The Back Room, al London Design Festival la collezione Batch di Studio Toogood

The Back Room, le proposte di Faye Toogood al London Design Festival

Una porta sul retro per Faye Toogood. Dopo Tom Dixon, che peraltro le fu mentore, torniamo a parlare di un'altra protagonista dell'ultima edizione del London Design Festival, chiusosi proprio ieri dopo aver catalizzato per dieci giorni un'attenzione crescente da parte della design community.

Per la decima edizione di questa fiera evento, la designer che fu appassionata d'arte e celebre stylist ci offre un'altra delle sue delicate scenografie. A ispirarne il concept, l'apologia di un'era post-industriale in cui ogni individualità ritorna protagonista con le proprie capacità e ispirazioni, fino ad offrirci oggetti inediti ma sempre espressivi. Per un ritrovato Homo Faber, come direbbe Richard Sennet.

The Back Room, le proposte di Faye Toogood al London Design Festival
The Back Room, le proposte di Faye Toogood al London Design Festival
The Back Room, le proposte di Faye Toogood al London Design Festival

Per questo, in uno spazio solo all'apparenza modesto troviamo la collezione di arredi Batch di Studio Toogood -lo studio da cui Faye opera- immersa in un allestimento semplice quanto sofisticato e low-tech. Bastano dei sassi, in contrasto nero su bianco, o delle scritte dipinte, per creare uno scenario mai lontano da atmosfere nordiche di grande rarefazione. Una menzione anche per le nostrane Arabeschi di Latte, da sempre spalla con un food styling in costante dialogo con l'ambiente circostante.

The Back Room, le proposte di Faye Toogood al London Design Festival
The Back Room, le proposte di Faye Toogood al London Design Festival
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