Fondazione Prada mostre 2016: la rassegna cinematografica “Flesh, Mind and Spirit” e le mostre curate da Goshka Macuga e Thomas Demand

Fondazione Prada annuncia il programma delle mostre da gennaio a marzo 2016 che include la rassegna cinematografica “Flesh, Mind and Spirit” ideata da Alejandro González Iñárritu, un nuovo progetto artistico di Goshka Macuga dal titolo “To the Son of Man Who Ate the Scroll” e “L'image volée”, una mostra a cura di Thomas Demand. Tutte le informazioni sono su Designerblog

Fondazione Prada annuncia il programma della sede di Milano da gennaio a marzo 2016 che include la rassegna cinematografica “Flesh, Mind and Spirit” (13 gennaio -1 febbraio 2016) ideata da Alejandro González Iñárritu, un nuovo progetto artistico di Goshka Macuga dal titolo “To the Son of Man Who Ate the Scroll” (4 febbraio -19 giugno 2016) e “L'image volée” (17 marzo - 28 agosto 2016), una mostra a cura di Thomas Demand.

“Flesh, Mind and Spirit” è una selezione di 15 film realizzata dal regista, vincitore di tre premi Oscar, Alejandro González Iñárritu in collaborazione con Elvis Mitchell, critico cinematografico e curatore del Los Angeles Museum of Art Film. Le proiezioni gratuite, su prenotazione, si terranno al Cinema della Fondazione dal 13 gennaio al 1 febbraio 2016, tutti i giorni, tranne il martedì. Proposta per la prima volta nel 2009 al Prada Transformer realizzato da OMA a Seoul, la rassegna rappresenta un’occasione unica per rivivere le pulsioni, le suggestioni e le passioni che hanno animato il regista nella scoperta e nella visione di queste pellicole.

Come spiega Iñárritu, “nonostante la natura estremamente eclettica di questa selezione, si può trovare un elemento in comune: le esperienze ricche di emozioni che i diversi film riescono a suscitare. Tutti hanno provocato in me appetiti che non avrei mai immaginato di avere”.

I lungometraggi sono divisi in tre categorie contraddistinte da altrettante parole chiave: “Flesh” che include I pugni in tasca (1965), Aguirre, furore di Dio (1972), Seasons of the Year (1975), Killer of Sheep (1977), Padre Padrone (1977), Yol (1982) e The Good, the Bad, the Weird (2008); “Mind” che comprende L'anno scorso a Marienbad (1961), I am Cuba (1964), La Ciénaga (2001) e You, the Living (2007), e “Spirit” che riunisce i film Ordet (1955), Mother and Son (1997) e Silent Light (2007). La proiezione speciale, con accompagnamento musicale dal vivo, del film di Pál Fejös Lonesome (1928) inaugurerà la rassegna il 13 gennaio 2016.

La mostra “To the Son of Man Who Ate the Scroll” sarà presentata dal 4 febbraio al 19 giugno 2016 negli spazi del Podium e della Cisterna. Il progetto è ideato e curato da Goshka Macuga (Varsavia, Polonia) che nella sua ricerca artistica ricopre i ruoli normalmente distinti dell’autore, curatore, collezionista, ricercatore e ideatore di mostre. L’artista opera nel punto d’incontro tra discipline diverse come scultura, installazione, fotografia, architettura e design. “To the Son of Man Who Ate the Scroll”, concepita dall’artista per gli spazi della Fondazione, segna il culmine di una sua lunga e approfondita ricerca finalizzata a formulare una metodologia di categorizzazione di materiali e informazioni attorno a questioni fondamentali come il tempo, l'origine, la fine, il collasso e la rinascita. Nella mostra Goshka Macuga esplora l’arte della retorica e la memoria artificiale come strumenti coordinati, in grado di organizzare e far progredire la conoscenza. Storicamente l’Ars memorativa (l’arte della memoria) getta le basi della memoria artificiale estendendo e sviluppando quella naturale attraverso visualizzazioni complesse che aiutano a ricordare specifiche informazioni.

“L'image volée”, una mostra collettiva curata dall’artista Thomas Demand, sarà presentata nei due livelli della galleria Nord dal 17 marzo al 28 agosto 2016. La mostra si sviluppa intorno all’idea secondo la quale tutto si basa su ciò che è stato fatto in passato e indaga le modalità con le quali gli artisti hanno sempre creato la propria opera a partire da un’iconografia esistente. Esplorando i limiti tra originalità, invenzioni concettuali e diffusione di copie, il progetto si concentra sul furto, la nozione di autore, l’appropriazione e il potenziale creativo di queste ricerche. Ospitata in un ambiente allestitivo progettato dallo scultore Manfred Pernice, la mostra presenterà più di 80 lavori dal 1820 ad oggi realizzati da 45 artisti, che includono le commissioni speciali di John Baldessari, Oliver Laric e Sarah Cwynar, tra gli altri. Il progetto sarà accompagnato da una pubblicazione illustrata con saggi di Russell Ferguson, Christy Lange, racconti di Ian McEwan e Ali Smith e interventi di Rainer Erlinger e Don McLean, pubblicata dalla Fondazione Prada.

Da fine novembre 2015 al 10 gennaio 2016 nella Cisterna è presentata la terza selezione di “Trittico”, una strategia espositiva dinamica, concepita dal Thought Council della Fondazione Prada (Shumon Basar, Cédric Libert, Elvira Dyangani Ose e Dieter Roelstraete), che presenta a rotazione tre lavori della Collezione. In un’indagine sulla rappresentazione del mondo animale, sono esposti Did you know I am single too (2014) di Paola Pivi e Turisti (1997) di Maurizio Cattelan, accanto all’installazione Lost Love (2000) di Damien Hirst.

Sarà prolungata fino al 1 maggio 2016 la mostra “An Introduction”, attualmente in corso negli spazi della galleria Sud e del Deposito, un percorso espositivo con opere della Collezione Prada che si conclude con l’installazione di John Baldessari The Giacometti Variations (2010).

credit image by Fondazione Prada, artist Goshka Macuga and John Baldessari

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