Traslocare a Las Vegas: Droog Design o dei nuovi orizzonti del design globale

droog los angeles

Inaspettato cambio di indirizzo per Droog Design. Due anni fa, il marchio olandese era approdato a New York inaugurando il suo primo showroom americano, in una discussa operazione commerciale che portò all'allontanamento di Gijs Bakker dalla direzione del marchio, ora guidato esclusivamente da Renny Ramakers.

Oggi, la galleria di Greene str. chiude repentinamente i battenti per riaprire in una nuova e un po' imprevedibile location: Las Vegas. A partire da domani, infatti, il riferimento americano di Droog sarà The Cosmopolitan Hotel su The Strip, principale e animatissimo corso cittadino, nonchè vero e proprio epicentro della vita notturna nella città nel deserto. Un dato che può lasciare un po' sconcertati, visto che si fa un po' fatica ad associare il design concettuale di Droog con il kitsch con cui siamo soliti pensare a Las Vegas, località fino ad oggi lontana dalle rotte del design negli Stati Uniti, tutte dislocate tra la Grande Mela, Miami e San Francisco.

Ma evidentemente i tempi sono maturi perchè le curve della domanda e dell'offerta prendano vita in una nuova geografia, che si va delineando seguendo la sollecitazioni e le avances commerciali e finanziarie di nuovi soggetti forti. Apprendiamo infatti che la nuova apertura sia stata determinata da una proposta lusinghiera, arrivata da The Cosmopolitan in un momento non roseo per le gallerie di design newyorkesi. Oltre a Droog, sembra infatti che sia stato niente meno che Moss, indirizzo per eccellenza tra le gallerie limited edition e vero apripista per le nuove tendenze, a soffrire della recessione: la galleria di Soho, che doveva chiuere i battenti in ottobre, è riuscita a salvarsi solo in extremis, festeggiando peraltro il suo 15 anniversario a Design Miami.

Il dato, ci sembra, è interessante per due motivi. In primo luogo, perchè il mondo delle gallerie ufficiali sembra ancora in sofferenza, evidentemente più di quanto iniziative ed inaugurazioni dal tocco glamour non raccontino. In seconda battuta, perché le possibilità di riscatto e rilancio arrivano da luoghi altri, spesso lontani dalla tradizione del progetto ma evidentemente pronti, più di quanto non pensiamo, a recepire nuove istanze e nuove proposte. Ci dobbiamo così preparare ad una nuova geopolitica del design, tutta incentrata sull'intercettazione di una nuova domanda, finora (nella nostra testa?) prevenuta? Si aprono le scommesse. Ma nel frattempo, prepariamoci a partire lungo le nuove rotte del design per lidi inaspettati e imprevedibili.

Via | Design.nl

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