L’unione fa la forza. Game of Trust è l’attaccapanni progettato dal giovane designer greco Yiannis Ghikas, già vincitore del Red Dot Award 2009 con Monarchy.
Tre bastoni con estremità ad Y si incastrano reciprocamente garantendo stabilità e offrendo una buona capacità per giacche e cappotti. Ancora in fase di prototipo, Game of Trust prevede per il momento diverse opzioni cromatiche, inclusa la versione minimal in legno naturale.
Via | Lushlee
Continua a leggere: Game of Trust, l'attaccapanni di Yiannis Ghikas
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Oggi vi proponiamo un’intervista che abbiamo rivolto al giovane designer Luca Ferigo, un vero e proprio vulcano di idee che milita in vari settori del design e collabora con aziende interessanti come Domodinamica e Modular.
Ecco cosa ci ha raccontato:
1) Parlaci di te: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.
Luca Ferigo: Il progetto e la voglia di creare qualcosa che prima non c’era, l’ho avuta fin da bambino, quando imitavo mio padre nel suo studio mentre progettava, o in laboratorio a realizzare le proprie idee.
Mi sono laureato nel 2003 in Disegno Industriale presso lo IUAV e subito ho iniziato a lavorare per lo studio Wagner&Associati, confrontandomi con il mondo degli allestimenti, in particolare con quelli fieristici, per eventi di moda e sport come Pitti Immagine, Bread&Butter e ISPO.
In contemporanea, ho collaborato con l’università sia come assistente alla didattica per i workshop, sia come coordinatore per le mostre dell’istituto dal 2004 al 2006, oltre ad aver curato gli allestimenti per Fornasarig al Salone del Mobile.
Poi, forse un po’ “ubriacato” da tanti allestimenti, ho cercato di deviare il percorso verso il panorama del prodotto industriale. La selezione per il primo master del Gruppo Frau, il progetto I-Nova, e il conseguente stage presso il Centro Ricerca e Sviluppo di Cassina, hanno contribuito molto nel definire la mia concezione di design.
Dopo l’esperienza milanese, sono arrivati i primi contatti con lo studio Corde, le prime idee, i primi progetti di quello che poi è stato chiamato Mole. Un periodo molto intenso con loro, anche se breve, che ha dato a tutti molte soddisfazioni.
Dalla fine del 2007 mi sono trasferito a Bologna per collaborare in modo intensivo con Domodinamica e Modular. Qui mi occupo della grafica, dello sviluppo prodotto e degli allestimenti, sia aziendali che esterni.
Parallelamente al mondo del design, mi occupo anche dell’organizzazione e della promozione di eventi di musica elettronica in Veneto ed Emilia.
Obiettivi futuri? Sono nel pieno dell’ennesimo trasloco, del futuro ne possiamo riparlare fra un paio di settimane?
Per adesso continuo la collaborazione con le aziende bolognesi, spostandomi però a Padova per concentrarmi meglio su Mole e su altre collaborazioni sempre in zona, ma per ora non mi sbilancio, non si sa mai!
2) Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?
Luca Ferigo: I maestri come Castiglioni, Magistretti, Bellini, De Lucchi e Scarpa sono sempre dei riferimenti da considerare per il loro approccio progettuale, per la cura del particolare, per l’intuito e la loro armonia e purezza nel disegno.
Santachiara è il designer-inventore che non pone limiti alla fantasia e alla concretezza, e anche quando “gioca” con le tecnologie è comunque ironico ed emozionale.
Ulian è un altro designer-inventore, ma con un linguaggio molto diverso che stupisce, provoca, coccola, critica e risolve. E tutto questo con semplicità estrema, stupefacente.
Le ragazze sanno quello che fanno? La promessa che hanno stretto con il pubblico del loro Trust Me Magazine, un progetto esordito sei mesi fa in rete, è chiara e vincolante: pubblicare sulla piattaforma del blog ogni contributo, visivo (foto, illustrazioni, grafica) o testuale (racconti, copy etc.), ricevuto dalla propria community di lettori.
Le cose, però, cambiano nel passaggio su carta: le due curatrici, Susanna Luna Bellandi e Gloria Giangrande, selezionano dalla rete i contributi più efficaci per dare vita ad un inedito visual magazine monografico. Al primo numero, un’indagine sul tema del mattino disponibile anche online dallo scorso dicembre, ne seguirà presto un secondo, legato al tema del “2″ o, se preferite, del “doppio”.
Lo stile, che non nasconde ad un occhio più attento chiari riferimenti ad alcuni recenti format di successo - da Vice a The Sartorialist a Rojo -, sembra già sufficientemente personale ed iconico per far presto parlare di sé. Attenzione! La deadline per l’invio di contenuti per il prossimo numero è fissata al 16 febbraio!
Via | Frizzifrizzi
Alcune immagini dal I numero di TrustMeMag



