Basilica di San Francesco d'Assisi: la nuova illuminazione, tutte le foto

Dopo il progetto realizzato alla Cappella Sistina, Osram, si lancia in una nuova sfida nella Basilica di San Francesco d'Assisi: un grande intervento di ristrutturazione che ha permesso di installare un nuovo impianto LED ad alto risparmio ed efficienza energetica. Scopri tutto quello che c'è da sapere sul progetto realizzato con FABERtechnica e sulla Basilica, qui su Designerblog.

Dopo il progetto realizzato alla Cappella Sistina, Osram, si lancia in una nuova sfida nella Basilica di San Francesco d'Assisi: un grande intervento di ristrutturazione che ha permesso di installare un nuovo impianto LED ad alto risparmio ed efficienza energetica. Un progetto dove confluiscono diversi fattori: la valorizzazione del patrimonio artistico, il comfort visivo, l’ottimizzazione dei processi di manutenzione, la flessibilità del sistema, e non da ultimo, un alto risparmio energetico che garantisce anche il rispetto per l’ambiente.

Per capire la difficoltà e l'importanza di questo progetto, non ci resta che incominciare a parlare della Basilica stessa. La prima pietra fu poggiata nel 1228, due anni dopo la morte del santo, dal Papa Gregorio IX, 30 anni dopo nel 1252, con la consacrazione dell'altare papale della Basilica Superiore, l'opera di costruzione fu terminata. Oggi la Basilica contiene 10 mila metri quadri di affresco, di cui quasi l'80% è opera di Giotto, Cimabue, Simone Martini e Lorenzetti, rendendola il massimo monumento della storia dell'arte medievale moderna.

E l'elemento che lega tutti questi meravigliosi affreschi è uno solo, la luce. Quella esterna, naturale o artificiale, ma anche quella intrinseca allo stesso affresco. Perché la pittura nasce con la luce. Gli artisti, infatti, tenevano molto conto del corpo luminoso, in quando dipingevano proprio in base alla direzione da cui arrivava la fonte di luce, in modo da dare un chiaro scuro corretto alle figure. La fonte di luce, però poteva essere sia naturale, ovvero quella che filtrava da finestre e rosoni, oppure era artificiale, con le lampade ad olio, le stesse sotto cui dipingevano Cimabue, Giotto e gli altri artisti nella Basilica Inferiore, dove non ci sono finestre. La luce era tenuta così da conto che per sfruttarla al meglio, si creavano degli accorgimenti da "atmosfera". Infatti, nella Basilica Inferiore, se alzate la testa verso le volte, vedrete i soffitti dipinti di un cielo notturno con stelle che sembrano brillare per davvero. Questo perché al centro veniva collocato un vero e proprio specchio convesso in modo che rifrangesse la luce dei corpi centrali ad olio, luccicando come una vera stella.

Dopo le lampade ad olio, con l'elettricità arrivarono le lampade a incandescenza, che per il calore troppo elevato recavano danno agli affreschi, per poi passare alle luci alogene. Oggi è subentrata l'ultima tecnologia in fatto di illuminazione, il LED, che rivoluziona la fruizione di un monumento importante e complesso come la Basilica di San Francesco, oltre a aiutare la conservazione degli affreschi, grazie all'abbattimento dei raggi UV e degli infrarossi, deleteri per la pittura.

Il compito del nuovo impianto, dunque, è stato quello di adattarsi agli spazi creando effetti diversi per le diverse zone della basilica e i differenti tipi di fruizione. Nella cripta, ad esempio, dove si trova la tomba del santo, la luce ha un effetto morbido, che non abbaglia, e al contrario permette di vedere al meglio le forme e l'architettura senza compromettere la misticità del luogo. La nuova tecnologia, anzi ha fatto in modo che si abbassassero i costi e la manutenzione.

