Zanotta libro: 101 storie Zanotta, 60 anni di storia di una delle principali aziende del design

“Design: 101 storie Zanotta” è stato scritto dal critico di design Finessi e disegnato dal graphic designer Sonnoli. Edito da Silvana Editoriale, il breviario dalla copertina di tela rossa compone in 415 pagine un percorso attraverso 60 anni di storia di una delle principali aziende del design di tutti tempi

«Il senso attivo di Aurelio Zanotta nel design è unico. Il suo ruolo è paragonabile a quello di Giorgio Strehler con il Piccolo Teatro: forgiare i designer, anche i più grandi, come autori speciali ognuno con la sua cifra personale valorizzata e armonica. Certo, l’impronta di Aurelio, come quella del sommo regista con i suoi attori, è molto forte nel lavoro creativo di ogni progettista che ha composto negli anni il catalogo Zanotta».

Così Alessandro Mendini, ospite d’onore con Beppe Finessi e Leonardo Sonnoli, alla presentazione del libro “Design: 101 storie Zanotta” scritto dal critico di design Finessi e disegnato dal graphic designer Sonnoli, nell’Agorà della Triennale di Milano, davanti a un pubblico gremito e attento.

Edito da Silvana Editoriale, il “breviario” dalla copertina di tela rossa compone in 415 pagine un percorso attraverso 60 anni di storia di una delle principali aziende del design di tutti tempi. E lo fa, come spiega al convegno Manolo De Giorgi (architetto ed esperto di design): «come un dizionario specialissimo, dove gli oltre 100 designer coinvolti negli anni dal fondatore Zanotta emergono in un collage variegato fatto di tanti pezzi unici. Un saggio sul mobile singolo, un grande omaggio alla varietà immensa di un catalogo dove anche le famiglie di elementi non formano un sistema classico (come nell’accezione tipica di altre imprese del design), bensì tante figure a sé stanti».

«Quello di Zanotta è un catalogo fatto in discontinuità e ricchezza di proposte», fa eco un altro architetto operativo da anni nel mondo del design presente in sala, Marco Romanelli. «Solo un personaggio come Aurelio Zanotta poteva farlo rendendo omaggio non solo ai “pezzi portanti”, ai mobili per eccellenza, ma anche a quei pezzi spesso dimenticati dalla produzione corrente, quei magnifici e utili complementi che compongono il tessuto del panorama domestico».

Nella girandola di esempi snocciolata dall’autore Beppe Finessi, con le immagini del libro a scorrimento in loop sullo schermo dell’Agorà, tra foto storiche e contemporanee dei prodotti, i ritratti e i disegni tratteggiati dalle mani dei progettisti, il pubblico è trascinato in un vortice palpabile di emozioni, ricordi, scoperte. Che si aggiungono alle sorprese lanciate dal racconto grafico di Sonnoli tra storia, innovazione e continuità: l’elenco delle tante “zeta” elaborate dai maestri Mario Scheichenbauer, Michele Provinciali, Max Huber e Marcello Minale per il logotipo Zanotta e le tappe suggestive che formano negli anni l’immagine coordinata dell’azienda, ora affidata al segno grafico di Sonnoli.

«Prima di mettere in ordine 101 pensieri su altrettanti progetti entrati in produzione (nel libro in realtà sono anche di più, considerate le varianti e le analogie, i raccordi semantici), divertendoci nel tratteggiare caratteristiche, specificità e orizzonti di così tanti successi, compresi molti riconosciuti capolavori, proviamo a cogliere l’universo di modalità ricorrenti e di atteggiamenti che tornano nell’agire di Aurelio Zanotta, e poi di Eleonora e Francesca, le figlie oggi a capo dell’azienda: un mondo di parole chiave che costituiscono l’identità di questo catalogo unico al mondo», racconta Finessi.

«Tra le meteore che solcano quest’universo, si narra anche la storia di Zabro e delle edizioni di pezzi nati dall’incontro con la sapienza artigianale dell’industria Zanotta», conclude Mendini. «Una collezione che ha segnato la chiusura della parabola di Alchimia, per aprire nuove espressioni. Fu una notevole palestra di sperimentazione linguistica. Oggi la Zanotta vive sul presente, la ricerca è sui designer contemporanei e sulle tecnologie avanzate. Come è giusto che sia. E ritengo sia un lavoro ben fatto, anche grazie alla rosa di bravi professionisti che circonda il team aziendale».

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