Continua a leggere: Trust Me Mag, il visual magazine che dà voce alla community dei propri lettori

Smogmilano è uno studio eclettico nato dalla commistione di persone che provengono da diversi ambiti, ma sono riuscite a trovare un modo comune per comunicare e innovare, divertendosi!
Ecco quello che ci hanno raccontato:
1)Parlateci di voi: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.
Smogmilano: Siamo un gruppo eterogeneo, un fashion designer, un product designer, un interior designer e una accessories designer.
Tutti portano, attraverso il loro percorso lavorativo, le proprie esperienze allo studio. Obiettivi futuri? Quello di far crescere lo studio, definire meglio gli aspetti della commercializzazione, e sempre più, cercare di collaborare il più possibile con altri artisti e designer con i quali costantemente ci confrontiamo. Crediamo in Smog, come in un contenitore con una sua identità, ma anche aperto a diverse esperienze e influenze.
2) Quali sono i vostri punti di riferimento nel mondo del design?
Smogmilano: Nessun riferimento preciso…è chiaro che certe tendenze in corso influenzano il nostro lavoro, ma cerchiamo di attingere il più possibile da mondi che non appartengono nello specifico al design.
Crediamo molto nella trasversalità dell’approccio quando siamo in fase progettuale e questo ci porta a sconfinare spesso e volentieri in settori che niente hanno a che vedere con le logiche del design…questo succede anche con le aziende che scegliamo per la produzione dei nostri oggetti.
3) Come nascono i vostri progetti e da dove prendete l’ispirazione per dar vita alle vostre creazioni?

Andiamo a conoscere oggi meglio Atelier DesignTrasparente un eclettico studio creato da due designer, Emiliano e Francesca, pieni di entusiamo e tanta creatività.
Sono stati tra i protagonisti di Young Designer Home, ecco cosa ci hanno raccontato:
1) Parlateci di voi: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.
DesignTrasparente: L’Atelier DesignTrasparente è nato dall’esigenza di unire le nostre due menti curiose in un progetto comune. Ci siamo conosciuti nel 2004, quando per motivi di lavoro abbiamo cominciato a collaborare sporadicamente. Io progettavo stand per un società di Roma, Francesca invece aveva aperto da poco il suo laboratorio di lavorazioni di materie plastiche. Due percorsi progettuali diversi, ma con molti punti in comune. In quel periodo la mia passione per questo materiale si stava affermando, mentre per Francesca era ormai una certezza di vita. Io inserivo continuamente nei miei progetti oggetti, pareti, complementi ed espositori in metacrilato e Francesca con la sua pazienza e professionalità, mi supportava nella realizzazione e verifica di quello che la mia mente perversa partoriva! … Questo è stato il nostro approccio e l’inizio della collaborazione. Progettando insieme, confrontandoci e parlando ogni giorno, abbiamo notato che avevamo in comune la passione per la ricerca, la sperimentazione e la cultura del progetto. Abbiamo capito di essere due ARTIGIANI/DESIGNER. Artigiano non inteso semplicemente come una figura con abilità tecnica e manuale, ma colui che persegue per sé e per la propria personale soddisfazione, la ricerca dell’opera quasi perfetta, del buon lavoro fatto con arte, intelligenza, sapienza manuale e conoscenza, che va contro la mediocrità e il “basta che sia fatto”. ARTIGIANI/DESIGNER perché quando progettiamo lo facciamo con la mente legata alla mano, che significa avere il controllo delle nostre azioni nel corso della fase creativa per una sicura qualità del prodotto finale.
Parlando del futuro sarò brevissimo.
Stiamo portando avanti, con l’art direction dell’architetto nonché nostro amico e collaboratore Michele Fanfulli (http://www.michelefanfullistudio.blogspot.com) il progetto roma@design_ro@d , che vuole essere un “luogo” di incontro per dare voce e al design romano, nel tentativo, fondamentale, di cercare inedite opportunità di visibilità.
Stiamo lavorando al nostro sito internet e all’apertura “fisica” del nostro atelier dove esporremo le nostre realizzazioni.
Infine, insieme a dei giovani designer stiamo…questo lo scoprirete presto seguendo la nostra pagina fan su Facebook(Atelier Designtrasparente) o il nostro aggiornatissimo blog (www.designtrasparente.blogspot.com)!
Continua a leggere: Designerblog intervista l’Atelier DesignTrasparente