Il progetto, realizzato grazie ai prodotti Osram, è stato affidato a FABERtechnica, al team guidato da Marco Frascarolo, in collaborazione con Ilaria Bandini, Andrea Benedetto, Salvo Bucchieri, Stella Cardella, Roberta D’Onofrio, Sara Forlani, Elisa Forlini, Momoko Nakahara, Assunta Tosches e con la supervisione tecnica artistica del capo restauratore della Basilica di san Francesco d'Assisi, professore Sergio Fusetti.

Sono stati loro a fare in modo che la grande flessibilità del LED, fosse sfruttata al meglio nei vari spazi della Basilica. Infatti, le comuni sorgenti irradiano la luce in un angolo solido di quasi 360°, mentre i LED producono da subito una luce orientata, in un angolo inferiore ai 180° e consentono così di evitare le perdite di efficienza dovute alla dispersione della luce. Inoltre, grazie anche alle dimensioni ridotte dei LED è più semplice focalizzare il fascio luminoso per mezzo di riflettori e lenti.

I lampadari hanno mantenuto la morfologia e la posizione di quelli precedenti, ma a questi sono stati aggiunti ulteriori sistemi a bassa potenza, introdotti con lo scopo di sottolineare alcune volumetrie e dettagli architettonici: per fare questo sono stati sfruttati i piani orizzontali del ballatoio per l’installazione di barre LED non visibili ai visitatori.

La soluzione è stata studiata grazie all’applicazione di due impianti indipendenti, orientati in modo differente: l’illuminazione verso il basso, utilizzando lampadari ubicati nella stessa posizione di quelli precedenti e l’illuminazione verso l’alto dedicata, invece, alle superfici al di sopra del cornicione. Il primo tipo di illuminazione garantisce la luce nelle aree occupate dal pubblico e sulla parte inferiore delle pareti della Basilica. In questo caso la luce è garantita da apparecchi orientabili a fascio medio di 28°, installati in corrispondenza della chiave delle volte a crociera. I lampadari hanno una forma decagonale, tranne quelli per il transetto che hanno forma eptagonale: ogni apparecchio è cablato con tre diverse linee di alimentazione che consentono diverse combinazioni di accensioni corrispondenti ai diversi scenari di illuminazione. Il secondo tipo di illuminazione, invece, ha l’obiettivo di illuminare la parte superiore della Basilica, grazie all’installazione di barre LED con ottica di 40°. L’estrema flessibilità e il limitato spazio che occupano questo tipo di apparecchiature consentono la loro installazione sul ballatoio in una posizione arretrata in modo che sia invisibile agli occhi del visitatore.

I prodotti Osram utilizzati nel progetto sono stati: Nanoliner Allegro AC XB36 120V 3000K 40, una soluzione di illuminazione lineare ultrasottile ad alta efficienza energetica. Alimentato direttamente con tensione di linea AC, Nano Liner Allegro AC XB è ideale per molti tipi di applicazioni in ambito architettonico. Grazie al sistema di cablaggio Plug’n’Play, Nano Liner Allegro AC XB è di facile e veloce installazione ed è adatto anche agli spazi più ristretti; e LUNIS SL-T LED 4200-930-24deg, una nuova e flessibile soluzione LED che permette di configurare l’illuminazione ideale sia negli spazi piccoli che nei grandi musei. Dotato di un design minimale, garantisce inoltre un’estrema versatilità grazie alle diverse aperture del fascio, che consentono di indirizzare la luce esattamente dove serve e di creare ambientazioni scenografiche.

Ma non solo, per ottimizzare il progetto sono stati anche realizzati progetti ad hoc. ILM-lighting, infatti, ha dato un contributo fondamentale alla realizzazione dell’intero progetto grazie all’impegno del CEO Federico Ognibene nell’ingegnerizzazione dei sistemi di aggancio dei proiettori OSRAM, che a seguito di sperimentazione e ottimizzazione sono stati inseriti all’interno dei lampadari previsti dal progetto.

Photo Credits: Camilla Di Iorgi

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