Il Salone 2011? Sopravvivere è una questione di spirito

sopravvivere al salone del mobile

I suggerimenti per sopravvivere al Salone -domani l'apertura ufficiale- si sprecano come d'abitudine anche quest'anno: fatevi un giro in rete e constatate voi stessi quanti e quali siano i consigli dispensati dagli habitués ai pivellini. Tra cui, più gettonati, quelli che offrono aiuto e sostegno ad un fisico messo a dura prova, e che può così beneficiare di massicce dosi di vitamine, melatonina, caffeina, insieme a un paio di scarpe veramente comode.

Perché, è indubbio, se vissuto intensamente il Salone riesce facilmente a mandarci al tappeto. Ma il nocciolo della questione va oltre il piano della resistenza fisica, facilmente prevedibile. E abbraccia piuttosto un livello emotivo e immateriale: come soddisfare la nostra curiosità impazzita di fronte alle mille proposte in agenda? Se da una parte l'offerta diventa spropositata (vedi con l'allargamento ad est -che in sé è una buona notizia- di Ventura Lambrate), il tempo a disposizione rimane sempre quello. Condannandoci ad un senso di frustrazione che rischia di rovinarci la festa.

Il vero consiglio, allora qual è? Prepararsi, certo, un percorso personalizzato dei luoghi che proprio non vogliamo mancare (magari con l'aiuto delle nostre segnalazioni su Designerblog). Quindi, imparare a rassegnarsi, perché sicuramente proprio tutto non riusciremo a vedere, e qualche fregatura sarà inevitabile. Ma poi, soprattutto, improvvisare e lasciarsi andare: perchè il piccolo gioiellino che stiamo cercando lo troveremo probabilmente per caso, in un'esperienza di serendipity casuale e spontanea. Personale, impossibile da insegnare. E che forse è proprio il bello della grande settimana del design di Milano.

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