Scenografa e designer, la giovane Serena ha creato la linea di gioielli e accessori in plexiglass, Binglabà.
Le sue splendide creazioni saranno esposte in questi giorni a Vicenza in occasione di Young Designer Home. Ma scopriamo un po’ meglio chi è Serena:
1) Parlaci di te: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.
Serena Bosone: tra il 1998 e il 2003 mi sono divisa tra gli studi di scenografia presso L’accademia delle Belle Arti di Brera e quelli di design industriale alla Nuova Accademia di Bele Arti-N.A.B.A.
Come scenografa ho lavorato alla realizzazione di numerosi videoclip ed eventi, collaborando con importanti case di produzione come Filmaster, Mercurio, K Eventse e marchi come Meschino, Guru, Campari.
Le conoscenze acquisite nel campo del design e della moda vengono concretizzate professionalmente con la creazione della linea di gioielli e accessori in plexiglass, Binglabà. La produzione, caratterizzata dall’alta qualità del lavoro artigianale e da approfonditi studi ergonomici varrà la successiva creazione di accesori in esclusiva per Madina e per Rifat Ozbek, stilista del marchio Pollini.
La produzione recente, oltre ad essere presentata ed utilizzata in numerosi servizi di moda per riviste di settore come D di Repubblica, Elle, Vogue, Vanity Fair … è stata selezionata ed esposta nella mostra itinerante Gioiello contemporaneo italiano ed inserita nel relativo catalogo edito da SKIRA.
Forte di un ricco bagaglio di esperienze e spinta da costante passione sono ora concentrata nella ricerca di nuove istanze estetiche e sulla scoperta di nuovi materiali.
2) Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?
Serena Bosone: Grazie al mio lavoro da aiuto scenografa mi sono appassionata molto a grossi
marchi produttori di lampade, mobili come Artemide, Danese, Flos, Fontanaarte,Terzani, woka, Desalto, Moroso, Cappellini, Kartell e Designer del tessuto come Deaignerguilt, Sandberg, Marimekko…
3) Come nascono i tuoi progetti e da dove prendi l’ispirazione per dar vita alle tue creazioni?
Serena Bosone: Porto dentro di me i colori vibranti e struggenti delle tele di Gaugin. Appassionata di storia dell’arte, ritrovo quei colori nei miei numerosi viaggi per trasferirli nelle mie creazioni. Se l’ispirazione arriva da civiltà lontane e incontaminate e dalla ricerca della bellezza dei grandi pittori e pensatori del passato, la materia prima proviene dal futuro. Nell’ultima collezione Binglabangles queste evocative sfumature esplodono sul plexiglass trasformando un materiale sintetico e freddo in poetiche suggestioni. Frida Khalo, le donne giraffa della Birmania, il caleidoscopio cromatico della foresta amazzonica, le piume degli indios, le foglie a ombrello. Ma anche i bauli colmi di stoffe fiorite che viaggiavano a bordo delle navi inglesi verso le indie occidentali. Tutto questo, più un pizzico di fantasia, è Binglabangles.

