
Si chiama Tortoise ed è un progetto, firmato dalla giovane designer Giulia Negro, per una libreria che nasce dalla volontà di fondere classico e contemporaneo.
La classicità dello stile, le forme barocche e il materiale scelto, il legno, si uniscono alla forma inusuale e ai colori sgargianti; inoltre, i piani ad angolazioni non regolari caratterizzano fortemente questo elemento d’arredo, mentre i libri che vi saranno posti creeranno movimenti e geometrie nuove, dando un valore aggiunto a quello del semplice ordinare casa.
La libreria, progettata dalla young designer durante il corso di Progettazione Esecutiva del dott. arch. Angelo Bucci, è ora realizzata dall’azienda Puntodifuga.
Via | youngdesigner.it
Playing the Sustainability è la collezione di accessori trasformabili realizzata da di Irene Capra (studentessa del claTEM - IUAV). In natura, i rifiuti derivanti da sistemi biologici diventano utili per la crescita di altri sistemi biologici; in Playing the Sustainability il design e le proprietà specifiche dei quattro accessori di partenza forniscono gli elementi necessari per generare ulteriori accessori.
La borsa in mostra si trasforma in scarpa. Le altre due borse della collezione diventano rispettivamente abito, pochette e scarpa oppure cappello con frontino, cappello a zuccotto e cintura, mentre la cintura diventa sandalo.
Borsa/scarpe: seguendo le istruzioni dalla borsa si ottiene un paio di scarpe. Il passaggio al secondo accessorio è irreversibile: la morte del primo oggetto consente la vita di un nuovo e diverso oggetto.
1_ Trattare i due pezzi separatamente per creare un paio di scarpe. La parte più chiara è quella a contatto con il piede, che verrà infilato nella fessura che è il manico della borsa.
2_ Sfilare il laccio nero dalla forma rettangolare, avendo cura di non tagliare il filo, che servirà per realizzare le scarpe.
3_ Unire le estremità della parte con i fori in linea retta.
4_ Cucire le due parti assieme inserendo i fili negli appositi fori.
5_ Infilare il laccio nei buchi e arricciare dove necessario.
6_ Ripetere le operazioni da 2 a 5 per la seconda scarpa.
Upptagen Vinter è la collezione di accessori in pelle e fili colorati progettata da Denise Petenò (studente del claTEM - IUAV). Le borse, le cinture, e i cappelli di questa liena sono caratterizzati dai fili che alludono al tema del recupero di materiali elettronici, estremamente difficili da smaltire.
Upptagen Vinter si promone di sensibilizzare gli utenti sul tema del e-waste che è oggi al centro dell’interesse di aziende e ricercatori. Lavorando sull’idea di riciclo, il materiale di scarto diventa in questi prodotti elemento decorativo e strutturale di questi accessori.

Reverse è un veicolo anfibio a propulsione ibrida (oleodinamica a “step”), in grado di muoversi agilmente sia sul terreno che in acqua. Un mezzo biposto non inquinante, semplice ed essenziale, caratterizzato da un telaio simmetrico che ne permette la bidirezionalità e un’ottimale distribuzione delle masse.
La superficie trasparente ruotabile sul telaio può assumere due posizioni: quella superiore ha funzione di cupolino, utile nell’uso terrestre per ripararsi dagli agenti atmosferici, mentre quella inferiore permette la galleggiabilità e la navigazione acquatica, garantita dallo sterzo anteriore con funzione di timone e dalle ruote motrici equipaggiate da cerchioni “palettati”.
Il progetto è stato ideato da Manuel Mingardo, studente del clasDIP.

Arianna coniuga innovazione ed originalità per creare oggetti d’arredo economici ed eco-compatibili, attraverso la valorizzazione di un materiale nobile e naturale come la carta.
Progettati da Francesca Busato, Gilberto Carnielli e Federica Menani (studenti clasDIP - IUAV) le lampade, le sedute e i complementi sono tutti lavorati artigianalmente utilizzando un filato di carta: oltre a salvaguardare l’ambiente, perché riclati e riciclabili.
Winding Volutes è la collezione di accessori ispirata alle forme organiche di un’idea stilizzata di natura, intesa come codice visivo e costruttivo per progettare forme belle e funzionali.
L’intera collezione, progettata da Susanna Battistutto (studentessa del claTEM - IUAV), si basa sull’utilizzo di materiali come la pelle naturale, caratterizzate da un trattamento chimico estremamente ridotto e dall’utilizzo di un metodo di tintura manuale basato su colori ad acqua rendono minimo l’impatto ambientale e permettono il totale riciclo dei materiali componenti.

Progettati da Cristian Tittoto (studente del clasDIP - IUAV), Pallet sono tre complementi di arredo modulari realizzati con il legno dei bancali.
Appendiabiti, libreria e sgabello sono caratterizzati da un semplice sistema di giunti mobili che facilitano le operazioni di montaggio e smontaggio senza la necessità di dover utilizzare alcun utensile.

Jugglin è la sedia home/office che pernette di mantienere dinamica la posizione della seduta durante le ore di lavoro, trasformando la tensione normalmente accumulata in un possibile movimento di sfogo circoscritto nello spazio.
Jugglin è costituita da una nuova tipologia di multistrato che alterna ai comuni fogli di legno, impiegati nella normale produzione dei compensati, strati o pannelli derivati dalla lavorazione di polpa di carta e legno di secondo uso. I fogli, incollati con una resina di origine naturale, possono essere lavorati come un normale multistrato conservando le medesime proprietà del legno.
Jugglin è stato progettato da Eleonora Castellarin studentessa del clasDIP - IUAV.

Puzzlock è la rivisitazione del pedale delle tradizionali biciclette da città progettato in modo da poter essere utilizzato sia come pedale che come luccetto.
Il progetto è formato da tre parti: la pedivella, che si allunga verso la ruota; il pedale, che si apre per poter essere agganciato alla ruota; e un guscio, senza il quale non è possibile bloccare la pedivella e quindi pedalare.
Puzzlock è ideato da Filippo Andriolo (studente del claDIS - IUAV) è stato pensato per risolvere il problema dei furti delle biciclette nelle città permettendo agli utenti di avere il lucchetto sempre integrato nella bici.

Waste Not è un progetto lanciato da Danese, storica (possiamo dire mitica?) icona del design industriale italiano, per ripensare il valore e le potenzialità del proprio patrimonio aziendale attraverso il riutilizzo e la rifunzionalizzazione del suo storico catalogo prodotti.
In che modo? Reintegrando e ricomponendo, come in una nuova sintassi, arredi e complementi d’arredo (tra cui anche alcuni pezzi scartati al controllo qualità) con l’obiettivo di dare vita a nuovi oggetti caratterizzati da una grande attenzione alla sostenibilità ambientale.
E’ il caso di Horti & Horti, un’étagère componibile che mette insieme alcuni tra gli storici prodotti Danese -la libreria H&H di Paolo Rizzatto; Camicia, Scomparto e Koro di Enzo Mari- riconvertiti per ospitare un orto domestico da cucina destinato alle piante officinali e aromatiche. Il concept di Danese Waste Not è del giovane designer Marcello Pirovano, neolaureato del Politecnico di Milano.
Via | Not Cot