Expo Milano 2015: La Dieta mediterranea in mostra al Museo Poldi Pezzoli, le foto

Durante Expo Milano 2015, al Museo Poldi Pezzoli di Milano, si trova una mostra dedicata alla Dieta Mediterranea, dichiarata patrimonio Unesco, con piatti, bicchieri, oggetti e strumenti che decorano un’immaginaria tavola imbandita all’insegna della convivialità. Le foto della mostra e del making-of, sono qui su Designerblog.

Durante Expo Milano 2015, al Museo Poldi Pezzoli di Milano, si trova una mostra dedicata alla Dieta Mediterranea, dichiarata patrimonio Unesco, con piatti, bicchieri, oggetti e strumenti che decorano un’immaginaria tavola imbandita all’insegna della convivialità.

La Dieta Mediterranea. Oggetti in evoluzione, curata da Ugo La Pietra, sarà al Poldi Pezzoli fino al 15 giugno con le opere progettate dagli studenti internazionali della Creative Academy, scuola di design fondata a Milano dal Gruppo Richemont nel 2003, e realizzati da artigiani a cavallo fra design, tradizione e nuove tecnologie.

Allestita presso la Sala del Collezionista, la mostra si presenta sui tavoli “Leonardo” di Marco Ferreri offerti per l'occasione da Morelato e apparecchiati con venti coperti: come il numero degli studenti ammessi al Master of Arts in Design and Applied Arts della Creative Academy, e come le Regioni d’Italia. Ogni piatto, a cui corrisponde un bicchiere realizzato e decorato a mano, infatti, è dedicato a una regione, ed è stato decorato a mano dallo studente che ne ha anche dovuto ricercare gli elementi stilistici e decorativi.

Sono stati i giovani designer della Creative Academy, dunque, sotto la guida di Ugo La Pietra, a riflettere sui temi, sugli strumenti, sulle suggestioni e sugli elementi che caratterizzano questo patrimonio immateriale, che, come ricorda l’UNESCO, “si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all’agricoltura nelle comunità del Mediterraneo”.

L'intero progetto, sostenuto e seguito dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, si è articolato in diversi punti. Prima, i giovani designer hanno ricercato gli elementi iconografici più salienti delle diverse Regioni d’Italia, per trasformarli in elementi decorativi, e solamente in seguito, ognuno di essi ha progettato una serie di elementi necessari alla presentazione, al servizio e alla condivisione del cibo.

Organizzati da Ugo La Pietra in cluster ben precisi, seguendo le indicazioni dell’UNESCO (“olio di oliva, cereali, frutta fresca o secca, verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, sempre in rispetto delle tradizioni di ogni comunità”), gli alimenti / elementi sono stati il punto di partenza per progettare piatti, bottiglie, vassoi, contenitori, ciotole, caraffe.

Infine, grazie al dialogo con gli artigiani selezionati per il progetto, le migliori creazioni sono state realizzate, trasformandosi così in un’interpretazione contemporanea e fresca di oggetti, prodotti o elementi tradizionali.

Oltre ai piatti, però, sulle tavole si trovano anche 30oggetti realizzati dai designer di Creative Academy: contenitori per le spezie, caraffe per l’olio, l’acqua o il vino, bicchieri,vassoi, piatti di portata, ciotole, contenitori per le uova o per le verdure, ciotole per la frutta, centrotavola, candelabri. Insomma, tutti elementi che coinvolgono i sensi, e che rendono la tavola non solo un luogo di consumo del cibo, ma anche e soprattutto un centro insostituibile di convivialità e di dialogo.

Gli oggetti progettati dai designer di Creative Academy sono stati poi realizzati da alcuni artigiani, selezionati da Ugo La Pietra e coinvolti come partner del progetto. I manufatti ceramici sono infatti realizzati dal laboratorio Puzzo di Milano: da sempre partner di alcuni tra i più importanti designer al mondo, perfettamente in grado di interpretare la cultura del progetto contemporaneo, Puzzo ha realizzato i 20 piatti dedicati alle Regioni e ha creato alcuni dei progetti selezionati. Il vicentino Massimo Lunardon, maestro riconosciuto del vetro soffiato a bocca, invece, è l’autore dei venti bicchieri e dei numerosi articoli progettati per essere realizzati in vetro. E infine, le nuove tecnologie si sono alleate al mestiere d’arte grazie alla collaborazione con il fab lab milanese Opendot, che ha messo le proprie risorse progettuali e produttive a disposizione degli studenti.

La tavola si porrà idealmente al centro di un fitto e silenzioso dialogo con le foto del making-of, con i progetti, gli studi e gli esperimenti degli studenti, grazie a una serie di pannelli studiati da Emanuele Zamponi. Inoltre, il video realizzato da Lucio La Pietra, presenterà l’evoluzione e lo sviluppo di tutte le fasi del progetto.

Photo Credits: Emanuele Zamponi

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