Intimacy 2.0 sono gli abiti interattivi di Studio Roosegaarde

Se gli abiti sono sempre più l'espressione del nostro modo di sentire (e di essere) - devono essersi detti quelli dello Studio Roosegaarde - perché non renderli davvero interattivi sfruttando nuovi materiali? Nasce così "Intimacy 2.0", un progetto di moda che esplora il rapporto tra intimità e tecnologia. Capi high-tech (disponibili due versioni, al momento: 'Intimacy White' e 'Intimacy Black') realizzati in collaborazione con Maartje Dijkstra e Anouk Wipprecht e assemblati con e-foils 'intelligenti' che rilevano tramite sensori, le variazioni di calore.

L'idea di fondo è che l'incontro con persone che possano accelerare il nostro battito cardiaco (e quindi aumentare la temperatura corporea) ci svela, rendendoci 'nudi' davanti all'interlocutore. Così come la trasparenza degli abiti "Inimacy" diminuisce progressivamente registrando anche cambiamenti superficiali a livello di epidermide. Il suggestivo video a inizio post, dimostra l'effetto (con qualche momento NSFW).

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