Daft Punk art, musica in senso lato


In questi ultimi mesi mi sono invaghito dei Daft Punk, a mio avviso, uno dei migliori esempi di come la musica si sia trasformata in una multidimensionalità mai avuta prima, in cui la direzione artistica diventa essenziale. La loro produzione musicale, infatti, è ormai diventata solo uno dei veicoli con il quale arrivare alla cervello della gente e solo uno degli elementi di comunicazione nel loro linguaggio.
Tralasciando le collaborazioni con nomi del calibro di Spike Jonze o Leiji Matsumoto (addirittura un anime film con personaggi ad hoc per l'album discovery) e le innumerevoli produzioni di gadget a tema (persino pupazzi distribuiti Kid Robot!), l’ultima campagna, è quella relativa a “human after all”, in cui i membri si sono definitivamente spersonalizzati per riformarsi in 2 robot.
Il gusto dei loro video è univoco e riconoscibile fin dai primi secondi introduttivi: duro, ripetitivo al limite del censurabile. L’amalgama musica-video-graphic è potentissimo e claustrofobico.
Il regista che li segue ora è Tony Gardner che li ha affiancati anche nell’ultima produzione video “electroma”.
Questi 3 link a loro ultimi video: prime time of your life, technologic, robot rock.

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