Come vi avevamo anticipato non molto tempo fa, Young Designer Home è l’evento che porterà alla ribalta una serie di giovani talenti del mondo del design e che avrà luogo a Vicenza nei giorni 16 e 17 gennaio 2010.
Noi di Designerblog lo stiamo seguendo da vicino e in particolare stiamo cercando di conoscere più a fondo i suoi protagonisti.
Per questo abbiamo deciso di proporvi delle interviste rivolte proprio ai giovani partecipanti all’evento e il primo designer che vi vogliamo presentare oggi è Alberto Brogliato, di seguito ecco l’intervista a lui dedicata:
1) Parlaci di te: percorso di studio e lavoro, obiettivi futuri.
Alberto Brogliato: Mi sono laureato qualche anno fa (non ricordo mai quanti siano) presso lo IUAV di Venezia, con specializzazione in design del prodotto.
Fresco di laurea specialistica ho iniziato a lavorare per Euro3Plast, un’azienda vicentina che aveva come obiettivo la creazione di una linea di prodotti di arredamento in plastica con un DNA fortemente creativo…e il sodalizio deve ancora finire!
Attualmente sto gestendo assieme all’art director dell’azienda la quarta collezione di PLUST Collection, con alcuni prodotti da me firmati a catalogo ed alcune collaborazioni illustri che mi hanno dato molte soddisfazioni. Obiettivi futuri? Aprire uno studio?
2) Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?
Alberto Brogliato: I miei punti di riferimento nel mondo del design non sono oggetti né correnti di pensiero, ma alcuni designers che hanno saputo interpretare e addirittura plasmare il nostro gusto del bello.
I nomi? Beh, da Joe Colombo a Panton, da Sapper a Ron Arad, da Zanuso a Marc Sadler,
da Castiglioni a Philippe Starck, da Marc Newson a Jonathan Ive, da Marcel Breuer a Chris Bangle.
E potrei andare avanti ancora…
3) Come nascono i tuoi progetti e da dove prendi l’ispirazione per dar vita alle tue creazioni?
Alberto Brogliato: Sarà che non sono ancora un designer affermato e quindi non posso permettermi di disegnare quel che voglio sapendo che qualcuno risolverà al posto mio gli infiniti problemi che sorgono dal bozzetto all’oggetto in produzione, ma il mio modo di progettare è strettamente basato sui vincoli.
Target, esigenze commerciali, limiti produttivi, dimensioni, articoli già presenti nel mercato e costi non sono che alcuni dei tantissimi vincoli che determinano le caratteristiche di un progetto.
Io non faccio altro che metterli tutti dentro un enorme calderone, e, a forza di mettere vincoli e paletti, il progetto comincia a prendere forma (non è molto poetico come procedimento, ma ho imparato a mie spese che raramente le cose poetiche sono anche fattibili).
Poi, una volta che le caratteristiche principali sono definite, cerco di dare al progetto/oggetto un qualcosa in più, un plus, qualcosa che ne giustifichi l’acquisto tra la selva di oggetti analoghi.
Intendiamoci, a volte ci si riesce, a volte meno…
Continua a leggere: Designerblog.it intervista Alberto Brogliato

Il nuovo anno inizia pieno di entusiasmo, creatività giovane e tante nuove idee da mettere in piazza. In tutti i sensi.
Young Designer Home è infatti l’evento che porterà alla ribalta una serie di giovani talenti del mondo del design e avrà luogo a Vicenza nei giorni 16 e 17 gennaio 2010.
Nell’ambito di “Vie di Fuga”, manifestazione voluta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza in collaborazione con la Regione del Veneto, Young Designer Home darà la possibilità ad alcuni designer selezionati di esporre i propri lavori nelle sale di Palazzo Valmarana Braga, edificio di architettura palladiana situato nel pieno centro della città.
Young Designer Home vuole essere il primo di una serie di eventi che costituiranno un punto d’incontro periodico, costante e itinerante, per dare la possibilità ai giovani designer e creativi di farsi conoscere, creare nuove sinergie, instaurare rapporti e collaborazioni che possano spingersi anche oltre l’evento.
Young Designer Home è un evento organizzato da Coscadesign in collaborazione con Fuoribiennale.
Continua a leggere: Young Designer Home, giovani talenti in mostra a Vicenza

Nook è un’insolita poltrona (comoda e rilassante come un’amaca) progettata da Henry Sgourakis che prende ispirazione dal classico lavoro a maglia.
Intrecciando assieme elastici di grosso diametro, infatti, il designer ha creato un originale piano seduta che si modifica a seconda del peso che viene esercitato su di esso.
Inoltre, quando la sedia non è utilizzata, il disegno creato dall’intreccio è di particolare appeal e costituisce un bel elemento ornamentale per qualsiasi ambiente della casa.

Si ispira ad un bozzolo la libreria commissionata da Design Miami a Maarten Baas, appena eletto designer dell’anno dagli organizzatori della fiera americana.
The Shell si distingue all’esterno per una superficie sfaccettata a specchio, mentre l’interno, in legno, è suddiviso in due scaffali. Un oggetto scultura, adatto senz’altro ad appartamenti di grande metratura. Dopo il salto, un’immagine del designer con la sua nuova opera.
Via | Dezeen
Continua a leggere: The Shell, la libreria cocoon di Maarten Baas