Salone: Matali Crasset, i pozzi di cera e la mente creativa dei designer

Lo spazio dell\'Università di Ginevra al Salone del Mobile

L'esperienza, fino a questo momento, più bella tra le preview del Salone? Naturalmente è arrivata per serendipity. Passeggiando ieri sera tra le vie di Tortona, per il momento meno battute del solito, siamo incappati per caso nello spazio del Master Haute Ecole d'Art et Design dell'Università di Ginevra.

All'interno, una Matali Crasset in splendida forma che spiegava ad un bambino il funzionamento della sua fantasiosissima "macchina da cera", risultato di un workshop condotto dalla designer con un gruppo di studenti.

Il funzionamento? Imprevedibile ma non per questo meno esaltante: in un ambiente a dominante rossa, i visitatori sono invitati a staccare dal soffitto alcune forme esoscheletriche bianche e a calarle in un pozzo di cera rossa che si apre sul pavimento inclinato.

La cera rossa si consolida al supporto, e una volta diventata fredda può essere nuovamente appesa al soffitto, che cambia morfologia e dominante cromatica: un bel modo di ripensare il volto dello spazio e la maniera di fruirlo, ma anche una metafora della mente e della creatività del designer, in continua ebollizione e perenne cambiamento.

Lo spazio dell'Università di Ginevra al Salone del Mobile

Lo spazio dell\'Università di Ginevra al Salone del Mobile
Lo spazio dell\'Università di Ginevra al Salone del Mobile
Lo spazio dell\'Università di Ginevra al Salone del Mobile
Lo spazio dell\'Università di Ginevra al Salone del Mobile

  • shares
  • Mail