André Thijssen, il fotografo dalla visione periferica

Andre Thijssen, Melbourne April 9 2010 from andre thijssen on Vimeo.

A volte c'è così tanta bellezza nel mondo, che non riesco ad accettarla... Il mio cuore sta per franare.

Ve la ricordate questa frase? È di American Beauty, del 1999, di Sam Mendes. La dice un ragazzo che si lascia sorprendere da quello che apparentemente non è nulla, solo una busta che vola al vento, eppure è in quel movimento che vi vede la poesia, la bellezza.

Qualcosa di molto simile lo fa André Thijssen, fotografo, che ha capito che se è vero che nella fotografia c'è un momento decisivo, così come diceva Cartier-Bresson, è altrettanto vero che c'è il suo momento opposto, ovvero quello casuale, che sorprende e lascia nell'estasi della contemplazione, per osservare o catturare quella perfezione naturale o creata dall'uomo.

Quella di André è una visione periferica, proprio come l'occhio è "impostato" a eseguire con maggiore disattenzione al particolare ma più immediata recettività (questi e altri meccanismi sono spiegati qui), o anche un po' come Wittgenstein dice della visione perspicua, quella capace di cogliere una cosa in relazione a un contesto più ampio, che di certo non riguarda solo la mera visione oculare.

Sono riflessioni interessanti, che lasciano con una voglia di vedere le cose in maniera diversa, e quindi di indagarle, di capirne le funzioni, e di poterne progettare altre con maggiore attenzione. Dei bellissimi spunti visivi di queste riflessioni li possiamo osservare tanto nei filmati di André, quanto nelle sue foto.

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