essere ormai definite regole. La comunicazione modifica grandemente il nostro modo di percepire e vivere, ovvero la nostra visione del mondo. E il design è uno dei linguaggi che in parte la anticipa, in parte la descrive. Come tutte le manifestazioni della creatività umana è materia liquida. Che muta al mutare delle condizioni esterne, acquisendo continuamente forme nuove."

Ci segnala un giovane designer da tenere d'occhio?

"Farò di meglio, ve ne segnalo una coppia: Mischer'Traxler. Due viennesi di talento, che ho avuto l'opportunità di conoscere fin dai loro esordi, e subito amato. Ora da giovanissimi sono diventati giovani... E molto più largamente conosciuti. Ma continuo a seguirli a distanza, perché sono cresciuti senza mai perdere l'originario sguardo poetico. E la capacità di interpretare il design come un'operazione di senso, prima ancora che di forma."

E un maestro da non scordare?

"Mi verrebbe spontaneo rispondere Michele De Lucchi, perché il termine "maestro", spesso abusato, qui calzerebbe a pennello, per più di un motivo. Maestro non è infatti solo chi sa fare, ma chi sa anche allevare una nuova generazione. Ma in realtà Michele è ancora un giovanotto, e poi lavora sempre così tanto, e bene, che sarebbe veramente impossibile scordarlo. Rispondo dunque: Enzo Mari. Indimenticabile pure lui, naturalmente, ma forse ancora più schivo, se non addirittura allergico, ai riflettori. Specie se alimentati da luci evanescenti. Ho avuto l'occasione di intervistarlo (si fa per dire...) ormai qualche anno fa, insieme a Marco Rainò, per il catalogo della mostra Over Design Over. Un ricordo indelebile nella mia memoria e ricchissimo di insegnamenti. Che meritano di essere costantemente innaffiati."

Come vede il futuro del design?

"Non riesco a vederlo. Fortunatamente. E proprio per questo attendo con molta curiosità..."

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