Ecoadvertising - Pronti per il Global Warming? Diesel crede di sì


Ecco una di quelle campagne che, diversi mesi dopo la loro comparsa, dividono ancora le persone. In questo caso, a firmarla sono i tipi di Marcel Paris per conto di Diesel (chevvelodicoaffà?!?).

L'idea della campagna è semplice e pulita: come sarà il mondo dopo che il Global Warming lo avrà cambiato? Il punto interessante, caso mai, è il taglio provocatorio con cui Diesel sceglie di affrontare il tema.

Un taglio che si palesa subito con un primo colpo d'occhio alle foto. Con un livello di esecuzione eccellente, Diesel ci presenta notissimi luoghi del pianeta completamente stravolti da un clima irrimediabilmente impazzito. La Grande Muraglia sepolta dalle dune, i grattacieli semi-sommersi e così via. L'impatto è inizialmente straniante. I personaggi che popolano questi nuovi scenari stralunati, però, lo rendono invece piuttosto provocatorio. Prendono il sole, si cospargono di crema, si dedicano a frivolezze di vario genere con preoccupante superiorità. La headline asseconda questa direzione e ha l'effetto di una mazzata: Global Warming Ready.

Non c'è dubbio, l'esecuzione è ottima. Per una volta, però, mi concedo un piccolo sconfinamento nei territori del mio collega Pentolaccia di Ecoblog. E riflettendo su una presunta utilità ecologica della campagna, non riesco a trovare una via d'uscita. Forse già il fatto di ricordare una volta in più alle persone che il Global Warming potrebbe portare disastri inimmaginabili ha un suo perchè. Anche la provocazione, certo, può invitare alla riflessione. Ma in questo caso, io vedo piuttosto il contrario. Vedo una marca che cavalca un tema di stretta attualità per comunicare quello che le pare. E' quel ready, lo confesso, che mi angoscia un po'.

Voi che ne pensate?

Per un maggior approfondimento sulla comunicazione della campagna
visitate il post parallelo su Ecoblog.

Guarda i post della rubrica già pubblicati.



Gli altri soggetti della campagna.







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